Del complesso “maschile” Madonna-Cortigiana

La teoria femminista suggerisce che la MWD derivi dal desiderio di rafforzare il patriarcato, come dominio sociale

Le teorie precedenti si concentravano su complessi sessuali irrisolti o tendenze psicologiche evolute basandosi appunto sugli studi di Freud e colleghi, di cui procediamo ad una sintesi. Il complesso Madonna-puttana è l’incapacità di mantenere l’eccitazione sessuale all’interno di una relazione impegnata e amorevole. Fu appunto Freud ad identificarlo per la prima volta come impotenza psichica, questo complesso psicologico si sviluppa negli uomini che vedono le donne come madonne, sante o “femmine di bordello”. Gli uomini con questo complesso desiderano una partner sessuale che è stata moralmente abietta come infima puttana mentre non possono desiderare il partner rispettato come la Madonna. Freud ha scritto: “Dove tali uomini amano non hanno desiderio e dove desiderano non possono amare”. Nel 2009 lo psicologo clinico Uwe Hartmann, ha affermato che il complesso è ancora molto diffuso nei pazienti di oggi. Il termine è anche usato popolarmente per definire l’ambiguità femminile.

Freud aveva scoperto che il complesso Madonna-puttana fosse generato da una scissione tra la parte affettuosa e sessuale nel desiderio maschile. Le paure edipiche e l’angoscia di castrazione impediscono all’affetto provato per oggetti incestuosi del passato di essere attaccato a donne che sono sensualmente desiderate. La sfera dell’amore in questi uomini rimane divisa nelle due direzioni personificate nell’arte come amore sacro e profano. Il quadro in copertina “Amor sacro e amor profano” di Tiziano Vecellio vi racconta che non siete soli nell’universo a pensarla così! Così come nella ricerca di cui sopra anche le donne portano avanti questo stereotipo o dicotomia: le prime sono le madri a raccontare ai propri figli maschi la leggenda madonna/puttana. Infatti per ridurre al minimo l’ansia, l’uomo classifica le donne in due gruppi: donne che può ammirare e donne che trova sessualmente attraenti. Mentre l’uomo ama le donne nella prima categoria, disprezza e svaluta la seconda. Lo psicoanalista Richard Tuch suggerisce che Freud abbia offerto almeno una spiegazione alternativa per il complesso Madonna-puttana. Questa teoria precedente non si basa sull’ansia di castrazione edipica, ma sull’odio primario dell’uomo per le donne, stimolato dalla sensazione del bambino di essere stato indotto a sperimentare una frustrazione intollerabile e / o un danno narcisistico per mano di sua madre. In età adulta il ragazzo diventato uomo cerca di vendicare questi maltrattamenti attraverso attacchi sadici alle donne che sono le sostitute della madre. Tale divisione è esacerbata quando il figlio maschio viene allevato da una madre fredda e iperprotettiva: infatti una mancanza di nutrimento emotivo che rafforza un legame incestuoso. Questo figlio “maltrattato” corteggerà qualcuno con qualità materne, che non desidera sessualmente sperando di soddisfare un bisogno di intimità materna non soddisfatta durante l’infanzia? Quindi riuscirà a superare l’incesto desiderato? Molti uomini sposano donne che assomigliano alle proprie madri: fisicamente intendo, e non è un caso!

A dare manforte al complesso Madonna-puttana abbiamo la rappresentazione delle donne come madonne o puttane nella mitologia e nella teologia giudeo-cristiana: e la vergogna e il peccato del sesso la tentazione di origine femminile, vedi Eva sposa di Adamo? E quindi ai fragili “maschi” di oggi poniamo queste domande: le donne dovrebbero comportarsi come Madonne e resistere al sesso come oggetto di soddisfazione? O dovrebbero essere uguali e cedere al loro desiderio sessuale senza conseguenze o paura di essere una puttana? Gli uomini sono capaci di avere una perversione nel letto, ma una donna che ammirano e rispettano come la loro amorevole moglie, può permettersi la stessa cosa?

Gli americani la chiamano MWD che sarebbe  ovvero  dicotomia tra Madonna-puttana e ne hanno fatto una recente ricerca su duecento uomini che denota percezioni ambigue sulle donne in generale come madonne “buone”, caste e pure o come puttane “cattive”, promiscue e seducenti. La teoria femminista suggerisce che la MWD derivi dal desiderio di rafforzare il patriarcato, come dominio sociale, il desiderio di mantenere il sistema di genere esistente, gli atteggiamenti sessisti benevolo e ostile, oggettivazione sessuale delle donne e doppi standard sessuali cioè “gli uomini si possono accoppiare come quando vogliono e restano sempre uomini; le donne promiscue smettono di essere donne e diventano puttane”. Questi uomini possono avere difficoltà a sentirsi attratti dalle donne che amano o ad amare le donne da cui sono sessualmente attratti, portando a un’insoddisfazione cronica nelle loro relazioni romantiche. Le implicazioni pratiche per i terapeuti non si limitano a clienti maschi. Una cliente donna che sostiene le credenze MWD o che ha avuto reazioni negative da un partner maschile a causa delle sue convinzioni MWD potrebbe soffrire di vergogna o ambivalenza sui propri desideri sessuali o sulla propria desiderabilità. Le convinzioni MWD possono essere rilevanti per la comprensione e il trattamento i problemi vissuti dalle clienti di sesso femminile.

Parliamo del quadro in copertina: L’ Amore Sacro e Profano di Tiziano ha diverse interpretazioni. La donna vestita può essere una sposa o una cortigiana. La donna nuda dovrebbe essere un’allegoria dell’amore profano, ma porta l’incenso sulla sua mano e la chiesa dietro di lei.

La figura della donna nuda è Venere Celeste, cioè immagine della bellezza universale e spirituale, che solleva un braciere acceso, come simbolo di carità, di conoscenza o di illuminazione spirituale.

La donna vestita, sarebbe la Venere Terrena, simbolo degli impulsi umani e della forza generatrice della Natura. Eros, che sta al centro, sarebbe quindi il punto di mediazione tra aspirazioni spirituali e carnali, tra il cielo e la terra.

L’interpretazione odierna è legata al tema nuziale e alla celebrazione dell’amore. Le due fanciulle sono così simili, da sembrare un’allusione alle due facce del matrimonio, una di “sessualità” (voluptas), legata alla sfera privata, e una di “castità” (pudicitia), legata alla sfera pubblica. Le due anime della stessa Donna sono legate intrinsecamente come le acque che Eros mescola al centro.

 

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