Prof. Luca Siniscalco: introduzione a “Metafisica del sesso” di Julius Evola

“Quest’opera è unica nel suo genere per il fatto che considera il sesso e l’esperienza del sesso secondo dimensioni diverse da quelle cui si sono arrestate le ricerche psicologiche sessuologiche e anche psicanalitiche" introduzione Metafisica del sesso

Ospite di Ztim ztum bang il prof. Luca Siniscalco dottorando in studi Umanistici Transculturali all’Università di Bergamo, professore di Estetica all’Università eCampus, socio della Fondazione Evola, interessato da sempre della produzione di Julius Evola.

Il prof. Siniscalco sarà protagonista di una serie di interventi su “Metafisica del sesso”. Pubblicato per la prima volta dalle edizioni Atanòr di Roma nel 1958 e successivamente tradotto in varie lingue.

Julius Evola, pseudonimo di Giulio Cesare Andrea Evola (Roma, 19 maggio 1898 – Roma, 11 giugno 1974), è stato un filosofo, pittore, poeta, scrittore, occultista ed esoterista italiano.

È lo stesso Evola a parlare della genesi di questa opera nella sua autobiografia: “Un’altra mia traduzione dal tedesco è stata quella di “Sesso e carattere” di Otto Weininger. In un primo tempo aveva pensato di unire alla nuova traduzione un’ampia introduzione al fine di precisare la portata delle teorie di Weininger sul sesso e sulla donna. Poi si rese conto che un esame del genere non poteva esser contenuto nello spazio ristretto di una semplice introduzione. È così che a poco a poco prese forma nella sua mente l’idea di scrivere un’opera a sé sulla materia.

Dalla quarta di copertina leggiamo: “Quest’opera è unica nel suo genere per il fatto che considera il sesso e l’esperienza del sesso secondo aspetti e dimensioni diversi da quelli cui si sono arrestate le ricerche psicologiche sessuologica e anche psicanalitiche. Come afferma l’autore dato che l’epoca attuale è caratterizzata da una specie di ossessione del sesso e dato anche che la psicanalisi si è sforzata di mettere in risalto il sesso come una potenza elementare oscura e sub-personale il suo proposito è stato di scoprire una realtà di essa non meno profonda ma di natura superiore trascendente. Il termine “metafisica” nel libro è usato infatti in un doppio senso: anzitutto in quello di una ricerca del significato ultimo che hanno l’eros e l’esperienza sessuale significato che porta aldilà di tutto quel che è fisiologia, istinto di riproduzione semplice carnalità o pallida sentimentalità. In secondo luogo una ricerca volta a scoprire non solamente nelle forme più intense della vita erotica ma anche nell’amore comune, balenii di una “trascendenza”, rimozioni momentanee dei limiti della coscienza ordinaria dell’uomo e della donna e perfino apertura sul sovra sensibile. Tale ricerca ha per controparte la documentazione di ciò che molteplici civiltà antiche non europee hanno riconosciuta in fatto di sacralizzazione del sesso di un uso di esso per fini estetici, magici, iniziatici o evocatori. Al lettore viene offerto un vastissimo panorama che va dai riti segreti orgiastici tantrici e dal dionisismo alla demonologia e all’esperienza del Sabba e dei Fedeli d’Amore medievali dalla prostituzione sacra e dai Misteri della Donna a pratiche Cabalistiche, arabe, estremo-orientali l’accennata Metafisica del sesso permette d’altra parte di cogliere ciò che agisce anche nel profondo di fenomeni come il pudore, la gelosia, il sadomasochismo, la nudità femminile, il complesso amore e morte”.

Julius Evola

Nell’introduzione al tema il prof. Siniscalco ha sottolineato: “Proprio nel titolo Metafisica del sesso Evola ha riportato l’atavico problema del mondo occidentale rispetto alla dicotomia materiale e spirituale, infatti il termine metafisico sta per “aldilà della fisica” per cui la sessualità che viene vissuta in maniera materiale deve essere riportata sul piano energetico, deve essere trascesa creando un altrove e una trascendenza totalmente irraggiungibile, una ierofania, come manifestazione del sacro in maniera sensibile. La dimensione energetica è per l’uomo e la donna che conoscono determinate pratiche in grado di investire in energia sublimante che in tutte le dimensioni di energie sottili caratterizzano la struttura antropologica in tre istanze: soma, psyché e nous, il materiale, il soffio vitale e l’intelletto. Evola sviluppa una considerazione metafisica del sesso, ritenendo tale fenomeno un elemento troppo importante nella vita degli esseri per lasciarlo a spiegazioni semplicemente positivistiche e sessuologiche. Il sesso è anche la forza magica più intensa della natura, capace di esercitare su tutti i viventi un’attrazione irresistibile e tale da fornire, secondo Evola, l’occasione per trascendere la mera corporeità ed elevarsi fino al piano dello spirito. Il fenomeno del sesso implica dunque un potenziale estatico, iniziatico, che può essere portato alla luce soltanto guardando a esso dalla prospettiva metafisica. Nell’antichità il sesso è stato considerato come qualcosa di sacro, anche all’interno dei rituali religiosi di tipo propiziatorio e distante dall’uso esasperato nelle società di tipo moderno. L’eros per Evola è magia, magnetismo, ed è impulso alla «reintegrazione e riunificazione» delle parti originarie nel quale l’androgine o essere completo si è scisso. Quello dell’androgine è il mito platonico degli esseri divisi dagli dei in cui però “permane il ricordo del precedente stato e si accende l’impulso a ricostituire l’unità primordiale”.

Le edizioni di Metafisica del sesso

In Italia I ed.: Atanòr, Roma, 1958 II ed. riveduta: Edizioni Mediterranee, Roma, 1969 III ed. corretta: Edizioni Mediterranee, Roma, 1994 IV ed. corretta: Edizioni Mediterranee, Roma, 1996

 

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