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Home Mente, corpo e spirito

Ztim Ztum Bang: il prof. Luigi Pruneti, la Gnosi e l’importanza delle donne “eretiche”

Prof. Luigi Pruneti: la gnosi è un argomento estremamente complesso e difficile, Henri-Charles Puech che è uno dei più grandi storici delle religioni scrive che dopo aver studiato la gnosi per una vita ha più confusione in testa di quando aveva iniziato perché è un argomento oltremodo complesso. Mi riferisco naturalmente alla grande gnosi, alla gnosi del secondo terzo secolo dopo Cristo che è così complessa per vari motivi. Intanto è un movimento sincretico dove convergono elementi dell'ebraismo, del cristianesimo, dell'ellenismo, del platonismo e del neoplatonismo, l'intero corpus hermeticum, gli oracoli caldaici e in più anche elementi iranici e elementi addirittura desunti dall'antico Egitto…

Susanna Basile di Susanna Basile
Gennaio 4, 2026
in Mente, corpo e spirito
Tempo di lettura: 10 minuti
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Il prof. Luigi Pruneti è aureato in lettere specializzato in storia medievale fino anche al 1500, esperto di simbologia ed esoterismo, tradizioni popolari, ha scritto più di 60 libri.

il libro che ci ha intrigato di più da un punto di vista femminile che si chiama “Eva e l’altare” e riguarda appunto l’eresia, l’eresia delle donne. Non è un libro facile perché ho iniziato a leggerlo mi sono trovata anche a discutermela con una serie di note però è un libro pieno di indicazioni e di fonti, io penso che quando tu leggi un libro e cominci a leggerlo e ti intriga sia per le ricerche che fai ma soprattutto perché ti dà la possibilità a livello bibliografico di accedere ad altri saperi e così è successo con questo libro piccolo, perché è piccolo, libro per i tipi Bastogi che è interessantissimo perché ti dà un punto di vista eretico del femminile che non è mai stato studiato abbastanza e soprattutto ti dà una visione più monografica per tutto ciò che riguarda la gnosi che è difficilissima da affrontare perché c’è una grande confusione e spesso e volentieri è predominio di pregiudizi sia perché esiste una gnosi pre cristiana, una gnosi diciamo pagana, una gnosi ermetica e sia perché poi questa gnosi è diventata una gnosi in qualche modo cristiana quindi c’è una grande confusione per quel fatto che il professore Pruneti sia riuscito a fare una focalizzazione da un punto di vista femminile sull’eresia e quindi parte proprio dalla gnosi, questo diciamo per noi è un grande apporto, una grande ricchezza intellettuale e anche emozionale devo dire perché è un discorso di riuscire a ratificare determinate funzioni che riguardano la natura e l’anima della donna che più volte sia nell’ambito della tarda antichità e sia nell’ambito medievale è stata più volte frustrata. Do you like? Bene quindi la parola al professore Pruneti che ci racconta un po’ la genesi diciamo di questo libro, di com’è nata la storia e quindi per più puntate io vorrei averlo qui per parlare di questo libro, prego.

 

Prof. Luigi Pruneti: la gnosi è un argomento estremamente complesso e difficile, Henri-Charles Puech che è uno dei più grandi storici delle religioni scrive che dopo aver studiato la gnosi per una vita ha più confusione in testa di quando aveva iniziato perché è un argomento oltremodo complesso. Mi riferisco naturalmente alla grande gnosi, alla gnosi del secondo terzo secolo dopo Cristo perché è così complessa per vari motivi. Intanto è un movimento sincretico dove convergono elementi dell’ebraismo, del cristianesimo, dell’ellenismo, del platonismo e del neoplatonismo, l’intero corpus hermeticum, gli oracoli caldaici e in più anche elementi iranici e elementi addirittura desunti dall’antico Egitto. A questo si aggiunga anche il problema delle fonti. Oggigiorno sappiamo molto di più sulla gnosi rispetto a un secolo fa perché i primi elementi sulla gnosi sono dovuti soprattutto ai polemisti cristiani anti-gnostici, uno per tutti, Ireneo Vescovo di Lione che scrive appunto contro gli eretici, contro la gnosi. Ma oltre a questo i testi agnostici erano pochi. Poi abbiamo avuto una grande fonte dai papiri di Nag Hammadi, un’intera biblioteca gnostica che ci ha consentito di saperne molto di più. Ricordiamoci che non è una filosofia, che non è una dottrina, ma è come un fiume che si divide in tanti rivoli diversi fra loro e in taluni casi anche contrastanti che arrivano a delle posizioni molto divergenti fra di loro. E fra l’altro ci sono anche taluni aspetti che sono viziati comunque dalla polemica anti-gnostica cristiana.

 

Tante cose non le sappiamo, le sappiamo solamente da quello che ci dicono i nemici della gnosi. Come nasce questo libro? Questo libro nasce da una lettera, da una lettera che un certo Tolomeo, che è un discepolo, un maestro gnostico discepolo di un altro gnostico famoso, forse l’autore gnostico più celebre di tutti i tempi, Valentino, scrive a una matrona romana di nome Flora, chiamandola amatissima sorella. Non mi soffermo sulla lettera.

 

La lettera in pratica spiega come va considerato l’Antico Testamento, se è un testo ispirato oppure no. Tolomeo lo divide in parti diverse, alcune sono di ispirazione divina, diciamo, altre, a suo avviso, come i testi mosaici, no. Anzi, sono dovuti all’antidivinità, a quello che lui chiama il demiurgo, all’aspetto della materia, al creatore, diciamo, del male.

 

Ma questo ci fa capire che all’interno del movimento gnostico la presenza femminile era importante e notevole. Era una sorta di fratellanza. E tanto è vero che una figura femminile importante deriva anche da quello che i cristiani consideravano l’iniziatore della gnosi, il celebre Simon Mago.

 

Attenzione! Su Simon Mago non sappiamo quasi niente, cioè le notizie su Simon Mago sono riportate unicamente dagli atti degli apostoli e basta. E dunque, solo da una fonte cristiana, in realtà non sappiamo nemmeno se Simon Mago sia veramente esistito o sia solamente un mito, una figura uscita dalla leggenda e basta. Cosa si racconta di Simon Mago negli atti degli apostoli? Lui era un ebreo, un samaritano, e faceva praticamente il mago itinerante.

 

E questo mago itinerante, a un certo punto, cercò di corrompere gli apostoli per carpire loro il segreto nel fare i miracoli. Da qui il termine simonia, cioè la vendita di poteri ecclesiastici per fine unicamente di lucro. Sempre gli atti degli apostoli e sempre Ireneo racconta che Simon Mago si considerava il nous, la mente divina, e che era stato separato dalla sua parte femminile.

 

E questa parte femminile, notate l’aspetto polemico, lui la trova a Tiro. Tiro, grande città portuale del Mediterraneo, naturalmente città di Porto dove c’era di tutto. E Tiro era famosa anche per i suoi bordelli e a un certo punto vede affacciare a una finestra una donna.

 

Si chiama Elena e capisce che quella donna è la sua parte femminile, è la sua sizigia, come si diceva, perché le anime un tempo erano tutt’uno, poi quando intervenne la caduta della materia nacquero i sessi e dunque le anime si divisero. Così lui la riscattò, la sposò e diventò praticamente la sua parte femminile. La storia di Simon Mago, secondo gli atti degli Apostoli, finisce drammaticamente perché lui giunto a Roma avrebbe sfidato addirittura San Pietro, si sarebbe messo a volare con la sua magia, però San Pietro pregando lo fece precipitare a terra.

 

E in una chiesa romana sono conservati anche i due cubetti di porfido dove San Pietro si sarebbe praticamente inginocchiato per pregare contro il Simon Mago. Dunque già da questi due episodi, una lettera vera e un mito, si capisce come le donne abbiano avuto importanza all’interno della gnosi. Di tanti atti, nelle fonti che ci sono, risultano tantissime figure femminili.

 

Una certa Marcellina, per esempio, che avrebbe portato a Roma il verbo di un altro maestro gnostico famoso, Carpocrate. Quintilla, che apparteneva alla setta dei Cainiti e che diffuse il verbo gnostico in tutto il Nordafrica. Filomena, un’altra romana, che invece era fedele di Marcione.

 

Ireneo la definisce una pazza invasata. E poi, ancora, Massimilla e Priscilla, che erano seguaci di Montano a dire la verità. Siamo in un ambito paragnostico, non gnostico, e queste, soprattutto Priscilla, avrebbe avuto delle visioni, avrebbe parlato addirittura con il Cristo, che era una figura femminile.

 

Oltre a tutte queste figure citate nelle fonti, bisogna ricordare le fonti archeologiche. Sono alcune lapidi tombali. Una è riferita a una certa Flavia Sofie, morta negli 180 d.C., e l’altra è una lapide di un’anonima, perché manca una parte, la quale dice che lei, liberata dal corpo, volerà in cielo, dove tutto è silenzio e verità.

 

Le donne, dunque, hanno un’importanza notevole, hanno una presenza nell’interno della gnosi. La gnosi, come ho detto, è una corrente molto complessa. Ci sono tanti testi gnostici ormai, Tuono, Mente Perfetta, Protonoia, Trimorte, Allapissius e Sofia, il Vangelo di Giuda, il Vangelo di Maria Maddalena, il Vangelo dell’infanzia armena, l’Ipostis degli Arconti, le Trestelli di Set, il Canto della Perla, tantissimi.

 

Ma non è un materiale, diciamo, tutto simile, uguale. Sono molto diverse. Le posizioni gnostiche si differenziano notevolmente.

 

Qual è il punto della situazione, però, l’asse unificante della gnosi? È che l’uomo non è altro che una prigione, una prigione di materia dove è rinchiusa una lacrima del cielo, definiamola così, una parte della divinità, un’anima vera e propria, del tutto immateriale, che delle figure intermedie, delle sotto divinità malvage hanno voluto imprigionare nella carne, la liberazione dalla carne, la liberazione dal male, perché la carne e la materia è male come avverrà attraverso la gnosi. La gnosi che cos’è? È conoscenza, ma non è la conoscenza razionale come la si può intendere noi. È un’altra cosa, è una sorta di illuminazione che si ha, che uno coglie.

 

È molto diversa da una conoscenza razionale e solo attraverso la gnosi, attraverso questa intuizione, chiamiamola così, della verità, vi potrà essere la salvezza. Al di là di questo, naturalmente, ci sono tante differenze fra scuola gnostica e scuola gnostica. Ad esempio, il rapporto che il fedele gnostico, che lo gnostico deve avere con la materia, con la quale comunque convive, perché un corpo ce l’ha e con quel corpo deve fare i conti.

 

C’è un problema, dunque, del rapporto con la carne e del rapporto con il sesso, ad esempio. E le posizioni sono molto diverse dall’uno all’altro autore. Per alcuni, ad esempio, le posizioni sono di rifiuto assoluto della carne e dunque rifiuto assoluto di ogni rapporto di carattere sessuale.

 

Per altri, Valentino invece, dice di avere rapporti con la carne in maniera controllata e direi modesta. Altri ancora dicono che siccome la salvezza non viene attraverso opere, attraverso una sorta di morale comune, ma viene attraverso l’illuminazione, uno può anche, diciamo, divertirsi con la carne. Non importa assolutamente niente di questo.

 

Una cosa è fondamentale. La gnosi viene recepita non solo dal cristianesimo, ma anche proprio dalla struttura dell’impero romano come qualcosa di devastante da un punto di vista ideologico, perché la gnosi è fortemente critica nei confronti dell’impero. L’impero è un luogo di sopraffazione, è un luogo di violenza, è un luogo brutale dove non esiste nessuna forma di pietà e di rispetto e la donna ne è una vittima.

 

Tant’è vero quando un popolo veniva sottomesso, distrutto, abbattuto dalle legioni, chi veniva portato in trionfo insieme agli uomini diventati schiavi, anche le donne, proprio per dare l’effetto della completa idea, della completa sottomissione di questo popolo. Si arriva addirittura nel con la gnosi a degli estremismi veri e propri. Uno dei maestri gnostici più celebri è Carpocrate.

 

Carpocrate ebbe un figlio che si chiamava Epifanio, doveva essere un genio, perché morì a soli 17 anni, ma fu ricordato da tutti come se fosse un maestro di prima grandezza. Veniva continuamente compianto e ricordato. Ebbene, si sono rimaste dei frammenti delle opere di Epifanio di un suo libro sulla giustizia, che scrive delle cose, siamo nel secondo, terzo secolo dopo Cristo, veramente sconvolgenti, se ci si riferisce specialmente a quel momento.

 

Lui dice, ad esempio, che dalla proprietà nacque il furto e dal matrimonio nacque il tradimento. E dunque è contrario a qualunque rapporto di carattere familiare, economico, che regge l’intero apparato dell’impero della società civile. Questo ci fa rendere conto del messaggio anche devastante, se vogliamo, del gnosticismo in questo periodo, fra l’altro, di progressiva decadenza dell’impero romano d’Occidente.

 

Dobbiamo anche dire che durante questo periodo ci sono diverse storie abbastanza interessanti, perché c’è una storia anche molto interessante, perché il cristianesimo piano piano, da nuova religione perseguitata, diventa un qualcosa di diverso, diventa la religione invece di Stato, viene riconosciuta come tale e dà un atteggiamento oltremodo aggressivo non solo nei confronti delle altre religioni e delle vecchie, della vecchia idolatria, ma anche di ogni forma di dissenso religioso, di differenziazione religiosa e addirittura di libertas philosophandi, come dirà secoli e secoli dopo Spinoza. Un esempio di questo è, siamo naturalmente nel quinto secolo, il quarto secolo, Ipazia ad Alessandria, la figlia di Teone, ne è un esempio, questa filosofa neoplatonica che viene addirittura uccisa, massacrata, linciata dai fedeli cristiani che non accettano questa libertà di pensiero al di fuori degli schemi del dogma che già allora si stava affermando. Grosso modo la prima parte del libro riguarda questo, poi si va oltre, si parla di altre cose.

 

Allora, io intanto avrei voluto chiederti, e te lo sto chiedendo, a proposito diciamo di entrare nel merito della, diciamo, della gnosi nei particolari per ciò che riguarda nel primo capitolo, a proposito delle tre coppie, delle sei potenze divise in tre coppie. Il nous, spirito, epinoia, pensiero, phonè, voce, onoma, nome, logistonos, ragione, e eutumesis, riflessione. Entriamo un po’ nel merito di cosa si tratta.

 

Allora, c’è una concezione nella gnosi di carattere emanistico, cioè una emanazione da parte di quello che è il principio creante, il principio creativo. Interessante è quello che scrive il grande Valentino, il quale dice che all’inizio c’era Pitos, Pitos l’abisso, abisso e silenzio. Abisso e silenzio si unirono insieme e da qui iniziò la creazione, la proiezione nel mondo della divinità stessa, del nous stesso, il quale praticamente ha tante caratteristiche particolari, tante sfumature particolari.

 

Una di queste sfumature particolari è Sofia. Sofia cosa rappresenta? Sofia rappresenta la conoscenza, è un eone, fa parte di questo pleroma, di questo tutto. E Sofia sarà all’inizio della decadenza, del crollo.

 

Cosa accade praticamente Sofia? Sofia ha un desiderio, ha il desiderio di riunirsi al padre, di ritornare a Pitos, di ritornare all’abisso, di conoscere la profondità del nous e della divinità, ma percorre una strada al ritroso. Invece di salire, scende, precipita e precipitando verso il basso è come se lei abortisse e creasse senza volerlo la materia. È il precipitarsi di Sofia.

 

Poi, fra le varie suddivisioni e analisi del pleroma, fra gli autori gnostici c’è un po’ di differenza. Valentino, ad esempio, è un egiziano, è d’Alessandria, come molti altri gnostici, ed ha una caratteristica sua particolare. Risente della tradizione religiosa antichissima dell’antico Egizio.

 

Lui, ad esempio, parla dell’ogdoide, cioè delle otto parti in cui si divide il pleroma, che poi ne c’erano altre e altre ancora. È una posizione molto diversa da Bardasene, ad esempio, molto diversa da quello che si può leggere in Basilide o Nesetiani o addirittura in Marco, che era un suo allievo. Dunque, per la suddivisione del pleroma c’è molta differenza fra un autore e un altro.

 

Per avere un’idea forse più chiara di come si struttura il pleroma nelle sue varie articolazioni, si può far riferimento a un qualcosa di molto diverso, ma che sicuramente ha ispirazione anche dallo gnosticismo, la cabala ebraica. La cabala ebraica nasce dopo lo gnosticismo ed è un’altra teoria di carattere emanistico. Anche nella cabala si ha in pratica il pleroma che in questo caso viene chiamato in maniera diversa e che a un certo punto comincia a espandersi.

 

Comincia a espandersi e come prima espansione ha la keter, la corona, la quale non è altro che una prima aurora, un primo riflesso di luce dal quale poi per conseguenziali emanazioni vengono le altre sefirot. Così, nella stessa maniera, si ha questa estensione in pratica del principio, della divinità, dello spirito, dell’indefinibile perché è un indefinibile il divino e l’anima stessa è un indefinibile. Questo indefinibile poi si articola in maniera diversa, in maniera che cambia da autore a autore, ma il principio rimane sempre lo stesso.

 

Sicuramente il principio del femminile che riguardasse la donna poteva essere stato influenzato su questa negatività di Pistis-Sophia, sul fatto che Pistis-Sophia realizza questa parte materiale autonomamente, quindi senza la funzione, diciamo, dell’uomo, del maschile, no?

Quindi è possibile che ci sia un retaggio negativo in questi termini nei confronti della donna?

 

Sì, ma noi probabilmente sbagliamo anche nel dare una polarità maschile e femminile. L’usare una polarità maschile e femminile è un modo, è un metodo per rendere più chiare cose che non sono chiare. Gli gnostici ricorrono continuamente al mito, perché il mito permette di oggettivare cose che non sarebbero razionalmente spiegabili.

 

L’anima non ha un maschile e un femminile. L’anima non ha nessun tipo di genere. Il genere è fortemente legato a una nostra visione materiale delle cose.

 

Qui siamo nel puro spirito e lo spirito non può avere né un più né un meno. È senza queste specificazioni assolutamente contrarie al suo principio stesso. Comunque, per semplificare, la parte, possiamo usare il termine, diciamo, più partecipativa dello spirito, cerca di ritornare alle proprie origini, alle proprie fonti.

 

 

Tags: eresia femminile gnosignosiluigi pruneti

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