Gianluca Lamberti rappresenta per noi da cinque anni, Facciamo Finta Che, una trasmissione online su YouTube, parlo un poco di cifre, che ha avuto oltre 25 milioni di visualizzazioni e oltre 100 mila iscritti, con quattro nuove puntate ogni settimana, lunedì, mercoledì, venerdì e domenica, sempre alle 21.30, che è condotta, come stavamo dicendo, da Gianluca Lamberti. Gianluca, buonasera e grazie di avere accolto la nostra richiesta di essere intervistato.
Lamberti: Grazie a te di avermi invitato, un abbraccio al tuo pubblico, mi fa un sacco piacere, quindi ben volentieri collaboriamo, cooperiamo, vediamo un po’ questo viaggio dove ci porta.
Basile: Assolutamente, vogliamo che venite in Sicilia, perché dappertutto in Italia ci siete stati, siete arrivati fino a Benevento, ho studiato, quindi voi sotto ancora non siete arrivati, come si suol dire, passare lo stretto prima del ponte, diciamo che potrebbe essere una cosa bella da questo punto di vista, molto esoterica, diciamo parlando in maniera di facciamo finta che è. Allora la mia prima domanda, così entriamo nel merito, è come e quando è iniziata questa esperienza, questa avventura?
Lamberti: Diciamo che è cominciata tanti anni fa, io arrivo dal mondo televisivo dove ero giornalista, conduttore, autore, e tra i vari interessi da sempre, un po’ da quando avevo vent’anni, c’è la spiritualità e l’esoterismo, con un po’ così il flusso delle filosofie orientali, ecco come si può vincere anche poi da tutto il simbolismo e il modo di approcciare che ho portato sul canale.
Addirittura la prima infarinata di spiritualità, io sono molto informale, posso bere? Dicevo la prima infarinata di spiritualità e di simbolismo è arrivata dalla Muay Thai, ero ragazzino, avevo 13 anni, 12 anni e ho approcciato la Muay Thai, ci sono delle danze pre-match che ricordavano delle mitologie thailandesi con questi semi dei, dei che portavano, interagivano con gli uomini, da cui Rama, la storia di Rama, che poi si collega, anche Hanuman, Shiva, tutta una serie di testi, ero piccolino ma mi affascinavano e mi risuonavano. Tutto questo l’ho portato inizialmente in maniera parallela, poi diciamo un po’ così il punto di non ritorno è stato quando ne ho fatto una trasmissione televisiva, che ha portato molti problemi che non avrei mai pensato. Era insieme a Mauro Biglino, anzi è cominciata un anno e mezzo dopo quello che sarebbe dovuto cominciare, perché Mauro non era stato bene, quindi il nome facciamo finta che era proprio perché durante un salone del libro avevo incontrato Mauro e quella che poi trovate come prima puntata anche sul canale YouTube, delle analogie tra la Bibbia e per esempio il mondo degli fumetti, degli anime, in questo caso io portavo Superman Dragon Ball e trovavo riferimenti esoterico spirituali nei cartoni animati anni Ottanta, nei fumetti, nei film della Marvel, quindi tutta una chiave che le persone possano comprendere.
La trasmissione televisiva dopo poche puntate ha avuto dei problemi ed essendo io autore ho pensato dicendo vabbè comunque questo prodotto rimane mio, quindi lo carico su YouTube come archivio, in modo che stavo cambiando televisione pensando che il problema fosse l’emittente televisiva, in realtà ovunque andassi nel momento in cui ho girato altre due o tre televisioni, nel momento in cui portavo questo tipo di prodotto arrivavano dei problemi. Sarà un caso e va bene, sarà un caso, alla fine diciamo che le puntate messe su YouTube come archivio hanno cominciato a macinare visualizzazioni e mi sono trovato YouTuber anche se è un’etichetta che non la sento molto mia, però ci siamo un po’ ritrovati YouTuber mio malgrado, cioè inconsapevolmente, erano poi gli anni del lockdown, dopo pochi mesi è arrivato il lockdown e lì c’è stato un po’ un collegamento con l’attualità che ha potuto anche unire il mio essere giornalista a livello geopolitico, economico con questo ramo della spiritualità e di un tratto queste tematiche sono sembrate molto facciamo finta che e molto invece ispirate a quello che accadeva fuori dalla finestra, le persone hanno cominciato ad abbandonare un po’ i TG, a capire un po’ il velo di Maya. Prima erano tematiche un po’ d’elite per pochi, di solito le persone avevano altri problemi, altre priorità prima di arrivare alle fantomatiche domande, chi sono, da dove arrivo, perché sono qui, qual è il senso della mia vita, ecco invece il 2020 è stato proprio un’apertura anche un po’ di impatto forzata a gamba tesa nella vita di molti, quindi essere online in quel periodo mi ha dato l’opportunità di entrare poi in diretta tutte le sere perché alternato con il canale che porta il mio nome ho preso l’impegno di non lasciare le persone sole durante il lockdown e di essere tutti i giorni, sette giorni su set, a differenza del sabato che però di solito lo usiamo per andare in giro per l’Italia e poter portare poi dal vivo quello che siamo, di lì l’impegno sta durando ancora oggi, mentre noi parliamo è l’estate del 2025, quindi sono cinque anni che lo facciamo.
Basile: La cosa che mi è piaciuta tantissimo è che, Facciamo Finta Che, quindi l’entourage da questo punto di vista non si pone mai nella condizione di forzare le persone che seguono, ma le persone vengono sempre invitate sia a seguire, sia a divulgare, sia a recensire i libri di cui magari così parleremo an passant, e nello stesso tempo, proprio per l’articolo che mi sono permessa, e di solito non sono così in punta di piedi, però siccome rispetto tantissimo alla lunga quello che è successo, tant’è che mi sono espressa oggi, pur conoscendovi già da qualche anno, perché i cavalli di razza si vedono sul lungo tratto, non si vedono sulla bolla di sapone, quindi è possibile che in mezzo a tutta questa folla di psicopatici, come li ho definiti io, da questo punto di vista, dove io mi sono pure messa all’interno, questi normopatici, che è proprio un termine che volevo spiegare, in effetti proprio di coloro che sono convinti di essere normali, in una situazione di normalità che non ha un parametro, quindi non ha un confronto con nessun mondo normale, che continuano a difendersi, perché in realtà loro si difendono con questi parametri di tranquillità, di sistemazione, così come dicevi tu anche con il discorso della comunicazione, quella generale in questo senso, che tende da un lato a terrorizzarti su tutto quello che succede, non succede che non sapremo mai se è vero o non è vero, specialmente con il tipo di comunicazione che c’è oggi, e dall’altro a normalizzare questo genere di situazioni, che è la cosa peggiore, perché dal momento in cui tu normalizzi, tenti a normalizzare qualsiasi cosa, qualsiasi orrore che ci circonda, automaticamente tu che cosa fai? Non hai più nessun modo di reagire, perché in realtà è questo, cioè quello che fa, facciamo finta che, almeno dal mio punto di vista, è quello di stimolare la curiosità, se non sbaglio, cioè da questo punto di vista a farsi queste domande. Perché? Da dove parte questo discorso?
Lamberti: Parte un po’ dal mio essere anarchico, ma in senso buono, nel senso che il paradigma della pecora e del pastore, a parer mio, deve essere superato, c’è quella scintilla, quel fuoco ribelle dell’umanità, di conseguenza si possono seguire varie linee, percorsi iniziatici, scuole iniziatiche, senza però, quello che è stato il mio percorso, non dico che vada bene per tutti, racconto il mio, il mio è poter parlare con tutte queste scuole iniziatiche, in quello mi ha aiutato molto essere Torino, perché ne convergono parecchie, anche apparentemente agli antipodi, e il dialogare con tutte le scuole, però senza prenderne i voti, senza indossare un’ uniforme, mi ha potuto permettere di parlare sempre solo a nome mio, quindi non c’è nessuno sopra il progetto Facciamo Finta Che, e nessuna scuola iniziatica ha potuto metterci il cappello, questo ha portato tanti problemi all’inizio, perché il canale continuava a crescere e non capivano dove io potessi arrivare, perché ero così detto un cane sciolto, questo seguito e questo pubblico, la linea che io davo era comunque sempre del, ti do degli strumenti, ma la linea del canale qualcuno la intravede, perché è la mia personalità, ma l’insegnamento che do è fatti una tua idea con gli elementi che io ti do, non è un prodotto preconfezionato, quindi non è un prodotto da prendere in toto, i relatori che umanamente e a livello di meritocrazia secondo me davano e aggiungevano qualcosa al progetto, li ho sempre invitati, poi con qualcuno può essere stato un viaggio di un’unica puntata, con qualcun altro un viaggio settimanale, ma questo è proprio perché io voglio essere, voglio poter essere libero io di, visto che lo faccio tutte le sere, poter aver voglia di trattare quell’argomento con qualcosa che so che magari risuona molto nel pubblico, qualcosa che ho usato soprattutto all’inizio del non viene capito adesso, magari verrà capito dopo, quindi senza dire le visualizzazioni, i follower, gli iscritti, poi è chiaro che l’algoritmo in qualche modo ci condiziona, però ci sono sempre, cioè sono orgoglioso di quello che ho fatto perché non ho mai seguito la massa, a costo di essere talvolta impopolare, più o meno ogni sei mesi mi attaccano, abbiamo dovuto sopportare di tutto, ho cambiato tanti collaboratori, tanti amici che ringrazio perché hanno fatto un pezzo di strada insieme a me, ma la verità è che a questo mondo può avere tanti aiuti, ma nasciamo soli e moriamo soli, quindi artefici di questo destino è anche che tutte le sere sono un impegno e tutte le sere io potrei fare quel che faccio solo se ne fossi pienamente convinto, altrimenti risulterebbe un viaggio forzato, un viaggio in comodità, perché le persone dicono ok, allora lascio il mondo ordinario e vado in un posto che ha tutte le risposte, in realtà io lascio il mondo ordinario e vado in un altro mondo che mi dà altre domande, non ti dà le risposte, perché Facciamo Finta Che dà solo altre domande, le risposte ognuno le cerca in solitaria con gli elementi, i puntini che proviamo a consigliare, ecco.
Basile: Un’altra particolarità nasce dal fatto che le trasmissioni sono sempre molto semplici, o perlomeno gli argomenti sono complessi, però i relatori, anche quelli che tornano, hanno un modo di esprimersi che è piuttosto ridondante, lo sto dicendo in maniera positiva, perché ti ripeto io vi ascolto soprattutto di sera tardi o di notte, a volte quando mi sveglio ho detto vediamo se mi posso riaddormentare, e in questa ripetizione di termini, in questa tranquillità, in questa bonarietà che ascolto, vi sto per fare un complimento secondo me, proprio sul discorso della divulgazione, molto Angela, a volte io mi sento cunottata, non so se è un termine che hai mai sentito da tua mamma, quando ti senti cunottata significa che ti hanno rimboccato le coperte, questo è un modo che avete scelto, che hai scelto tu rispetto ai tuoi relatori, perché ci sono tantissime comunicazioni e documentazioni su YouTube, quindi in generale, dove appunto a volte sono molto complessi nella terminologia, nei termini eccetera, quindi questa è una scelta di fondo per capirci.
Lamberti: Diciamo che allora in parte arriva dal mio percorso televisivo, dove in ambiente televisivo, in ambiente Auditel, si usava la famosa Casalinga di Voghera, quindi anche economici o geopolitici mi hanno insegnato così da ragazzino, immagina la Casalinga di Voghera, se entri a casa sua, intanto entrare sempre con cortesia, perché chi arriva dalla televisione sa anche l’importanza e l’irruenza di entrare nelle case, ci vuole rispetto perché sono persone che accendono il loro smartphone, il televisore e ti fanno entrare, quindi sempre con rispetto, sempre con umiltà, semplicità e quindi poter prendere qualcosa di apparentemente complesso e saperlo spiegare, anche qui in ambiente universitario un professore mi disse, tu sai, hai capito realmente un concetto, se sai spiegarlo a un bambino di sei anni, altrimenti non l’hai capito, e allora quando vedevo questo ambiente molto esoterico, spirituale, che è molto borioso, che anzi metteva a posta dei termini difficili per dire noi, perché voi, noi, allora parlano, io queste cose non le ho mai potute sopportare e allora alle volte vado anche un po’ a smontare intere carriere costruite su qualcosa che è molto semplice e non serve.
Anche le scuole o il grado scolastico, per capirlo, anzi c’è molta più filosofia e spiritualità anche in persone che non hanno fatto le scuole ma nella vita di tutti i giorni hanno capito molto di più il senso della vita di plurilaureati che poi finiscono in vano e in braccio al sistema. Infatti se io guardo i numeri, chiaramente perché non posso sapere da questo punto di vista come funziona l’algoritmo, in realtà poi alla fine sono quelli diciamo che hanno più seguito, parlo anche all’interno di Facciamo Finta Che, sono anche quelli che si esprimono in maniera proprio più semplice, più immediata, più attuale assolutamente, proprio se vogliamo fare una media ecco in generale.
Basile: Un’altra domanda invece riguardava le edizioni, cioè a un certo punto quindi fai tante trasmissioni perché ormai sono veramente, non mi ricordo quando, 1500, 1600, non lo so, c’è una marea incredibile anche perché devi scegliere un filone, non li puoi vedere tutti.
Io personalmente penso che li può vedere tutti, diventa veramente lo psicopatico quello dell’altra parte, devi sceglierti un filone di interesse e poi andare insomma un pochettino verso quella parte. A un certo punto avete sentito l’esigenza di mettere per iscritto, non per tutti quanti, ma chiaramente per una serie diciamo di autori, com’è quando è nato, se avete scoperto insomma delle particolarità, ecco questa è un’altra domanda.
Lamberti: Io a un certo punto comunque ho sacrificato molto di personale, ho una figlia, ho comunque rinunciato a molto e per cui l’idea, per quanto voglio ancora farlo, ha cominciato ad essere una domanda che quotidianamente mi facevo.
La risposta apparentemente per, diciamo così, aggirare il problema è finché ne avrò voglia, però comunque non era sufficiente, allora comunque ho pensato al dopo, a cosa ne sarà di quando non avrò magari più voglia per un periodo di fare video tutte le sere, lascerò qualcosa in eredità di Senza Tempo, perché il bello del libro è che ho pensato che un domani potrebbero censurarci il canale, hanno provato mille modi, con il ricatto, con l’hacker, con l’algoritmo, qualcosa di stranamente governativo che bloccava tutto per qualche periodo. Ecco, laddove io mi dovessi alzare una mattina e non avere più il canale, sono comunque contento di poter aver trasmesso e usato la forza del sistema contro il sistema, perché poi qualcuno mi dice ma come, ma ci sono anche i libri su Amazon. E dico sì, ma per criticarmi con questa cosa lo stai facendo da un profilo Google al quale hai dato i tuoi dati per venirmi a criticare che ho messo su Amazon.
In questo modo, da sempre, gli iniziati fanno così, va benissimo stare nelle librerie che sposano il progetto, ma è grazie a Google che YouTube mi ha permesso di arrivare a, non sapevo neanche le visualizzazioni, a decine di milioni di visualizzazioni. Poi sono pienamente d’accordo che qualcuno può prenderne solo una parte, può decidere di fare un viaggio in diretta la sera, può magari allontanarsi per un periodo, ritornare, approfondire, poi magari ripartendo dall’inizio o partendo dalle puntate che loro vogliono. Mi piace dell’algoritmo che il mio contenuto che ho fatto cinque anni fa, magari mentre io e te stiamo parlando c’è qualcuno che si sta guardando la prima puntata e scopre qualcosa e farà un viaggio in solitaria.
Non so per quanto YouTube rimarrà e allora ho pensato, se dovessero cancellare il canale YouTube, la vedo più difficile andare a ritirare le copie dei libri in tutte le case di chi li ha comprati. E allora l’idea che un mio libro fra dieci anni, cinquant’anni, possa trovarsi anche in una bancarella dell’usato, di quelle che finirà tra gli sconosciuti, ma quello che gli abbiamo scritto penso che sarà utile e attuale anche per le persone del futuro e rappresenterà comunque un cenno storico di un qualcosa che sai da dove parti, chissà che viaggio farà. Per esempio nei libri c’è questa ricerca sulla terra.
Basile: Siccome ho dovuto prendere le copertine più volte, uno mi scappava, poi uno mi ritornava, alla fine li ho letti tutti qua. No, libri ancora no, ne ho letti due o tre, però i titoli li ho dovuti leggere tutti per forza. E fondamentalmente ho visto che c’è una ricerca che riguarda la terra, quindi la terra cava, l’Antartide, il discorso della Terza guerra mondiale, quindi ciò che ha a che fare sempre con la Terra cava, l’Antartide.
C’è una ricerca che comunque ha un fil rouge con l’attualità di cui poi tu parli, al di là di Facciamo Finta Che. Cosa c’è da parte del pubblico questa ricerca, questo riscontro?
Lamberti: Io non so se le ricerche sul mercato avrebbero dato ragione a quello che sto facendo. In questa prima fase, sperando che la collana possa essere lunga, in questo momento sono 16 e uno ogni mese e mezzo ne sono usciti, ma ci abbiamo lavorato due anni prima di presentare il progetto.
Questo me lo chiedono, come fai? Perché, come hai detto prima, è un lavoro a lungo termine, quindi senza dire niente a nessuno ho cominciato a lavorare sui libri. E dopo due anni, che con ogni relatore, perché poi non sono solo io, è sempre almeno a quattro mani, vuol dire che io con appuntamenti settimanali, con i progetti, c’è anche gente che due anni fa abbiamo pensato qualcosa e deve ancora arrivare fisicamente. Ho già delle copie fisiche di qualcosa che programmo semplicemente riuscita, ma alcune tematiche sono particolari per cui saranno pronte, magari c’è un lavoro di quattro anni dietro un libro.
Ecco, questo perché rispondere poi a come l’abbiamo pubblicato. Come li ho pubblicati? In realtà quella sì, è invece una scelta del, dal momento che comincio, non deve essere un fuoco di paglia, devo poter indicare un percorso. Il percorso che in questo momento, nella prima fase, l’ho pensato pragmatico sulla storia, sull’umanità, sulla Terra.
Partiamo dalle cose più concrete che abbiamo. Chi siamo, dove viviamo è la storia più vicina a noi, la storia dell’umanità. Ma poi passiamo anche dal sangue, dall’RH negativo, da altri pianeti, da altre filosofie.
Stiamo sui portali, sulle energie, su altre tecnologie, insomma, stiamo varcando varie sfaccettature per indicare, anche con i libri, in chi avrà la possibilità o la voglia di collezionarli comunque un disegno. Tanti pezzettini di un puzzle, magari all’inizio per qualcuno dovrà andare a fiducia. Nella mia testa tutti hanno un disegno poi unico.
Basile: Tra l’altro io, avendo l’abbonamento a Kindle, quindi questo lo possiamo anche dire tranquillamente, fate l’abbonamento a Kindle perché io che ormai ho tipo 2000 libri cioè alla fine quando ho incontrato qualcuno di voi, dice ti mando il libro? Guarda, io ce l’ho su Kindle, sono felice. Tornando al discorso di Amazon, io amo i libri cartacei, però poi arrivo a un certo punto che ho io i libri, potevo entrare a casa, qual è il problema? E quindi su Kindle io li ho trovati tutti quanti che fanno parte dell’abbonamento, quindi ho anche questa possibilità di iniziarne uno, di fermarmi in quel punto e di dire ah ma guarda c’è quell’altro e vado su quell’altro. E quindi faccio quei famosi puntini, li riunisco a modo mio, perché questa è anche un’altra frase che mi piace molto che tu ripeti in continuazione, è quello di unire i puntini, c’era questo famoso gioco nella settimana enigmistica, io che sono vecchiona, me lo ricordo bene, sai quando tu devi arrivare alla fine, e poi ognuno i puntini li puoi unire a modo suo, questa è la cosa bella di Facciamo Finta Che.
Le cose più disparate, essendo noi Dei, io parto direttamente da questo punto di vista perché siamo creature divine, chiunque ci abbia costruito e fatto, anche se siamo stati noi stessi, alla fine sempre dei siamo. Quindi essendo dei, la funzione di Facciamo Finta Che è quella di stimolare la nostra deità, quindi la nostra intuizione fondamentalmente, per questo mi sono innamorata del sistema, del gruppo, perché io vedo tantissimi documentari anche in lingua, ora c’è la possibilità di poterli tradurre, quindi pazzi, folli, ce ne sono di tutti i generi e in tutto il pianeta. Però quello che mi piace di Facciamo Finta Che è questa sorta di sentirsi a casa, facciamo casa, facciamo casalinga di Voghera in questo senso, anche casalinga di Sicilia, di Catania.
Però la domanda è, per focalizzarmi un attimo sul discorso del testo, sul libro, avete avuto difficoltà da un punto di vista accademico sulle determinate espressioni e affermazioni lungo la ricerca dei 16 libri? Perché sai, fino a che si tratta di fare le trasmissioni, il mondo accademico fa, vabbè, l’hanno detto online, figurati, oppure hanno fatto, come si dice, il convegno, ma figurati chi c’è andato, di noi favolosi fantastici. Il libro invece è diverso, presuppone comunque una bibliografia, una sitografia, insomma, da questo punto di vista è sicuramente più compromettente, giusto? Avete avuto da parte del mondo accademico delle rimostranze?
Lamberti: Quello no, anche se, lo possiamo anche dire, uno dei libri, casualmente, mentre parlavano d’altro, me l’hanno mandato, c’è un pezzo di striscia della notizia che mentre parla di fanta archeologia, nel raccontare delle cose, passa proprio un libro, che è quello sul cranio allungato. Secondo me hanno voluto provare a interessarsi all’argomento, al momento hanno deciso di non effettuare un attacco frontale, anche perché noi non li raccontiamo come accademici, noi ciò che raccontiamo è fatto forza anche da testi sacri, esoterici, filosofici, quindi scrivendo un po’ anche, non ci siamo inventati nulla, per cui qualcosa, al massimo possono dire loro li mettono nella serie fantascientifica, ma sono tutte teorie che non ci siamo inventati, da tutto questo non nasce una roba, che il singolo libro è, ti dico l’umanità secondo me, e allora potrebbero arrivare i fact checker che ci aspettano parecchio al varco da tempo.
Se noi trattiamo gli argomenti singoli lo facciamo in maniera direi quasi accademica e scientifica, quel che ne viene fuori noi non siamo responsabili, quindi non possono attaccarci su un’intenzione o un’intuizione che viene collegando tutti i puntini, il singolo mattoncino è inattaccabile, però sul disegno globale non possono.
Basile: Guarda, io tanti anni fa ho seguito anche la scuola di Dario Fo e Franca Rame, la Libera Università di Alcatraz, dove ancora resiste Jacopo Fo da questo punto di vista, ciò non significa che praticamente un domani Facciamo Finta Che potrebbe fondare a tutti gli effetti una scuola, diciamolo. Una scuola chiaramente molto sui generis, una scuola come potrebbe essere quella di Harry Potter, per capirci.
Quindi c’è fare questa distinzione perché comunque sia è necessaria, non c’è niente da fare, finché siamo su questo piano dimensionale, finché siamo umani, per capire abbiamo bisogno di dividere, perché altrimenti la comprensione non ce l’abbiamo. Sopra la divisione ci dividono per comandare, però abbiamo questa necessità per capire se ci sono quelli esperti, che sarebbero quelli intelligenti, e quelli babbi, che sarebbero i babbani, quelli un pochettino, come si suol dire, minus, che ne so, un pochettino più ritardati, che hanno bisogno di tempo. E quindi Facciamo Finta Che da questo punto di vista mi sembra bella anche per quelli che hanno problemi, diciamo così, di lentezza.
Ecco, perché a volte questo io vedo anche in questi relatori americani e inglesi, quello che nella traduzione sono talmente veloci che non riesco a seguirli nemmeno in italiano. Come se praticamente tutti quelli che si siedono là dovessero essere delle super menti, che capiscono tutto, che sanno tutto. Allora io perché sono qua e ti sto guardando? Ci sarà un motivo, perché sennò mi stavo per i fatti miei, giusto? E senti, un’altra domanda che ti volevo fare.
Questi centomila che tu, insomma, sono tanti, sono stati superati nell’iscrizione, sono solo italiani o sono anche stranieri o italiani che sono all’estero? Questo ero curiosa di sapere.
Lamberti: Sono italiani e italiani all’estero e diciamo che uno dei progetti potrebbe proprio anche essere quello. Abbiamo abbozzato delle traduzioni e stiamo pensando come poter arrivare in lingua estera, ma lo farò soltanto quando sarò sicuro di non togliere nulla a quel che stiamo facendo.
Io sono dell’idea che l’Italia sia al centro del mondo, anche dal punto di vista energetico, che le scuole filosofiche esoterico-magiche che sono passate anche da qui non siano casuali e che questo modo che noi abbiamo di unire i puntini, di essere eclettici e multidisciplinari, possa essere un buon elemento anche per l’estero. Non è detto che ci arriveremo, ma sicuramente ci proveremo perché si trova tanto all’estero qualcosa di molto buono in India, qualcosa di leggermente più superficiale, accademico dal punto di vista anglosassone, qualcosa di molto interessante in lingua spagnola, ma secondo me ciò che nasce dal punto di vista filosofico, culturale…









