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Home Mente, corpo e spirito

“Sette lezioni su Socrate”15 dicembre aula 25 del DISUM conferenza sul libro di Angelica Taglia

ore 16.00 nell'ambito delle attività culturali dell'Associazione Italiana di Cultura Classica (Delegazione di Catania) e dell'Associazione Etnea Studi Storico Filosofici, il prof. Salvatore Distefano e il prof. Salvatore Tinè. Introdurrà il prof. Paolo B. Cipolla, presidente della Delegazione AICC.

Redazione di Redazione
Dicembre 9, 2025
in Mente, corpo e spirito
Tempo di lettura: 4 minuti
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“Sette lezioni su Socrate”15 dicembre aula 25 del DISUM conferenza sul libro di Angelica Taglia

Lunedì 15 dicembre alle ore 16, nell’aula 25 del DISUM, nell’ambito delle attività culturali dell’Associazione Italiana di Cultura Classica (Delegazione di Catania) e dell’Associazione Etnea Studi Storico Filosofici, il prof. Salvatore Distefano e il prof. Salvatore Tinè discuteranno del recente libro di Angelica Taglia “Sette lezioni su Socrate”. Introdurrà il prof. Paolo B. Cipolla, presidente della Delegazione AICC.

 

L’evento potrà essere seguito anche da remoto su Google Meet e YouTube:

 

Meet: https://meet.google.com/reg-tmgg-sgi

 

YouTube: https://www.youtube.com/@vincenzocordaro_osb

Socrate è, senza dubbio, una delle figure più emblematiche e straordinarie del mondo antico. Karl Jaspers lo collocava accanto a Cristo, Buddha e Confucio come una delle personalità chiave che hanno forgiato la cultura e la spiritualità umana.

 

Il pregio dell’opera *Sette brevi lezioni su Socrate* di Angelica Taglia (Einaudi «Vele», pp. XI-97, euro 13,00) risiede nella capacità di spiegare le motivazioni di questa centralità, andando oltre le complessità filologiche legate alla ricostruzione storica di un uomo che ha vissuto la filosofia come ricerca e amore disinteressato per la sapienza, senza lasciare alcuno scritto diretto. L’autrice non approfondisce in maniera eccessiva l’affidabilità delle numerose testimonianze, da Senofonte ad Aristofane fino alla ricca rappresentazione offerta da Platone, ma si concentra su alcuni temi cruciali come tappe di un itinerario che pone al centro il primato dell’anima, da curare, nutrire e orientare verso la felicità.

 

Mentre filosofi coevi esploravano i segreti della natura o i processi conoscitivi, e i poeti celebravano un’etica basata su ideali eroici e sulla competizione individuale, Socrate si distinse proponendo la cura dell’anima. Attraverso il dialogo quotidiano, il confronto e l’interrogazione dei saggi – o presunti tali – guidato dalla massima delfica “conosci te stesso” e con l’ausilio dello strumento dell’ironia dialettica, riusciva a confutare le opinioni altrui, provocando nuove prese di coscienza nei suoi interlocutori attraverso un approccio maieutico. Tuttavia, questa rivoluzione tanto silenziosa quanto innovativa non fu accolta dalla sua città, che lo respinse fino a condannarlo a morte.

 

Le sette lezioni contenute nel libro riflettono sul valore mai sopito dell’invito socratico a filosofare per raggiungere la felicità. Scopriamo così che le sue intuizioni ci riguardano ancora oggi: la ricerca dell’eccellenza, ciò che i Greci chiamavano areté, si traduceva spesso nell’imporsi sugli altri. Oggi come allora, passioni e ambizioni si concentrano su percorsi volti al successo personale; una spinta persistente mascherata da un’ideologia del merito, che giustifica disuguaglianze e consolida il predominio sociale. L’aspirazione a primeggiare, fondata sull’apparenza, diventa così fonte di ingiustizia, sofferenza e infelicità.

 

L’approccio filosofico di Socrate agisce come una terapia per l’anima: invita a volgere lo sguardo verso l’interno per scoprire una verità straordinaria e rivoluzionaria. Per lui, l’errore morale nasce esclusivamente dall’ignoranza; solo il bene può condurre alla felicità, mentre il male finisce sempre per danneggiare chi lo compie. Da qui scaturisce l’idea che perseguire il bene sia fondamentalmente un atto d’intelligenza ancorato alla conoscenza; una risposta alle inquietudini della sua epoca, sorprendentemente vicine alle nostre. Essere giusti diventa quindi il presupposto per essere felici.

 

Questa via non è certo priva di difficoltà, ma il modello socratico ha ispirato importanti correnti: dai cinici ai cirenaici agli stoici. Correnti orientate a elaborare principi per una vita felice, fondata su un dialogo profondo con se stessi in contrasto con una visione prevalente che lega il successo a ricchezza, potere o sicurezza materiale. Platone stesso offre un esempio in opposizione all’etica socratica nel *Gorgia*, citando Archelao, figlio illegittimo di un re macedone, che diventa sovrano attraverso intrighi e crimini. Secondo Socrate, costui non sarebbe altro che un infelice destinato a perdere sé stesso in cambio del potere.

 

 

Il punto di partenza di questo itinerario, che non si configura come una forma di ascesi, si distanzia nettamente dall’approccio stoico. Socrate, infatti, non predica un distacco dai piaceri del mondo, ma al contrario vi si immerge con interesse e passione. La chiave risiede in un nuovo modo di osservare la realtà: mettere in discussione ciò che appare ovvio, cercare di abbracciare prospettive diverse. In sostanza, significa riconoscere che le convinzioni su cui basiamo le nostre azioni, che riteniamo assodate, potrebbero non esserlo affatto. Allo stesso modo, occorre riflettere sulle competenze che attribuiamo agli altri, spesso determinate più dai loro ruoli sociali che dalle parole e dalle idee che esprimono.

 

Questa è la prima e fondamentale lezione di Socrate: sapere di non sapere. Si tratta di un atto intellettuale essenziale, il presupposto per aprirsi al filosofare, ovvero orientare l’anima verso la ricerca del vero, del bello e del giusto, con la consapevolezza che l’arroganza della presunzione non fa altro che imprigionare le persone nella loro ignoranza.

 

A questo punto, il ritratto di Socrate potrebbe sovrapporsi all’immagine idealizzata tracciata da Platone. D’altronde, Platone stesso, senza l’ispirazione di Socrate, forse non avrebbe scritto nulla di così rilevante e duraturo nella memoria culturale. Tuttavia, questo aspetto è secondario: il ritratto di Socrate ci appartiene ed esercita ancora una profonda influenza. Al di là degli utilizzi più semplicistici o strumentali, come nel caso del coaching, del counseling o dello storytelling, Socrate può continuare a essere una guida per riprendere in mano la nostra vita, specialmente nei momenti in cui ci sentiamo insoddisfatti o schiacciati dalla realtà. E per aiutarci, infine, a rivederla sotto una nuova luce.

Tags: Angelica Tagliadisumsocrate

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