Un brindisi al talento e alla passione che uniscono sport e viticoltura trentina: Maso Martis celebra le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 con una limited edition d’eccezione: 50 magnum di Madame Martis Dosaggio Zero Riserva 2011, dedicate ai fratelli olimpici del pattinaggio Arianna e Pietro Sighel.
Madame Martis Trentodoc Dosaggio Zero Riserva (millesimo 2011) è, infatti, una dedica e soprattutto un buon auspicio di Maso Martis alla partecipazione olimpica dei due giovani atleti trentini che la Cantina sostiene da anni e in particolar modo nella loro road to Milano-Cortina.
Pochissime bottiglie per questa limited edition che celebra il legame tra la passione sportiva e la famiglia Stelzer.
L’etichetta, fedele allo stile elegante della Maison, si veste per l’occasione di color oro: simbolo della medaglia più ambita e auspicio di successo per gli atleti italiani impegnati nella disciplina dello short track, ma anche richiamo ai riflessi dorati delle bollicine di montagna Trentodoc.
A rendere ancora più distintiva questa edizione i colori dei cinque cerchi olimpici ripresi sia nei dettagli grafici dell’etichetta sia nel colore della gabbietta (ci saranno infatti 10 esemplari per ognuno dei colori olimpici).
Una release dell’iconica Madame Martis dedicata a chi riconosce nel brindisi un gesto di celebrazione, passione e conquista.
Disponibile online su www.masomartis.it (290 euro)
https://www.masomartis.it/shop/special/madame-martis-dosaggio-riserva-millesimato-2011-limited-edition/
MAGNUM MADAME MARTIS TRENTODOC 2011
LIMITED EDITION – DOSAGGIOZERO RISERVA
Elegante, armoniosa, raffinata e seducente: è una cuvée di prestigio (70% Pinot Nero, 25% Chardonnay e 5% Pinot Meunier) degorgement tardif che – grazie a un affinamento sui lieviti di ben 12 anni – regala grandi emozioni.
Alla vista brillanti riflessi dorati e un perlage sottile e molto persistente, mentre al naso inebria con un bouquet di profumi di cedro, fiori bianchi e pane tostato, con tocchi di pasticceria, frutta esotica e spezie. Verticale, essenziale, precisa, non scende a compromessi: il sorso è cremoso e avvolgente, il tocco minerale regala straordinaria morbidezza e spiccata sapidità con un finale molto persistente e appagante.
Coniugando l’eleganza del Pinot Nero, la fragranza dello Chardonnay e la morbidezza del Meunier è un pas dosé ideale da degustare a tutto pasto e per accompagnare ostriche, crudi di mare e in generale tutte le portate a base di pesce, è perfetto anche con carni bianche pregiate, tartufo, funghi porcini, fritture, preparazioni a base di formaggio e naturalmente salame, culatello e pata negra.
MASO MARTIS E GLI ATLETI OLIMPICI DI SHORT TRACK: PIETRO E ARIANNA SIGHEL
A unire Maso Martis ai fratelli Pietro e Arianna Sighel è la grande passione per lo sport, e non uno sport qualsiasi ma proprio lo short track, di cui Roberta Giuriali e Antonio Stelzer, fondatori della cantina, sono grandi appassionati. Questa disciplina olimpica di pattinaggio su ghiaccio basata sulla velocità, caratterizzata dalla grande eleganza e assoluto fascino ha molto in comune con le bollicine di Maso Martis, che dal 2022 segue e sostiene i due atleti trentini in gara alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
Eleganza, esplosività, equilibrio ed effervescenza, con questi aggettivi si possono descrivere le falcate dei fratelli Sighel sul ghiaccio dello short track ma anche le bollicine Trentodoc di Maso Martis: entrambi caratterizzati da stile unico e personalità inconfondibile da fuoriclasse, che richiede però molto impegno e dedizione.
Accolto alle Olimpiadi dal 1992, lo short track è il regno degli sprinter, là dove oltre agli avversari, serve piegare il tempo: mesi e anni di preparazione condensati in una manciata di minuti, quando a nervi, testa e gambe tocca il compito più difficile. Proprio come lo spumante metodo classico, che ha bisogno di mesi e anni per poi dare nei calici attimi di piacere. Un continuo compromesso tra equilibrio e rapidità, spingendo sul ghiaccio o accarezzandolo tra rettilineo e curve, lì su quell’ovale lungo 111 metri che tanto assomiglia alla “O” del marchio Trentodoc che rappresenta il remuage, la fase più caratteristica della produzione di metodo classico che consiste in un’azione di rotazione e contemporanea inclinazione delle bottiglie con lo scopo di raccogliere i sedimenti per farli confluire nella sommità del collo della bottiglia per poi eliminarli con la sboccatura.
Nello short track servono coraggio e lucidità, governando una forza che ti spinge per terra, verso il ghiaccio, mentre invece lo sguardo deve puntare sempre avanti, senza indecisioni.
Determinazione e versatilità sono due delle caratteristiche fondamentali per un atleta e sono il fil rouge che unisce Arianna e Pietro Sighel, campioni di short track, e Maso Martis, nata dall’audacia di due, ai tempi, giovanissimi trentini, Roberta Giuriali e Antonio Stelzer, che più di 30 anni fa hanno deciso – contro ogni trend di mercato – di fondare una cantina dedicata esclusivamente alla produzione di Trentodoc, guardando sempre avanti con grande sensibilità e determinazione che hanno poi trasmesso alle figlie Alessandra e Maddalena, oggi alla guida dell’azienda.
E di passione ereditata, da nonno Mario e da papà Roberto (campione di velocità su pista lunga), si tratta per Arianna (classe 1996) e Pietro Sighel (classe 1999), che dal lago ghiacciato di Baselga di Piné sono arrivati fino alle piste più importanti del mondo.
«Una passione di famiglia, quella dei Sighel, che è molto simile a quella della nostra famiglia per la viticoltura. Anche noi ci alleniamo tutto l’anno per arrivare a una vendemmia perfetta. La preparazione degli atleti di short track ha molte similitudini con il metodo classico, i pattini hanno la stessa linearità che sviluppa una bottiglia di spumante, ci sono quattro anni di preparazione atletica, lunghi e impegnativi, simili al lungo affinamento dei nostri vini che regala complessità sfaccettature aromatiche alle bollicine. Come nello sport, ci sono alti e bassi, ma la costanza premia sempre. Il lavoro in vigna e la vendemmia sono per noi come l’allenamento per Arianna e Pietro; i concorsi a cui partecipiamo con i nostri Trentodoc possono essere paragonati alle loro competizioni mondiali sportive e il prodotto finale è per noi un po’ come arrivare alle Olimpiadi: tanti anni di sacrificio, dedizione e passione per raggiungere un traguardo ambizioso, e speriamo una medaglia d’oro…», racconta Alessandra Stelzer, alla guida di Maso Martis insieme alla sorella Maddalena.
«Sosteniamo Pietro e Arianna Sighel dal 2022 e facciamo ancora di più il tifo per loro in occasione dell’appuntamento olimpico – sottolinea Roberta Giuriali –. Per noi si tratta anzitutto di una grande passione sportiva ma allo stesso anche un modo per sostenere i talenti del Trentino e comunicare il nostro amore per il territorio dove ogni giorno lavoriamo per produrre vini di eccellenza. Il sorpasso in curva di un pattinatore di short track è come il momento della sboccatura di una bottiglia di metodo classico. La vittoria corrisponde al brindisi… I nostri mondi si assomigliano molto, le sfide sono sempre avvincenti ma vale la pena affrontarle. Avere due atleti olimpici trentini in gara alle Olimpiadi è un grande orgoglio e non possiamo far altro che sostenerli».
Maso Martis e la famiglia Stelzer sono in prima fila a fare il tifo per i due atleti anche in questa emozionante avventura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.






