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Il Gallo Nero si mette in mostra, 33ª edizione della Chianti Classico nei calici e conquistando i mercati

Dagli assaggi della Chianti Classico Collection emergono indicazioni promettenti: le annate 2023 e 2024 superano le consuete aspettative qualitative, mentre il 2025 segna un bilancio commerciale positivo, in particolare grazie al mercato nordamericano. La parola cultura trova origine dal verbo latino "colere", che significa coltivare la terra, un concetto poi esteso metaforicamente alla coltivazione dello spirito. Ed è stata proprio la cultura del vino, con il motto "Wine is Culture", a guidare la 33ª edizione della Chianti Classico

Redazione di Redazione
Febbraio 27, 2026
in Sapori e Saperi
Tempo di lettura: 13 minuti
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Il Gallo Nero si mette in mostra, 33ª edizione della Chianti Classico nei calici e conquistando i mercati

Dagli assaggi della Chianti Classico Collection emergono indicazioni promettenti: le annate 2023 e 2024 superano le consuete aspettative qualitative, mentre il 2025 segna un bilancio commerciale positivo, in particolare grazie al mercato nordamericano. La parola cultura trova origine dal verbo latino “colere“, che significa coltivare la terra, un concetto poi esteso metaforicamente alla coltivazione dello spirito. Ed è stata proprio la cultura del vino, con il motto “Wine is Culture“, a guidare la 33ª edizione della Chianti Classico Collection, svoltasi il 16 e 17 febbraio presso la stazione Leopolda di Firenze. Quest’anno l’evento, organizzato dal Consorzio Vino Chianti Classico, ha stabilito un nuovo record di partecipazione, con 223 aziende presenti e 680 etichette della denominazione messe in mostra. La manifestazione è stata un’occasione preziosa per presentare al pubblico e agli addetti ai lavori le nuove annate appena immesse in commercio. Sul versante delle degustazioni, la redazione di Falstaff ha evidenziato un notevole slancio qualitativo che consolida la denominazione del Chianti Classico tra le più vivaci a livello nazionale. Secondo Othmar Kiem, direttore editoriale di Falstaff Italia, il Chianti Classico “annata” è una categoria che ha compiuto straordinari progressi qualitativi negli ultimi decenni su scala nazionale. Tuttavia, Kiem osserva che questa evoluzione potrebbe non essere ancora pienamente percepita dal consumatore medio. L’eccellente partecipazione all’evento fornisce un ulteriore stimolo alla diffusione di questa consapevolezza. Con quasi 400 giornalisti specializzati provenienti da 23 Paesi e 1.500 operatori italiani del settore registrati, l’appuntamento si è ampliato accogliendo quest’anno anche professionisti del commercio dal Nord America – area che rappresenta il 49% delle vendite del Gallo Nero previste per il 2025 – e dal Nord Europa. Infine, l’apertura al pubblico, durante la giornata del 17 febbraio, ha registrato l’affluenza di 500 appassionati da tutta Italia, contribuendo al successo complessivo della manifestazione.

 

 

In un panorama internazionale caratterizzato da difficoltà politiche ed economiche, il Chianti Classico ha ottenuto nel 2025 risultati positivi, distinguendosi come una delle poche denominazioni italiane a registrare una crescita nelle vendite. A ciò si è aggiunto un incremento del valore dei vini, in particolare delle categorie premium come Chianti Classico Riserva e Chianti Classico Gran Selezione. Sul mercato nazionale, che rappresenta il 19% del totale delle vendite, si è affermata la tendenza del “bere meno, bere meglio“. Sul fronte delle esportazioni, sono emerse due dinamiche principali: da un lato, una sempre maggiore centralità dei mercati nordamericani, ossia Stati Uniti e Canada, che insieme hanno assorbito il 49% della produzione; dall’altro, un incremento del fatturato in mercati di dimensioni più contenute ma con un progressivo aumento del prezzo medio, come Svezia, Germania e Norvegia. In dettaglio, gli Stati Uniti hanno aumentato la propria quota dal 36% al 37% in termini di volume totale delle esportazioni, mentre il Canada ha registrato una notevole crescita, passando dal 10% al 12% (+33%). Entrambi i Paesi mostrano performance rilevanti soprattutto per le tipologie Riserva e Gran Selezione, sia in termini di fatturato sia di volumi. Negli Stati Uniti, la Riserva segna un +14% e la Gran Selezione un +20%, mentre in Canada entrambe le tipologie crescono del 30%.
Le prospettive di fatturato dalle regioni orientali, come Cina, Singapore e Hong Kong, appaiono promettenti. Parallelamente, il quadro europeo mostra una crescita uniforme in termini di valore, con la Svezia e la Francia che si distinguono. Sorprendentemente, quest’ultima registra il maggior incremento nei volumi e nel prezzo medio per la tipologia Gran Selezione. Gli anni 2023 e 2024 si preannunciano impegnativi ma promettenti dal punto di vista qualitativo. Durante l’anteprima del Chianti Classico, diverse annate sono state protagoniste, rappresentando le diverse tipologie di vino agli stand dei produttori e nelle sessioni di degustazione. Tra le annate analizzate spiccano le più recenti, 2023 e 2024. Simon Staffler, CEO di Falstaff Italia, evidenzia le sfide riscontrate nei vigneti. Il 2023 ha risentito pesantemente della peronospora che ha interessato anche la Toscana, causando una riduzione del 40% delle rese. Tuttavia, chi ha operato con cura e precisione nella vendemmia e nella selezione delle uve ha ottenuto ottimi risultati, compresi i primi assaggi da botte del Chianti Classico Riserva. Le condizioni specifiche del territorio del Chianti Classico, come l’altitudine media elevata e la buona ventilazione, hanno contribuito a limitare gli effetti negativi del patogeno. Othmar Kiem si mostra invece ottimista riguardo ai vini dell’annata 2024, nonostante una stagione complicata segnata da abbondanti piogge e temperature sotto la media nei mesi di aprile e maggio, con un conseguente rallentamento nello sviluppo vegetativo della vite. Questo periodo ha richiesto interventi particolarmente meticolosi nei vigneti. Secondo Kiem, il risultato è un’annata leggera e raffinata, caratterizzata da una piacevole succosità che rende il vino particolarmente bevibile. Pur non prevedendo un gran numero di etichette di Gran Selezione, il Chianti Classico ‘annata’ si prospetta altamente interessante e promettente.
Largo al rinnovamento, non solo dietro ai banchi Uno degli aspetti più significativi emersi dall’evento di Firenze è stata l’ampia partecipazione dei produttori, segno distintivo di una denominazione dinamica e vivace. “È stata un’anteprima eccezionale anche per la presenza di nuove aziende, inclusi volti e nomi inediti tra i banchetti delle UGA,” ha osservato Simon Staffler. “Si sono visti molti giovani, sia tra le nuove generazioni di produttori e produttrici, sia tra i commerciali e i responsabili delle vendite. Questo è un chiaro indicatore della grande vitalità della denominazione, sicuramente tra quelle italiane più attive e attente sotto questo punto di vista.“ Ma il rinnovamento non si limita alla componente generazionale. Negli ultimi anni, infatti, il cambiamento ha coinvolto in modo profondo anche il lavoro in vigna. In questo ambito spicca il progetto Chianti Classico 2000, una pietra miliare nel percorso evolutivo della denominazione a cui ha preso parte, tra gli altri, l’enologo Carlo Ferrini. A partire dal 1987, sono stati raccolti e studiati numerosi cloni di Sangiovese tipici del territorio, portando infine all’individuazione e selezione di 8 cloni specifici. Grazie a questi, nell’arco di sedici anni e attraverso tre cicli distinti (2000, 2003 e 2010), è stato possibile rinnovare quasi interamente i vigneti della denominazione. Il progetto rappresenta un riferimento fondamentale nella ricerca scientifica applicata alla viticoltura in Europa. Oggi, i cloni sviluppati attraverso questo impegno testimoniano la perfetta sintesi tra alta qualità e capacità di esprimere il territorio, dimostrandosi anche un’arma efficace per affrontare e adattarsi ai cambiamenti climatici.
Tags: Chianti Classico Riserva e Chianti Classico Gran Selezione
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