Guida ai Vini di Sicilia AIS 2026: un successo di sapori e colori tra sommelier winelover e produttori
Oggi voglio partire dalla Guida perché i produttori solo il sale della terra e noi tra sommelier e comunicatori del Vino siamo soltanto dei portavoce, non me ne vogliano i nostri cari amici dell’AIS, che amo tanto e stimo per il loro lavoro senza sosta e mai un lamento o una critica che trapeli dalla loro organizzazione.

Ma stavolta parto al contrario perché come sta succedendo ultimamente nella mia vita di ricevere tantissime Guide sui vini italiani a cominciare da quella di GRASPO “Cento custodi per Cento vitigni” sui vitigni salvati dall’estinzione, sia quella del Touring Club Vini Buoni d’Italia, sia da Proposta Vini anche con il suo manuale “L’importanza di essere Franco”, che quella Nazionale di AIS veramente, un’opera monumentale e quest’ultima Regionale sulla Sicilia AIS, rende veramente un grande onore per la fatica di chi il vino lo produce, lo distribuisce e lo vende. E così Guida tra le mani capisci che la Sicilia è un continente a parte. Sennò sono solo b

elle parole di cui ci riempiamo la bocca prima di inebriarci della bevanda divina.
E per capirlo l’ho capito l’anno scorso al Vinitaly dove i vini siciliani possedevano un Hangar aereoportuale, una Via Infinita, una “endless road”: è stato come camminare per tutta la Sicilia senza le proverbiali buche e interruzioni della “nostre meravigliose strade e autostrade” e lì che Le Strade del Vino si vedevano veramente tutte unite!

Sì forse sì, è l’unico modo per vederci uniti e di smettere di dire: “il mio vino è più buono”, come per l’Olio, la Carne, il Pesce, il Formaggio, la Pasta fatta a mano, i pomodori e tutti gli ortaggi che non ci mettiamo d’accordo nemmeno sui nomi, broccoli da un lato, cavolfiore dall’altro “bastardo” innanzitutto, soprattutto “affogato” che devi morire affuocato nella “tua bastardaggine lussuria” disse la Donna Fugata dall’amante impazzito per Amore!
Ecco sì quello che ci tiene uniti è l’Amore e non quello romantico inventato dall’ottocento in poi per aumentare le natalità utili per le fabbriche e le guerre “straniere” in costruzione, ma il nostro AMORE per la terra e per le nostre diVINItà.
Per questo motivo AIS, e altre associazioni di categoria e i Consorzi, le Strade del Vino, le Doc, le Dop, l’Irvo, le Enoteche Regionali, Assovini, Assoenologi e compagnia bella, rappresentano forse l’ultimo barlume che ci può veramente unire per far fronte “all’improvvisazione politica” a cui assistiamo da decenni.

Durante il lungo periodo di “governo” della democrazia cristiana si usava dire che l’ultimo arrivato era saltato su quel Carrozzone politico: oggi mi viene da dire che sono i politici che vogliono saltare sul Razzo del Vino Siciliano!
Fortunatamente rispetto al Carrozzone i posti sono limitati: sui Razzi facciamo salire solo chi lavora veramente e duramente per costruire un futuro migliore, dati alla mano e proposte concrete che ci possano difendere dalle “follie europee” o “atlantiche”.
Perché tutti siamo invaghiti dall’esuberanza del Vino ma quasi nessuno capisce il valore esoterico della sua pregnanza e a volte, pur di non disconoscere la voce del coro, penso alla tragedia delle Baccanti di Euripide, che il siciliano “tipico” nasce nella “tragedia” e muore nella “commedia”, dilaniato dalle Donne della famiglia di origine, per questioni di puntiglio, “si fa fare a pezzi”, pur di non dare ragione all’ALTRO da noi, che magari ha dei comunicatori migliori, dei riferimenti migliori e come dico io in gergo psicologico, degli “spacciatori” migliori.
Utilizzate gli enologi e soprattutto le enologhe. Utilizzate gli agronomi e soprattutto le agronome che a Dio piacendo, Le Donne del Vino associazione nazionale di grande importanza e impatto, sta lavorando molto bene, anche in Sicilia. Stranamente non ci sono uomini e non c’è politica di bassa lega. E ancora utilizzate agenzie di stampa di alto livello nazionale ma che funzionano davvero dove i produttori si incontrano si conoscono e si fidano l’uno dell’altro.

Ultimo ma non per ultimo vi condivido una riflessione che riguarda la grande differenza tra il Dio greco del vino Dioniso che si scontra con Bacco il dio romano del vino. Sono due personalità estremamente diverse nonostante le associazioni e vi spieghiamo il perché: Dioniso è il dio della vite, dell’ebbrezza, della libertà, della caparbietà, dell’intelligenza creativa della passione; Bacco è il dio del vino del divertimento, dell’ubriachezza molesta, della fame e della sete infinita, bagordi, baccanali, indecenze e turpitudini.
Dionisiaci quindi sono i produttori e le produttrici in questo caso gli eroi ed eroine che continuano a credere in quello che fanno con tutte le difficoltà e le soddisfazioni è perché un Dioniso li protegge. Fosse stato per noi che siamo i Bacchici quelli che usufruiscono di questo nettare che i Dionisiaci coltivano per noi con tanta passione e dovizia, a quest’ora delle vigne centenarie non era rimasto che la polvere.
I Dionisiaci bevono per mettersi in contatto con la divinità che comunque possiedono, i Bacchici bevono alla ricerca della divinità per cercare di trovarla, e ne sono posseduti: i primi sono inebriati i secondi sono ubriachi, i primi sono gaudenti, i secondi sono dipendenti…dove sistemarvi scegliete voi!

Io devo dire che da quando conosco la legione Romana dell’AIS Sicilia non riesco più a distinguere le personalità di entrambi gli Dei. Pur avendo fatto il secondo corso di sommelier con loro e quindi come dice il presidente Francesco Baldacchino sono diventata “una di loro” cerco di essere il più obiettiva possibile…ma mi viene difficile perché intervistati anche separatamente e in orari diversi durante la giornata del 24 gennaio hanno detto tutti le stesse cose con particolari diversi e con stili diversi: sono un’incredibile e meravigliosa macchina da guerra come le legioni romane.
E la cosa più bella è che la loro politica permette di far conoscere i produttori siciliani tra di loro nella convivenza delle postazioni alimentando fiducia e conoscenza come cerco di fare con trasmissione online Appunti diVini dove intervisto personaggi che si occupano di vino di tutta Italia e anche oltre visto che abbiamo aperto anche la Georgia alle nostre interviste. E Per gli autisti gaudenti siamo diventati anche podcast.
Cercateci su youtube basta digitare Appunti diVini e i Podcast24ore.it

E adesso le interviste che abbiamo fatto ai protagonisti della giornata del 24 gennaio.
Francesco Baldacchino: Sesta edizione della Guida regionale ai Vini Siciliani Quest’anno è ospitata in un posto meraviglioso come il Castello delle Aci in Acireale. Un crescente interesse verso la nostra guida è tangibile già dalle presenze che abbiamo quest’anno che sono ben 140 le aziende, è una crescita costante negli anni, ricordo benissimo la prima edizione avevamo 70-80 aziende partecipanti, quindi abbiamo nell’arco di pochi anni raddoppiato le presenze. Dobbiamo dire che da due anni ci fermiamo nel raccogliere le adesioni perché gli spazi sono capienti per un certo numero di aziende e anche quest’anno per fortuna abbiamo chiuso con 140 aziende presenti.

140 aziende presenti che testimoniano oltre un grande interesse anche un crescente livello qualitativo che aumenta sempre negli anni e anche una variabilità della produzione regionale. La nostra regione è sempre stata apprezzata al di fuori dei confini regionali per i vini rossi, per i grandi vini fortificati, liquorosi e oggi abbiamo una crescita in quantità ma soprattutto in qualità anche ad esempio nella spumantistica, ma non soltanto, i vini bianchi che crescono sempre più come qualità e suscitano sempre più interesse, i macerati ad esempio, abbiamo dei macerati che negli anni hanno raggiunto punteggi altissimi nella nostra guida, quindi una crescita costante e continua di interesse da parte delle aziende, da parte dei winelover sempre più presenti accompagnati a un crescente aumento della qualità del vino siciliano.

Maria Grazia Barbagallo: Siamo qui alla sesta edizione della Guida Vini di Sicilia, ad Acireale, un territorio a me caro, sono nata qui, cresciuta qui, appartengo alla delegazione di Catania e quindi è un territorio dove il vino è anche importante, non abbiamo molte cantine, qui vicino, ma siamo ai piedi del vulcano quindi la territorialità è veramente molto molto importante.
L’organizzazione di quest’evento, supportata da tanti sommelier della delegazione AIS Catania, che ringrazio vivamente da tutta l’AIS Sicilia, oggi ha portato tantissimi winelover, tantissimi sommelier che insieme a tutti quanti hanno degustato più di mille etichette, pensate che ci sono 140 cantine qui presenti che hanno portato i loro vini, i loro vini possiamo dire en primeur, perché sono quelli che ci hanno dato per organizzare, per creare e fare la guida Vini di Sicilia e abbiamo sicuramente dato un input importante anche all’economia acese. Ringrazio sicuramente il Comune di Acireale con il suo patrocinio, ringrazio anche gli sponsor, il Castello delle Aci, siamo qui in una meravigliosa località, in una location veramente di organizzazione di matrimoni ma che si presta veramente tanto alla bella giornata di oggi, dove 140 cantine hanno trovato ospitalità, ma non abbiamo solo banchi d’assaggio, abbiamo fatto anche delle masterclass, faremo un party finale con i produttori e poi domani completiamo quindi con la domenica con la partita del cuore. L’A.I.S. Sicilia organizza insieme all’amministrazione comunale, organizza una partita dove l’intero ricavato andrà devoluto alla Caritas di Acireale, quindi l’A.I.S. sul sociale, sulla cultura del buon vino e del buon cibo.

Gioele Micali: La sesta edizione della Guida Vini di Sicilia 2026 si conferma il primo appuntamento del nuovo anno con A.I.S. Sicilia dove effettivamente quest’anno si raggiunge ancora una volta un’edizione da record, ben 140 cantine presenti al banco d’assaggio su 220 aziende siciliane recensite, un traguardo mai raggiunto dalla nostra associazione regionale che ancora una volta conferma la grande attività di presidio sul territorio attraverso tutte le delegazioni provinciali che alacremente lavorano nel progetto editoriale, nello svolgimento dei panel d’assaggio, in un lavoro della guida davvero importante. La Sicilia cresce non soltanto nei numeri ma anche in qualità, alla luce dei vari areali geografici rappresentati. In tutte le province abbiamo vini premiati delle diverse tipologie, dai vini spumanti, ai vini bianchi, ai vini rossi, fino ad arrivare ai vini passiti e ai vini fortificati, quindi una rappresentanza a 360° davvero a tutto tondo di quella che è la Sicilia enologica.
Noi oggi siamo qui ad Acireale, AIS Catania, quest’anno che accoglie l’edizione della Guida ai Vini di Sicilia con una tre giorni davvero intensa e ricca di emozioni, dal talk “Salus per Vinum” di ieri pomeriggio fino ad arrivare a due masterclass in cui tra l’altro abbiamo festeggiato i 25 anni della nostra associazione regionale per poi arrivare alla masterclass dedicata ai Vini d’Eccellenza. Sabato è il momento clou, oggi siamo a Castello delle Aci con l’apertura in grande stile dei banchi d’assaggio dove non mancano anche le masterclass comparative. Rossi d’Autore andrà a breve in scena dove il Sagrantino incontrerà il Nebbiolo ma incontrerà anche i Nerelli insieme alla collaborazione del Consorzio della DOC Etna fino ad arrivare a un’altra prospettiva davvero importante della Sicilia enologica vista nel suo potenziale con una masterclass di oggi pomeriggio.

Concludiamo con la consegna degli ambiti premi delle aziende vincitrici dei punteggi che hanno superato i 90 centesimi con il party finale. Premio Salvo Di Bella è l’edizione speciale di quest’anno contenuta all’interno della Guida ai Vini di Sicilia diamo valore e omaggio ad un grande uomo, un grande collega, un grande sommelier conosciuto per il suo spessore umano ma anche per la sua grande attività che ha dato nei confronti dell’associazione regionale. Lo facciamo appunto con la consegna del premio alla figlia Gaia e a tutta un po’ la famiglia con la nostra vicepresidente regionale che continua a dare lustro attraverso la sua attività alla vita di Salvo Di Bella.
In campo con la partita del cuore, AIS Sicilia scende letteralmente in campo grazie ad un’idea del nostro presidente regionale Francesco Baldacchino. Ci troviamo a duettare con una selezione di amministratori produttori insieme a rappresentanti di AIS Sicilia per un evento filantropico il cui ricavato sarà appunto devoluto in beneficenza.

Orazio di Maria: Un grande successo devo dire per l’AIS, un po’ anche modestamente anche per me personalmente che ho creduto a questa guida. Quindi 1130 vini degustati dalle commissioni regionali, i vini degustati alla cieca con la nostra scheda AIS dei punteggi. I vini che hanno superato i 90 punti sono stati ridegustati da una commissione composta dai migliori sommelier di Sicilia che hanno definito i punteggi finali. Io faccio il “notaio” in un certo senso perché faccio le medie, decido in qualche maniera in base ai punteggi le aziende che vanno nella guida nazionale, le aziende che vanno nell’app nazionale, le aziende che vanno nella guida Sicilia, dove sono comprese tutte 220 le aziende che abbiamo avuto in degustazione. Quindi un compito assolutamente interessante. Quest’anno la guida nazionale ha avuto anche una diversa distribuzione dei premi. L’anno scorso c’erano i vini che avevano superato i massimi punteggi, quest’anno sono stati premiati dei vini anche per categorie, i grandi vini italiani, i vini di rapporto qualità-prezzo, i vini che erano più caratteristici di territorio e noi abbiamo avuto 16 vini italiani premiati, che hanno avuto i premi a Firenze nella presentazione nazionale della guida.





