Appunti diVini: Roberta Urso e Le Donne del Vino resoconto 2025
Roberta Urso, delegata de Le Donne del Vino della Sicilia, nonché novella consigliere nazionale, ci racconta perché il 2025 è stato favoloso. “È vero, è stato un anno molto bello, proficuo di attività, di eventi, di nuove relazioni, la nostra rete è cresciuta, 14 nuove socie sono entrate in delegazione Sicilia, fino a farci arrivare a questo numero che è di 120 donne professioniste, come sappiamo, a vario titolo, perché il mondo del vino, come mi piace sempre ricordare, è fatto di professionalità diverse, variegate, ma tutte quante unite per raggiungere quello che è l’obiettivo di promulgare la cultura del vino e dei territori, in particolare della nostra isola, che non dimentichiamo mai, è una regione vinicola moderna, nuova, seppure qui il culto della vite viene portato dai greci, però la nostra capacità di reinventarci, di innovare e dimostrarci al mercato, ai mercati anche internazionali, con linguaggi sempre nuovi e con vitigni, seppur tradizionali, che poi rappresentano una chiave assolutamente contemporanea, quello che è il nostro il nostro mondo, è veramente unico, poi io dico sempre che i vini che hanno la sigla femminile hanno sempre una marcia in più”. Quest’anno partiamo dal tema del 2025, che era proprio quello dell’innovazione, e quindi ci siamo messe subito all’opera, ricordo il primo marzo, siamo stati la prima delegazione, il primo evento in assoluto, perché quella è la settimana delle donne del vino, e il primo evento in assoluto è partito proprio da Catania, dove abbiamo parlato, se ti ricordi, sull’anno di innovazione in vigna, in sanguigna, coinvolgendo anche autorevoli, docenti universitari, ovviamente donne, per poi parlare del linguaggio, dell’intelligenza artificiale, di come comunicare alle nuove generazioni il vino, e abbiamo, ma non hai mai invitato un solo uomo, che era un ingegnere di precisione, che ci ha raccontato come l’intelligenza artificiale può aiutare anche nella conduzione del vigneto. Noi siamo integrative, cioè se non invitiamo almeno un uomo, vuol dire che abbiamo qualche problema, diciamo, di genere.
E quindi poi con la bellissima esperienza di degustazione di vini innovativi all’interno dell’atelier di Marella Ferrera, che dell’innovazione ha fatto il suo baluardo nel mondo, con questi tessuti intrisi di terra, di lava, di storia, è stato secondo me quello, uno dei momenti più alti e più belli di questo 2025.
Peraltro noi abbiamo due delle socie della nostra delegazione che rappresentano Cantine Florio, e quindi c’era Irene Taormina presente, è stato veramente molto molto bello questo connubio, molto partecipato, grande attenzione, come sempre noi appunto siamo in grado di fare. Io ho fatto un attimo un conto, perché lo scorso sabato si è svolta la nostra assemblea di fine anno, che ancora rappresenta la somma di tutte le attività.
In questi sette anni, parlando a livello macro, noi abbiamo organizzato, o siamo stai presenti in totale circa 150 eventi in tutta l’isola, facendo una media annua, che mi sembra veramente un numero impressionante.
Parlando anche di alcuni eventi online, che sono stati fatti durante il periodo della pandemia, ma sempre attività in cui ci siamo spese, sempre in collaborazione con personaggi autorevoli di ricerca, università, abbiamo affrontato insieme argomenti mai frivoli, ma sempre con quella leggerezza che ci contraddistingue. Quest’anno, per esempio, abbiamo molto sostenuto diverse cause, da quella contro la chiusura dell’ospedale di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale di Taormina, a quella dell’associazione Maris, che è ritornata, che si occupa di malattie pneumologiche, sempre di bambini, fino alla SPIA di Palermo.
Questa per noi è una missione importante, così come abbiamo fatto e continuiamo a fare anche per quanto riguarda il tema del contrasto della violenza degli uomini, aggiungo, contro le donne, perché continua effettivamente la nostra collaborazione con la Marisa Leo APS, tant’è che venga un altro grande evento che si è svolto il 23 di novembre al Palazzo Buonocore di Palermo, quando attraverso il vino, attraverso le degustazioni e attraverso un talk che ha raccontato a varie voci quella che è la cultura del rispetto, abbiamo raccolto 3.500 euro, che può sembrare una cifra piccola, ma non lo è, che sono stati interamente devoluti per la borsa di studio in favore della bimba della nostra Marisa Leo. Come abbiamo detto sin dall’inizio, non ce ne voglia nessuno, no fiaccolate, no esibizionismi di vario titolo, solo un’azione concreta, quella di fare in modo che la piccola cresca serena e abbia la possibilità poi di studiare e di capire, di essere orgogliosa anche di quello che sua madre è stata. Un’altra cosa molto bella di quest’anno, la collaborazione con il gruppo di danza contemporanea Associazione Cosmos , anche loro sono delle ragazze di Palermo, che a nome si scena uno bellissimo spettacolo di danza contemporanea chiamato Capelli, il vento si solleva.
Io riflettevo l’altro giorno a proposito di questo, visto che sono alla fine solo due anni che sono con voi, quindi poco tempo, che a causa vostra, tra virgolette, ho conosciuto due regioni che per me non erano neanche valutate, che l’anno scorso con le Marche e quest’anno con l’Abruzzo, e mi sono voluta concedere che proprio tramite il vino, quindi c’è il discorso, volevo sottolineare che si possono fare azioni molto belle, molto positive per la società, per noi, per tutti, anche in maniera giocosa, gioiosa, cioè questo è il discorso, perché normalmente quando si parla di beneficenza, quando si parla di occuparsi di determinate situazioni o associazioni, c’è sempre questo velo, questa tristezza, questa angoscia, che voglio dire ci può stare perché ci sono eventi alla base che sono tristi, però il fatto che si possano in qualche modo modificare, perché poi alla base della tristezza e dell’angoscia c’è anche di contro una gioia, un’allegria, in questo senso, e le donne del vino hanno questa grande capacità, io lo vedo anche a livello dell’organizzazione interna, nelle chat, cioè non appena c’è un invito, una situazione, sono subito pronte a mandare i vini, essere presenti, questo è importante, e in effetti c’è un discorso proprio energetico, perché l’energia alla fine non è né negativa né positiva, è solo un’energia che hanno le donne del vino, che contemplano anche in maniera, come ti dicevo prima, giocosa e allegra.
Cosa volevo dire poi alla fine? Che quando sono andata al Vinitaly e quando sono andata anche al Merano Wine Festival, il vino è conoscenza, cioè io non ero mai stata né a Verona e né in Trentino, a Merano, mai, eppure mi sono sentita a casa, fra le donne del vino che ho incontrato, veramente tantissime, fra praticamente chiaramente anche persone delle masterclass, quello che so sia, però cosa succede? Ti senti a casa, cioè io esco dall’hotel delle terme di Merano, che per me era un posto, e incontro una donna del vino Entriamo quando sono state aperte le porte del Carlos eccetera eccetera e c’erano l’Anna Di Martino, in pratica era come se mi sentissi a casa, è una sensazione stranissima, stiamo parlando di 1300 chilometri, a Catania no, cioè giro, non conosco moltissima gente, e a Merano sì, questa è stata una cosa bellissima.
E’ vero, e poi il nostro motto oltre a non diteci che non si può fare è quando le donne del vino si incontrano e scattano una foto, quindi quella sa da fare.
Quindi poi, e poi diventa anche una parola d’ordine, cioè quando siamo arrivati da Pia, a proposito di donne del vino, di quelle diciamo, Donata Berlucchi, e lei parlava, ci raccontava, io mi sono avvicinato, ho visto l’emblema della donna del vino, ho detto allora lei, io essendo nuova non lo sapevo, sono andata e l’ho sussurrata all’orecchio anch’io sono donna del vino, da quel momento in poi è scattato l’amore, quindi questa per me è stata una rivelazione proprio totale, bellissima. Il fatto di essere tra di noi sempre informali, ci si dà tutto del tu, non ci sono sovrastrutture, è anche questa la bellezza del nostro mondo, la naturalità, ecco non so se è un termine corretto, però penso che sia essere se stesse, senza filtri, questo è fondamentale.
C’è questa sorta di spontaneità che chiaramente poi, la mia parte è giornalistica, ma c’è la mia parte psicologica, no? Io la colgo subito perché quello che mi interessa è la dinamica delle famiglie del vino, perché ci farò un libro, già te l’avevo detto, chiaramente poi ti chiederò anche illustrazioni in merito, perché c’è questo passaggio generazionale che è favoloso e quando mi è successo in Abruzzo, quando mi sono andata a scorazzare col treno avanti e indietro a conoscere e quindi trovare questi genitori, in questo caso il padre, con queste tre figlie femmine, rassegnato, rideva, rideva, rassegnato, non c’è niente da fare, io pensavo volessero fare altro, no? Nel vino pure, no? Cioè andare a accogliere tutte queste dinamiche ed avere la possibilità di farlo in maniera privilegiata, perché non è che io arrivo là, gli telefono, tu lo sai com’è il mondo del vino, se non sei portato, ma è giustamente ci sta da qualcuno, presentato da qualcuno, chiaramente nessuno ti accoglie in questo senso. Quindi è stato veramente meraviglioso anche questo tipo di approccio, ecco, lo volevo significare.
Per chi non lo vive, noi che lo viviamo quotidianamente lo sappiamo, però per chi non lo vive è bello trasmetterlo, trasferirlo e condividerlo.
È sorprendente, quindi ora cos’è successo, sei diventata consigliera nazionale
E sono ancora delegata in pectore e lo sarò fino al 10 di gennaio, il giorno in cui poi ci saranno le elezioni per il rinnovo delle cariche delle delegazioni, in questo caso è la Sicilia, quindi lascerò ufficialmente il mio testimone. Essendo quindi quest’anno già, dall’inizio dell’anno non avevo fatto mistero del fatto che, avendo fatto tante esperienze anche in progetti nazionali, il più importante dei quali il progetto di vino, in questi mesi stiamo lavorando ad una sua evoluzione in digitale, perché possa andare nelle piattaforme e raggiungere più scuole possibili in tutta Italia.
Mi sentivo pronta a questo cimento, grazie insomma a tutti voi, grazie alle socie che hanno avuto fiducia in me, sono state elette, quindi il 13 di gennaio siamo state convocate in presenza presso la sede di Milano, che si trova presso la sede dell’Unione Italiana Vini, dove ci sarà ufficialmente il primo consiglio, e verrà quindi decisa la presidenza e poi saranno anche le vicepresidenti e poi tutte le varie commissioni che esistono verranno rinnovate, perché non abbiamo una commissione per la tutela del marchio, una per la nazionalizzazione, una per la ricerca, quindi poi si creeranno i nuovi circuiti e magari nasceranno anche delle nuove commissioni, dei nuovi progetti. Io spero che questo triennio, sono sicura che sarà foriero di progetti nuovi, all’avanguardia, in cui sicuramente la Sicilia farà la sua parte. Volevo anche ricordare che adesso in seno al consiglio ci sono due socie siciliane, la sottoscritta è Dominique Marzotto, che forse siciliana non è, ha un’azienda in Sicilia ed è al suo secondo mandato, quindi sono veramente felice di intraprendere questo cammino anche con lei al suo fianco, che in questi anni è stata capace di farsi apprezzare, anche da mecenate d’arte qual è, abbiamo avuto tanti interessi diversi, ci ha permesso di vivere delle bellissime esperienze, come per esempio poter a Firenze salire sulle impalcature e assistere a restauri degli affreschi sulla vita di San Francesco e di Giotto, che è stata un’esperienza meravigliosa, formativa e unica.
Sono molto molto felice e poi sono felice perché lascerò una delegazione oltre, che è grande, molto forte, che sono sicura continuerà a crescere. Non posso spoilerare nulla, anche se noi durante la nostra assemblea abbiamo già, diciamo, si sono già fatte avanti le candidate come delegate e vice-delegate e sono sicura di lasciare, chiaramente io ci sarò, non le abbandono, passano le consegne e quant’altro, però sono sicura di lasciare, la squadra nuova che verrà sarà ancora più forte, sarà ancora più piena di energia e tutti insieme lavoreremo per fare crescere ancora di più la Sicilia.
Benissimo, anche perché io ho parlato di te tante volte e questo devo dirlo prima, di chiudere con Donatella Cinelli-Colombini e l’intervista almeno una volta al mese, sono diventata ormai dipendente da lei, e lei ama tantissimo Roberta Urso, mi l’ha esplicitato, così come, lo devo dire per forza, ho conosciuto una poi donna del vino, che è diventata per la seconda volta probivira, ed è stata lei che mi ha prelevato dalla Fondazione Mach e mi ha portato a vedere il suo bellissimo possedimento, che è Romina Togn, che è un’altra donna del vino, di quella della nuova generazione, viene chiamata così.
Molto in gamba. Una bella azienda insieme alle sorelle, anche lì purtroppo il papà non c’è più da poco, però anche lì il padre aveva alzato le mani e aveva lasciato tutto alle tre sorelle. Ho avuto modo di frequentare e conoscere nelle 24 ore, perché a me, ecco l’ultima cosa che volevo dire sulle donne del vino, sono intelligenti, veloci e generosi.
Ma vuoi non essere dei fulmini di guerra? Pazzesco. Il mondo non asfetta, bisogna essere tempestivi nel dare le risposte ai riscontri, anche nel temporizzare bisogna essere tempestivi, perché c’è stavolta che stai facendo un’altra cosa, però dallo il riscontro, no? Io non sopporto quando, ad esempio, non ti rispondono alle mail o anche ai messaggi, ma porca miseria, dimmelo, sto facendo un’altra cosa, ma a breve… Esatto. Questo è il mio approccio, essere… C’è José Rallo, l’altra della mia amica e donna del vino, che dice sempre, lei ha cognato il termine modello Roberta Urso, e mi dice sempre, non c’è bisogno che le dici qualche cosa, perché lei l’ha già fatta.
Ma è vero, è vero, assolutamente vero. Per me, poi, la sua amicizia, anche questo suo… non è un indizio, questa opinione che ha su di me mi gratifica molto, perché ho solo da imparare da una figura come la sua. Ci siamo viste di recente, la scorsa settimana, a Palermo, e continuavo a ribadire questa cosa, poi mi hanno un po’ festeggiata, era in un altro contesto, un evento di S.O.V.I. Però è che lì eravamo tante, dove ti giravi, ti giravi su una donna del vino, e quindi ne abbiamo approfittato anche per brindare un po’ alla mia elezione e al nuovo anno.
Allora, che dire, chiudiamo dicendo che le donne del vino sono le baccanti, le menadi positive, che non vanno smembrando i corpi dei vari Dionisi che incontrano, ma sono piene di entusiasmo nei confronti della vita
No, smembrano, costruiscono, come diceva qualcuno sempre più in alto. Oppure smembrano per ricostruire, perché chiaramente fanno anche questo. Ci può anche stare.
Bene, benissimo, ringraziamo spettatori e spettatrici, ringraziamo la nostra Roberta Urso, che non sapremmo mai come definire, perché è indefinibile, e quindi è una dea del fulmine, della velocità, dell’intelligenza. In questo senso ti posso individuare come Atena, sicuramente. Ci piace.




