Appunti diVini: Aldo Lorenzoni presidente di G.R.A.S.P.O. “Vitigni dal passato per i vini del futuro”
Aldo Lorenzoni: “G.R.A.S.P.O. è un gruppo motivato di appassionati, tecnici e ricercatori. Il nostro intento è riscoprire e salvaguardare l’incredibile patrimonio ampelografico italiano. Siamo convinti che la biodiversità sia una risorsa per il futuro della viticoltura italiana. Si chiude con il 2025 il primo lustro dell’azione di G.R.A.S.P.O. che si occupa in particolare fin dalla sua fondazione della ricerca e della conservazione dei vitigni rari nei tanti territori italiani. Essere presenti infatti sia a Vinitaly che a Merano Wine Festival con 12 aziende custodi ha di fatto aperto una nuova dimensione dell’azione dell’associazione che si pone oggi come punto di riferimento a livello nazionale su queste tematiche. I numerosi riconoscimenti ricevuti quest’anno dall’OIV Awards, Premio Michele D’Innella della Guida Vini Buoni d’Italia del Touring alla pubblicazione del nostro lavoro su VITIS Journal of Grapevine Research, e alla pubblicazione dei nostri libri come testimonianze dei vitigni recuperati, ci induce a continuare sempre di più sulla via intrapresa”.
Un anno che nei progetti iniziali doveva accompagnare l’azione di GRASPO nell’approfondimento del comportamento di alcuni vitigni scoperti nell’areale veronese nei confronti del cambiamento climatico in essere.
Ma quello che sembrava essere il programma di ricerca di tutto l’anno è di fatto diventato il catalizzatore di tanti riconoscimenti e di tante nuove progettualità.
Questa ricerca infatti con il titolo “ I vitigni rari di Verona, identità clima e appassimento“ non solo è diventate il quinto libro di GRASPO ma ha dato il via ad una serie di eventi dove l’Associazione con le sue tematiche ed i suoi vini è stata sempre protagonista.
Essere presenti infatti sia a Vinitaly che a Merano Wine Festival con 12 aziende custodi ha di fatto aperto una nuova dimensione dell’azione dell’associazione che si pone oggi come punto di riferimento a livello nazionale su queste tematiche.
E le aziende custodi sono diventate le vere protagoniste di questo anno, basta ricordare quanto realizzato ad Urbana con: “ I racconti della Piantà “ facendo tornare protagonista assoluta la Piantata storica di Vernazola di Gianmarco Guarise.
O con la Recantina di Lino Forner vera star del simposio dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino a Treviso e i vitigni rari di Verona al centro dell’attenzione all’Università di Siena.
Una continua attività di condivisione che per tutto l’anno ha portato GRASPO in tanti territori italiani, un percorso di quasi 50.000 chilometri incontrando produttori, ricercatori ed appassionati.
Un impegno costante che viene certificato nell’anno da una serie di riconoscimenti che meritano di essere sottolineati partendo forse dal più importante.
Sono infatti le tantissime storie incredibili di ordinario eroismo viticolo raccontate da GRASPO nel libro 100 custodi per 100 vitigni, la Biodiversità Viticola in Italia, che ha conquistato l’Award 2025 nella categoria “ Viticoltura “ del prestigioso concorso internazionale promosso dall’O.I.V.( International Organisation of Vine and Wine).
Una vera e propria ONU del vino.
Il premio è stato consegnato nell’ambito della cerimonia ufficiale dell’OIV Awards, ad ottobre presso il suggestivo Palais des Ducs et des Ètats de Bourgogne nel centro di Digione.
Quasi a suggello di questo riconoscimento internazionale anche la pubblicazione dei risultati di ricerca di GRASPO su VITIS Journal of Grapevine Research la più importante rivista scientifica viticola al mondo che pubblica a livello globale solo articoli scientifici originali e recensioni critiche sulla vite che riguardano la biologia molecolare, il breeding, la patologia vegetale, l’enologia ma solamente dopo una rigorosa analisi con validazione scientifica dei contenuti.
L’articolo pubblicato con il titolo “Contributo al recupero della biodiversità coltivata alla vite nelle regioni Veneto e Trentino Alto Adige attraverso la caratterizzazione genetica” fa sostanzialmente sintesi degli importanti risultati acquisiti da G.R.A.S P.O. in questi primi anni di attività.
Una articolata ed approfondita analisi non solo dei vitigni fino ad oggi sconosciuti e scoperti in questa azione di ricerca dall’associazione, ma un dettagliato report che abbraccia oltre 150 vitigni rari delle due regioni.
Due incredibile risultati, per una semplice associazione di volontari, cui si aggiungono a giugno il Premio Nazionale Grappolo d’Oro Clivus per l’impegno nel recupero della biodiversità viticola e nella divulgazione di saperi che coniugano tradizioni, ricerca e sostenibilità per il futuro della viticoltura ed a novembre il Premio Michele D’Innella della Guida Vini Buoni d’Italia del Touring a Merano per il prezioso lavoro di ricerca, recupero e valorizzazione di vitigni antichi e rari a livello nazionale e internazionale.
Alla fine intervista a Robert Cassar e la sua vigna più antica di Italia. Piantata da Domenico Valentini nel 1601 viene curata da oltre cento anni dalla famiglia Casar. Da circa 4 anni con G.R.A.S.P.O. si fa la microvinificazione con 60/70 chili di uva.
A questi si deve inoltre ricordare il prestigioso riconoscimento della giuria del Venice Wine Trophy a Luigino Bertolazzi enologo di GRASPO come custode della Biodiversità della Vite per la sua specifica pluriennale esperienza nella difficile arte della microvinificazione consentendo finalmente a tutti di poter degustare in purezza antichi vitigni rari che si credevano irrimediabilmente perduti.
Ma forse le progettualità che oggi, al di là dei meritati riconoscimenti, proiettano GRASPO nel prossimo futuro sono alcune iniziative attivate quest’anno e che continueranno anche nel prossimo.
Parliamo di tre progetti che nascono in territori diversi come Toscana, Umbria, Lazio e Lombardia.
- Ciliegiolo e Terroir promosso da Ciliegiolo Academy.
Un progetto che parte dell’esigenza di comprendere e far capire come questa uva si adatti e risponda nei vari territori dove viene coltivata. Questa ricerca è prima di tutto uno strumento di studio, ma anche un progetto culturale attivato dalla Ciliegiolo Academy in collaborazione con GRASPO e con il supporto scientifico delle Università di Pisa e Firenze.
Una ricerca che intende dimostrare in maniera sistematica e documentata come il Ciliegiolo sappia esprimere la propria identità in differenti terroir, mantenendo freschezza, originalità e dinamismo.
- Recupero e valorizzazione dell’Uva Greca Puntinata
Qui naturalmente siamo nel Lazio in provincia di Viterbo ed il merito di questo progetto va sicuramente ad un programma proposto e sviluppato da ALICENOVA, una Associazione che in ATI con Fattorie Solidali Società Cooperativa Sociale Agricola ha inserito la salvaguardia e la valorizzazione dell’Uva Greca Puntinata in una più strutturata azione di promozione dei prodotti locali nell’ambito del progetto TREVINANO RI-WIND Un percorso di ricerca e condivisione che ha coinvolto G.R.A.S.P.O. cui è stata affidata una parte significativa del progetto che prevede non solo una ricognizione sul territorio delle testimonianze residuali di questo storico vitigno ma una vera caratterizzazione viticola ed enologica del suo comportamento nei diversi areali con il coinvolgimento diretto di sette produttori locali coordinati da Massimo Bedini.
- La Chiavennasca tra altitudini e pendenze
L’idea progettuale di questa ricerca attivata in Valtellina dall’Università della Tuscia vuole indagare se esiste una differenza tra il microbiota (lieviti in primis, funghi e batteri) di questo vitigno quando posizionato in diversi areali prendendo in considerazione due terrazzi dello stesso appezzamento il più alto si trova a circa 700 m sul livello del mare il più basso si trova a circa 580 metri con le conseguenti microvinificazioni affidate a GRASPO per essere valutate nel corso del tempo.
Nel corso dell’anno sono naturalmente continuati tutti i progetti già in essere in particolare quello con l’Università della Tuscia con la supervisione del Prof. Rosario Muleo su alcuni vitigni scoperti da GRASPO.
Si tratta in particolare di cinque vitigni di cui tre in attesa della autorizzazione alla coltivazione come Brepona, Quaiara e Liseiret, e due che devono iniziare il percorso del riconoscimento Ministeriale come Denela e Pomella.




