Vania D’Alessio
Per loro ho due ruoli da una parte gestisco un master in export management dove in pratica veicolo delle figure delle persone che vogliono fare export ma non sanno in realtà come si fa, cerco di capire se loro sono adatte, se hanno una mentalità pronta, se possono fare questo lavoro difficilissimo e poi le veicolo ovviamente in quella che è l’academy che comunque io gestisco anche e poi con un B2B ovviamente. Porto le cantine che sono pronte, che hanno la cognizione di fronte a dei buyer che in qualche modo sono strutturati per loro cioè analizzo le aziende e parlo con loro facendo uscire fuori i punti forza e i punti di debolezza e trovando il buyer che per loro è più adatto
Buonasera a spettatori e spettatrice e tutti coloro che ti stanno guardando. Io sono Susanna Basile e queste appunti di vini che nasce per mettere in contatto tutti coloro che si occupano di vino, di olio, di birra, di eccellenze, produttori, esperti del settore, stakeholders, associazione di categoria. Presentiamo il nostro ospite di questa sera che è Vania D’Alessio.
Buonasera. Buonasera che abbiamo conosciuto durante una gita scolastica perché noi siamo delle ragazze diciamo del vino, non le donne del vino, ma le ragazze del vino. L’abbiamo conosciuta nelle Marche, giusto? E poi siccome la famiglia del vino è grande, chi non ci sta non lo può capire, si siamo riviste casualmente, così e così si può dire, al Festival di Merano, no? Anche se niente capita per caso.
Ah, certo. Una sera anche perché tu eri lì tutti i giorni, scusa se ti interrompo, mentre io ero l’unico giorno che c’ero, quella sera c’era la famosa cena dell’Abruzzo che noi dicevamo andiamo alla cena dell’Abruzzo e chi ti trova all’Hotel Terme di Merano? Perché io sono una vera abruzzese di OCG, neanche di OCG. Quindi c’è io che non sapevo nemmeno che esistesse l’Abruzzo fino a quest’anno, non sapevo che esistessero nemmeno queste marche fino all’anno scorso perché diciamo per i giri che faccio di solito non ci vai, invece le ragazze del vino, ovvero le donne del vino ti ci portano e ci fanno fare questi incontri favolosi.
Infatti tu non l’hai detto ma sei stata anche alla convention quest’anno dell’Abruzzo delle donne del vino e anche lì abbiamo fatto un piccolo passaggio ma poi io ero molto impegnata ovviamente nell’organizzazione e quindi non abbiamo avuto modo di parlare però io ti avevo visto nelle marche, visto lì e poi vabbè a Merano ci siamo incrociate veramente di anima. Ma la cosa bella veramente di anima è che mi è capitato poi di rincontrare tantissime persone che io non ho questa diciamo non ho più conoscenze nell’ambito italiano nel mondo del vino a causa delle donne del vino, mettiamola così, cioè mi è finita in questo modo. Che è nella città di Catania, è assurda questa cosa ma è così.
Cioè sono quelle legame, quella trade union di un filo invisibile e inspiegabile, cioè infatti per me questa io sono orgogliosissima di stare dentro e spero di entrare sempre più in modo attivo e vivo anche proprio nell’organigramma perché è quella cosa che va fatta a capire e va trasferita perché vabbè io penso che le donne abbiano una marcia in più ma è anche poco e quando vogliono qualcosa sanno dove e come arrivarci ma col vino che già da sé unisce poi no le persone, gli animi in un certo modo vino e donne diventano un gruppo veramente esplosivo quindi e poi la parte bella è che non c’è un secondo fine, cioè è un’associazione dove comunque c’è un libero scambio di idee di pensieri, si diventa amiche, cioè si trova delle amiche da una parte ad un’altra dell’Italia, vedi guarda il nostro caso cioè senza le donne del vino io non avrei scoperto che meravigliosa persona sei e tu non avresti incrociato me, quindi poi non so cosa pensi di me però spero bene.
No no no vabbè infatti stavo continuando perché mi è piaciuto molto questo fatto che mi hai mandato un curriculum perché cercavo di capire esattamente che lavoro facessi. Vania D’Alessio, questa è la cosa importante perché quando io lo capisco lo posso spiegare no?
Quindi se poi ti è servito anche per mettere per iscritto determinate cose come per esempio il tuo percorso professionale, l’incrocio tra vino, export e formazione con uno sguardo sempre più orientato verso Brasile e Sud America e questa è stata la parola chiave che a me ha detto ok non ho capito cosa fa però lo fai in un posto bello, diverso e poi prima di cominciare a raccontare che cosa fai ci vuoi raccontare che cos’è lo sfondo che hai dietro che è meraviglioso, meraviglioso è il mio piccolo mondo allora praticamente un Vinitaly di qualche anno fa c’era uno stand di un’azienda che non nomino ma che comunque mi sta molto a cuore e aveva questo stand bellissimo gli ho fatto una foto per fortuna è uscita bene senza particolari luci sai di solito le foto di stand non sono bellissime ed è diventato il mio desk perché allora a parte che mi rappresenta tantissimo perché io da quando sono entrata nel mondo del vino sai quella frase che tu dici “mamma mia ma come non l’ho scoperto prima” perché la mia vita diciamo che può essere divisa in due parti perché io già in tempi non sospetti avevo letto di un corso da sommelier quando penso che pochissimi lo facessero io credo avevo 20 anni ma poi a quel tempo non avevo il budget per farlo e quindi sai quella cosa che rimasta così. Poi io sono nata a settembre e quindi il mese della vendemmia per eccellenza e questa cosa mi è sempre tornata e niente quindi alla fine poi di colpo invece la vita mi ha portato veramente a entrare nel mondo del vino e da lì ho detto wow scorre davvero nelle mie vene meno male che è arrivato e poi è questo e penso sia forse il mio fuoco, il fatto di trasmettere agli altri quello che diciamo il vino ha portato a me, non nel senso di berlo ma nel senso di cultura nel senso di conoscenza, nel senso di consapevolezza e anche nel senso di amicizie o di alleanze perché credo che dietro un bicchiere di vino è una frase forse fatta perché si dice che dietro un bicchiere di vino c’è tanto di più.
Ma in realtà io lo vivo tutti i giorni ti dà possibilità di incontrare persone di conoscere storie produttori territori capire veramente con quanta fatica si riesce a portare un calice e dietro però c’è tutta una filosofia, c’è tutta un’idea tutto un insieme di concezioni e a me questa cosa entusiasma, il fatto che poi ti possa anche portare alla cultura perché io conosco il mio paese anche attraverso il vino che sembra una banalità però ad esempio tu hai detto questo sono venuta in Abruzzo, non conoscevo l’Abruzzo, le Marche non conoscevo le Marche, cioè sembra una cosa semplice ma se tu ci pensi quanto va in profondità e sai quante cose poi attraverso il vino riesci a collegare e te ne riesce ad innamorare e io è questo quello che voglio fare con le persone voglio comunque far scoprire quello che ho scoperto io perché ti dà qualcosa di più.
Sì guarda ti faccio un esempio Catania Pescara non c’è non c’è ogni giorno e allora io che cosa ho fatto? Ho detto ok facciamo un atto volontaristico perché poi fondamentalmente la giornalista all’interno delle donne del vino diventa un supporto volontaristico perché noi nell’iscrizione la paghiamo una tantum ma siamo a disposizione delle donne del vino allora io ho ben pensato di partire un giorno prima di andare via un giorno dopo, perché era l’unica soluzione plausibile e quindi a quel punto poi la delegata dell’Abruzzo mi ha preso degli appuntamenti quindi ho preso anche il treno cioè mi sono fatta delle scorazzate al di là dei tre giorni diciamo canonici delle donne del vino quindi ho avuto modo insomma tutto sommato l’Abruzzo è piccolino rispetto ad altre regioni ho avuto modo di conoscere parti diverse dell’Abruzzo donne del vino diverse dell’Abruzzo, famiglie del vino, ecco perché poi a me quello che mi piace più in questo caso poi entrare nel merito, sono le famiglie del vino chiaramente quando ci sono poi cooperative, come dici tu ci sono situazioni diciamo più miste più associazioni società nazionali internazionali, si perde la famiglia del vino però in alternativa quando ci sono queste situazioni che tu sicuramente hai incontrato la famiglia del vino ti dà questa percezione di casa no?
E’ una cosa bellissima veramente famiglia cioè perché poi in realtà è anche un po’ come io concepisco il mondo del vino nel senso che è una cosa allargata e viscerale che tu o senti o non senti cioè è una cosa che non puoi scegliere infatti così come quando tu scegli di bere un vino o ti approccia ad un produttore è una cosa che ti scatta cioè non a tutti piace lo stesso vino lo stesso produttore e abbiamo l’abbondanza per fortuna no?
In Italia di poter scegliere 420.000 vini
Sì appunto c’è proprio questa abbondanza benefica di poter scegliere e ciascuno poi sceglie quella che è più affine a sé o quella che gli fa scattare dico io la scintilla dentro e poi se hai la volontà anche di curiosare perché poi secondo me devi essere curioso sempre e quindi di capire un po’ di più come anche fai tu no? Tu volutamente hai scelto di andare di venire prima di tornare dopo per capire un po’ di più qualcosa l’Abruzzo in sé ha una storia particolare cioè comunque è sempre stato un conferitore l’Abruzzo è una bella terra e si fanno degli ottimi vini ha delle uve meravigliose e climaticamente abbiamo dei piccoli paradisi e però la mentalità imprenditoriale non è cioè l’Abruzzo non è non nasce imprenditoriale nasce come un territorio di pastorizia cioè comunque la transumanza ci vedeva protagonisti cioè sempre visti protagonisti gli imprenditori del vino sono arrivati dopo e quindi prima era un ottimo vino che poteva essere conferito e utilizzato per tagliare dei vini prestigiosi dico nulla ma questa è stata la storia dell’Abruzzo ci sono tantissime cooperative che resistono ancora cioè queste grandi queste tutte queste famiglie no? Di piccoli contadini che portavano il vino tutte insieme e poi questo vino prendeva altri lì che non erano l’Abruzzo per fortuna adesso invece c’è un altro tipo di mentalità c’è un altro tipo di approccio stanno emergendo tante aziende tutte meravigliose quindi quando vuoi ti faccio fare il tour
Le famiglie che ho scoperto chiaramente essendo donna del vino sia diciamo le mamme e sia le figlie soprattutto quello che mi sono piaciuti tantissimo sono stati i maschi di queste famiglie perché erano assoggettati si dice da noi così erano assoggettati ormai avevano capito che non c’era niente da fare senza dire i nomi mi ricordo di un genitore che aveva tre figlie dice che speranze possa avere infatti me ne sto andando in pensione loro tre si gestiscono la cosa e quindi io poi chiaramente abbiamo intervistato lui le figlie no?
Poi non è vero perché lui è una persona meravigliosa che comunque si prodiga in tutto e per ciascuno penso sia lo stesso perché comunque la casistica non è vero sa e quindi alla fine lui è una persona meravigliosa e anzi è un pilastro cioè nonostante ha avuto la bravura e la lungimiranza di dare alle sue figlie spazi differenti invece lui comunque è il perno e comunque anche la forza perché dai poi noi donne possiamo fare tutto però in vigna anche cioè in vigna ci vuole forza ci vuole potenza e quindi ci servono prima.
Poi abbiamo conosciuto l’Abbazia per esempio su questo possiamo dire e lì lei mi ha dato l’idea di quello che si può fare per quanto riguarda il discorso del vino cultura cioè noi parliamo di vino cultura e ci siamo fatti un’idea del territorio delle eccellenze e degli abbinamenti però quando ti trovi di fronte ad un’abbazia la cultura è un livello che si eleva così alto. L’idea di quello che significa vino e abbazia quindi ora quando siamo stati a Merano io ho intervistato anche lì un’altra abbazia quindi ho aperto diciamo questo discorso ecco quando tu dici apri, apre io mi sento molto vicino a te su un certo tipo di lavoro no perché nell’ambito appunto della comunicazione degli scambi non occupandomi chiaramente nella parte imprenditoriale del vino però siccome ho la stessa curiosità ed è la stessa curiosità che ci animano anche a fare questa trasmissione fondamentalmente è quello che ti attiva nel conoscere le persone no? Allora se tu vai da una persona e dici ciao ti voglio conoscere quella ti guarda con sospetto io mi occupo del vino tu ti occupi del vino parliamo la follia è mitigata quindi io sono così e senza bere figurati quando bevo io pure fino adesso ancora all’orario come diceva qualcuno sono già le dodici da qualche parte nel mondo pure sono le sei diceva non è presto ma l’importanza qualche altra parte del mondo è l’orario bella questa filosofia questo è stato un film di quelli americani diceva è presto per bere da qualche parte del mondo sono le sei, quindi scherzi a parte davvero di vino penso che se ne possa parlare in eterno cioè io infatti poi da come hai capito sono abbastanza loquace mi piace il cambio vivace ma non vorrei che però del vino se ne parli troppo come di sesso in Italia e poi non si fa mentre almeno noi quantomeno ce lo beviamo lo posso dire sono autorizzata perché sono psicologa e sessuologa clinica, a proposito di questo ci piacerebbe sapere proprio perché nell’ incipit che mi hai dato quali sono i tuoi rapporti con l’extra Europa come è iniziato e come è andata con questo discorso allora io capisco che tu hai voluto il mio curriculum, uno si dice devi essere bravissimo devi essere eccellente in una cosa affinché poi ti scelgano ti vedano o tu sei riconoscibile quindi io facendo più cose innamorandomi di più cose ho sempre detto cavoli ma io che ruolo ho? Chi sono? Cosa faccio? Cosa devo fare? Qual è la mia missione? Anche se chiedo alla mia figlia che lavoro ho fatto mamma lei dice guarda questo è il numero parlaci perché io non l’ho capito ma questo perché poi io vado a fondo e collego i pezzi cioè tendenzialmente ho scoperto di essere multitasking e cosa che prima a me mi creava un problema adesso lo vedo un vantaggio. Perché io cosa faccio?
Io collego i pezzi anche con l’export io lavoro con delle aziende, per loro ho due ruoli da una parte gestisco un master in export management dove in pratica veicolo delle figure delle persone che vogliono fare export ma non sanno in realtà neanche come si fa cerco di capire se loro sono adatte se hanno una mentalità pronta se possono fare questo lavoro difficilissimo e poi le veicolo ovviamente in quella che è l’academy che comunque io gestisco anche e poi con un B2B ovviamente io porto le cantine sempre che sono pronte sempre che hanno cognizione di fronte a dei buyer che in qualche modo sono strutturati per loro cioè io prendo le aziende le analizzo e parlo con loro faccio uscire fuori i punti forza, i punti di debolezza e trovo il buyer che per loro è più adatto in questo determinato momento storico recentemente poi mi sono avvicinata anche al Brasile e all’America Latina perché ho conosciuto e conoscevo una persona che per me è diventata anche un punto di riferimento una professionista veramente affermata bravissima e che è un’amica oltre che ovviamente, non dico datore di lavoro perché in realtà siamo comunque alla pari che mi ha proiettata in questa realtà e lì ho sentito una cosa viscerale cioè sai poi Susanna o le senti o non le senti ho detto cavolo io ho qualche legame vediamo e quindi la voglia la curiosità è la voglia di approcciarmi a questo mondo. Perché poi alla fine il Brasile è fatto di 26 stati indipendenti quindi è come se fosse un micromondo in un unico in un unico spazio e quindi ho detto ok conosciamolo perché ci sono tante possibilità, ma non per tutti e quindi mi sono buttata in questa avventura e sto studiando lo spagnolo perché giustamente poi devi anche rapportarti no anche linguisticamente e quindi è una delle mille cose che faccio. Ma come sono perché sono curiosa cioè come dici tu è un continente è un continente ma sono 26 piccoli universi che comunque si collegano se parliamo solo di Brasile.
Ma stiamo parlando di Brasile cioè come sono che tipo diciamo di approccio hai, parliamo stiamo parlando di produttori oppure sì allora diciamo che io produttori brasiliani non ancora li conosco però recentemente proprio al Merano in pratica ci sono state premiate diverse aziende brasiliane con delle unicità e con delle particolarità perché come sai a Merano vanno solo le eccellenze e quindi ho imparato pian pianino a conoscere anche quello il mio approccio era un approccio più di portare le cantine italiane in Brasile e con i brasiliani di rimando è impossibile anche non conoscere il vino brasiliano e quindi per me adesso è tutto un mondo da scoprire come sono guardati posso dire solamente questo che è una delle aziende che è stata premiata al Merano che a me ha fatto venire le scintille non ti faccio nome ma tanto è un’areale e sono diverse cantine in questa areale che poi si scoprirà molto facilmente in pratica loro fanno la vendemmia al contrario cioè dato che in Brasile fa talmente tanto caldo la vendemmia in estate è quasi impossibile invece in inverno questa cosa accade quindi loro fanno la potatura nella stagione esattamente al contrario della nostra e questo fa sì che loro hanno il vino d’inverno e quindi cioè tendenzialmente le temperature sono quelle giuste affinché la maturazione arrivi al punto tale i gradi zuccherini ovviamente come tu sai devono essere comunque regolati e controllati anche dalla temperatura e quando il momento giusto, si fa la vendemmia ma loro anziché noi la facciamo comunque in estate o inizio l’autunno loro la fanno in inverno perché la potatura la fanno nella loro estate.
Io devo farti una domanda però c’è in questo momento da loro è estate perché al contrario da noi giusto quindi in realtà ora quindi e quindi poi coincide con la nostra estate il loro inverno o no?
Orientativamente sì vabbè adesso poi con le stagioni non si capisce non si capisce però tra le altitudini e climaticamente accade questo cioè che loro fanno la potatura quando in teoria i germogli in teoria si soffrirebbero e quindi li potano. Anche perché loro in realtà non hanno forse in Brasile tranne in alcune in alcune zone non lo so io mi sto ricordando in realtà hanno una temperatura abbastanza diciamo regolare ecco mite per questo. Sì comunque è molto caldo tendenzialmente molto caldo poi ovviamente ti ripeto parliamo di tanti e di una cosa molto estesa per cui non si può generalizzare così cioè assolutamente però anche lì la cosa meravigliosa di questo popolo è che loro sono attentissimi alle nostre storie sono attentissimi alla cultura.
Di un produttore ad esempio italiano loro vogliono sapere tutto a differenza di noi italiani che quando beviamo pensiamo solo al vino e magari non ci preoccupiamo mai di che cosa ha fatto come l’azienda cioè solo recentemente sta nascendo questo tipo di curiosità legata alla curiosità culturale noi per abitudine, il nostro vino è sempre stato su sulle tavole e non ci siamo mai preoccupati di da dove venisse o perché il produttore l’ha fatto così cioè penso che sia normale questa cosa. Invece lì studiano vogliono capire vogliono conoscere sono innamorati delle storie del produttore, della storia dell’azienda, della storia della cantina e dato che ci sono delle sacche di ricchezza e possono permettersi cioè i ricchi possono permettersi dei vini anche di un certo prezzo e datti trasporti e quant’altro i vini arrivano anche molto costosi cioè anche i vini non costosi diventano costosi e loro giustamente lo bevono tutto non è che bevono solo il vino bevono la cottura bevono il produttore bevono il territorio vogliono scoprire e capire tutto quindi ci sono degli altri standard si deve essere estremamente preparati per andare in Brasile e si deve essere incanalati anche in quel tipo di mentalità e poi hanno uno sviluppo tecnologico molto superiore rispetto al nostro e quindi questo fa sì che alcuni gap Italia e Brasile devono essere colmati infatti una delle cose che faccio io è anche cercare di far capire alle aziende di parlare nel linguaggio del fruitore brasiliano cosa che per noi è impossibile a volte non sappiamo neanche noi aziende raccontare le nostre figuriamoci infatti poco fa hai detto una cosa molto interessante su cui mi sono soffermata cioè io cerco di capire quali possono essere adatte le aziende che possono commercializzare il loro vino in Brasile cioè quindi in questo senso è un po’ come nel mio piccolo e come faccio io quando conosco i vari produttori e capisco quelli che posso intervistare quelli che invece non posso intervistare c’è una cosa abbastanza banale allora però allora tendenzialmente chi produce vino lo fa anche perché deve venderlo no e quindi chiunque la prima domanda vuoi fare export si certo e poi quando cominci a scavare e a capire tutta una serie di diciamo di dinamiche e aziendali ti rendi conto che non c’è la maturità giusta per poter affrontare quella cosa ma perché è complicato perché è difficile perché forse vabbè io in realtà spesso mi rapporto alle aziende medio piccole quindi non ai grandi big perché quelli ovviamente sono strutturati sono pronti e quindi parliamo di altro però la maggior parte delle aziende italiane sono su una fascia media e ci sono penso che ci sono ancora aziende che non hanno nemmeno il sito cioè a me è capitato cioè guarda che hai capito cioè quindi ecco perché ti dico allora se tu non hai il sito tradotto neanche in inglese no non ce l’hai proprio come puoi pensare di fare export dove quella è la prima vetrina ecco perché dico non sono pronte mentalmente ma perché giustamente il produttore è focalizzato sul suo vino sul far uscire un prodotto fantastico sul e quindi è quello il suo il suo il suo centro no far sì che il suo vino è meraviglioso poi una frase che dicono tutti che credo sia vera ma così è il mio vino è il migliore di tutti ok quindi tutti i vini sono i migliori di tutti e quindi spesso è anche un linguaggio in cui noi che noi dobbiamo veicolare no ok il tuo vino è buono ma perché e quando io ti dico scusami ma qual è l’unicità della tua azienda tanti ne stanno così è mio nonno siamo la terza generazione adesso l’ha ripreso il mio figlio tradizione e innovazione se tu leggi tutti i siti delle aziende e quindi sono tutte identiche sì guarda c’è Vincenzo Russo che è professore del LUIS che si occupa di neuroscienze quindi anche di vino fa dei corsi spettacolari è un siciliano ci racconta ogni volta quando l’intervista delle etichette le famose etichette dove c’è scritto vino biologico vino naturale vino cioè appunto tradizione e innovazione non ci raccontano mai esattamente di che cosa stiamo parlando di che vigneto è quando è stato prodotto di quantità di il sapore e l’abbinamento cioè tre cose ci devono stare là descritte nell’etichetta tutto il resto è niente è come si dice una cosa che io faccio sempre cioè io cerco di studiare poi tutto non si può fare tutto non si può approfondire però io cerco di fare cioè lavoro sulla pnl lavoro sul coaching cioè cerco anche di interpretare sono una persona abbastanza intuitiva ma comunque delle competenze vanno prese io ho fatto dei corsi di marketing di social media manager cioè proprio per cercare di abbracciare la realtà e poi di sviscerarla pezzo per pezzo a seconda di quello che serve per l’azienda perché non tutte le aziende sono uguali no? Ora ti faccio delle domande più diciamo di conoscenza che differenza c’è tra le giovani generazioni e quelle diciamo più i boomer perché sono i genitori e poi che differenze ci sono tra nord e sud dell’Italia insomma come si comportano ecco in generale quindi queste sono le due domande.
Allora dunque nonostante sembrano facili non lo sono perché poi alla fine io sono abituata ad analizzare la singola realtà e non la reale e quindi in ogni azienda cerco sempre di capire qual è il punto di unicità qual è la differenza qual è il vino che potenzialmente può essere appetibile per un mercato no? Allora in linea di massima dunque ci sono adesso tanti giovani che apportano tecnologie intelligenza artificiale, culture differenti, proprio modo di coltivare, modo di intervenire in vigna che sicuramente dà un approccio differente rispetto alla generazione vecchia, ok? Generazioni vecchie spesso fanno fatica a lasciare lo scettro e questo penso che sia un grande problema perché laddove incontri quell’azienda dove il padre intelligentemente dice io ti ho dato il mio ho fatto il mio adesso ti accompagno e tu mettici del tuo lì vedi che c’è lo sprint oggi non si può più comunicare il vino come prima cioè lo devi fare buono non come prima ma più di prima perché le aziende ne sono tante e quindi devi farlo buono come più di prima ma devi differenziarti e devi metterci un guizzo differente e questo te lo dà la nuova generazione.




