Il Premio “Polýtropos” dell’Archeoclub Catania a Fulvia Toscano, direttrice artistica di Naxoslegge
Non tutte le cerimonie sono soltanto momenti celebrativi. Alcune diventano luoghi di riflessione sul senso stesso del fare cultura.
In questa prospettiva si colloca il Premio Polýtropos conferito dall’Archeoclub Catania a Fulvia Toscano, Direttrice artistica di “Naxoslegge – Festival delle narrazioni, della lettura e del libro” durante una serata che ha assunto il valore di un riconoscimento non solo personale, ma culturale e civile.
Dopo i saluti della presidente dell’Archeoclub Catania, Giusi Liuzzo – da oltre quarant’anni protagonista della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale, lei stessa recentemente premiata come socia onoraria dalla sede centrale dell’Archeoclub Italia per il suo impegno ultra quarantennale – la vicepresidente Dora Marchese ha introdotto il senso del riconoscimento, leggendo le motivazioni del Premio.
Il termine Polýtropos, epiteto che Omero assegna ad Odisseo, non indica semplicemente il «multiforme ingegno» dell’eroe greco, ma una postura intellettuale: la capacità di attraversare la complessità, di trasformare l’esperienza in progetto e di orientare il sapere verso una finalità condivisa. A Fulvia Toscano questo appellativo calza pienamente, per oltre quindici anni di militanza culturale lucida e coerente, condotta con rigore intellettuale e senso civile. Una pratica del fare cultura intesa come servizio pubblico, costruzione di comunità e responsabilità verso il presente e il futuro.
Ideatrice e direttrice artistica di Naxoslegge, Fulvia Toscano ha dato vita a un progetto che ha progressivamente assunto la fisionomia di un laboratorio culturale capace di tenere insieme classico e contemporaneo, ricerca e divulgazione, letteratura, arti e pensiero critico, creando una rete riconosciuta a livello nazionale (come ad es. Extra-moenia Rassegna di cultura classica; Nostos, Vox populi, Comunicare l’antico ed altri in collaborazione anche con il FAI, Archeoclub, il Parco archeologico di Naxos-Taormina).
Tra questi, significativa è la progettualità che si è sviluppata attorno a “La Sicilia delle donne”, esempio emblematico di progettazione culturale dal basso, capace di coniugare ricerca, divulgazione e istanze civili, evolutosi in “L’Italia delle donne” e giunto all’attenzione del Ministero della Cultura, a conferma di un lavoro riconosciuto per valore scientifico, impatto culturale e visione strategica. Al progetto ha preso parte anche l’Archeoclub Catania, promuovendo il recupero storico della figura della scrittrice Adelaide Bernardini (1872-1944), a lungo rimasta ai margini della memoria culturale e “riemersa” grazie agli studi di Dora Marchese che ne ha ricostruito la vita, l’opera e il profilo critico. In questa direzione, l’Archeoclub Catania ha realizzato la prima targa interattiva dedicata alla scrittrice, posta a Catania, in Corso Italia, nel villino in cui Bernardini visse insieme al marito Luigi Capuana: un gesto simbolico e insieme rilevante, espressione di una concreta sensibilità di genere e di un importante lavoro di recupero storico. Un percorso che ha coinvolto anche gli studenti della scuola De Roberto di Catania, trasformando la memoria culturale in esperienza formativa e partecipata.
Durante la cerimonia del premio sono intervenute Marinella Fiume, scrittrice, ricercatrice e saggista, Mariada Pansera, Presidente dell’Archeoclub di Augusta, la scultrice Stefania Pennacchio e la digital creator Sakiko Kemi, che hanno contribuito a restituire la dimensione relazionale e operativa di Naxoslegge: non un itinerario individuale, ma una costruzione corale, fondata su cooperazione, responsabilità condivisa e su una idea esigente della cultura come luogo di confronto e di crescita.
Nell’intervento conclusivo di Fulvia Toscano, è emersa con chiarezza la cifra più autentica del suo percorso: la consapevolezza che ogni progetto culturale è, prima di tutto, un gesto collettivo e un atto di fiducia nel valore trasformativo del sapere. «Dedico questo premio alla mia meravigliosa città, Giardini Naxos, che amo e da cui mi sento amata», ha affermato Toscano, dopo aver ricordato il lungo cammino di Naxoslegge e la rete di persone che ne hanno reso possibile la costruzione.
Il brindisi finale con il numeroso pubblico, offerto dalle Tenute Nicosia, ha chiuso una serata che ha saputo trasformare un riconoscimento in un momento di consapevolezza culturale. Non una semplice celebrazione, dunque, ma la riaffermazione di una idea di cultura come responsabilità civile, relazione e progetto; una pratica capace, ancora oggi, di generare comunità e futuro.


