• Attualità
  • LifeStyle
  • Arte
    • Arti visive
    • Musicologia
  • Psicologia
  • Mente, corpo e spirito
  • Cultura
    • Mysteria
    • La Boa di Plutarco
  • Food Style
    • Sapori e Saperi
    • La Ricetta
  • Idee
    • Hi Tech
21 °c
Catania
  • Login
Le Culture
Nessun evento
  • Attualità
  • LifeStyle
  • Arte
    • Arti visive
    • Musicologia
  • Psicologia
  • Mente, corpo e spirito
  • Cultura
    • Mysteria
    • La Boa di Plutarco
  • Food Style
    • Sapori e Saperi
    • La Ricetta
  • Idee
    • Hi Tech
No Risultati
Vedi tutti i risultati
Le Culture
  • Attualità
  • LifeStyle
  • Arte
    • Arti visive
    • Musicologia
  • Psicologia
  • Mente, corpo e spirito
  • Cultura
    • Mysteria
    • La Boa di Plutarco
  • Food Style
    • Sapori e Saperi
    • La Ricetta
  • Idee
    • Hi Tech
No Risultati
Vedi tutti i risultati
Le Culture
No Risultati
Vedi tutti i risultati
Home Cultura Mysteria

Ztim Ztum Bang: prof. Luca Siniscalco la magia sensuale di Evola in “Metafisica del sesso”

Qui, cioè Evola, approfondisce il lato più operativo della trattazione dell'eros, che è il cuore pulsante di Metafisica del sesso, andando a prendere in considerazione tutta una serie di tradizioni di carattere iniziatico e magico, in cui, non soltanto come è stato trattato nei capitoli precedenti, la sfera dell'eros viene tematizzata su un piano metafisico o sul piano del simbolismo archetipico, ma viene concretamente praticata all'interno di rituali specifici in cui il sesso viene integrato nelle pratiche di carattere sacro di queste tradizioni

Susanna Basile di Susanna Basile
Dicembre 6, 2025
in Mysteria
Tempo di lettura: 17 minuti
A A
0

Ztim Ztum Bang: prof. Luca Siniscalco la magia sensuale di Evola in “Metafisica del sesso”

Prof. Luca Siniscalco: siamo giunti all’ultimo capitolo, il sesto, che ha per oggetto di trattazione il tema della sessualità, dell’eros, nel dominio delle iniziazioni della magia. Qui, cioè Evola, approfondisce il lato più operativo della trattazione dell’eros, che è il cuore pulsante di Metafisica del sesso, andando a prendere in considerazione tutta una serie di tradizioni di carattere iniziatico e magico, in cui, non soltanto come è stato trattato nei capitoli precedenti, la sfera dell’eros viene tematizzata su un piano metafisico o sul piano del simbolismo archetipico, ma viene concretamente praticata all’interno di rituali specifici in cui il sesso viene integrato nelle pratiche di carattere sacro di queste tradizioni. A tal proposito ritengo importante, in via preliminare, prima di illustrare le principali tradizioni cui Evola si occupa, brevemente spiegare, per chi non fosse avvezzo al linguaggio evoliano, che cosa Evola intenda con iniziazione magia, dato che questi due termini in verità non sono in questo capitolo introdotti in maniera specifica dallo stesso Evola.

 

Ora, per magia possiamo intendere, in termini piuttosto generali, quelle dottrine e pratiche esoteriche volte a trasfigurare tramite riti e tecniche la realtà al contempo esteriore-interiore, secondo volontà. Il sistema magico che in Evola appresa sin dalla giovane età, pensiamo al ruolo della magia già nel sistema filosofico idealista evoliano, nei saggi sull’idealismo magico, espressione che Evola riprende da Novalis ma carica ulteriormente di significato esoterico, e poi all’esperienza propriamente magica del gruppo di Ur, sodalizio istituito insieme a Reghini, rappresenta una sfera fondamentale dell’interesse evoliano per l’esoterismo, l’aspetto appunto più operativo. La magia, come quella capacità dell’Io cosciente di trasformare se stesso operando sulla materia, nella misura in cui, da un punto di vista realmente esoterico, la materia è spirito e viceversa, lo spirito ha una dimensione concreta, di concretezza metafisica.

 

Per quanto riguarda invece l’iniziazione, questo è un tema che Evola tratta spesso in relazione al magistero del tradizionalista francese René Guénon, e si intende quel tipo di ritualità che fa cominciare al praticante di una via esoterica magica o tradizionale il proprio percorso. In una intervista, una delle ultime interviste rilasciate da Evola in vita nel dicembre del 73, intervista rilasciata Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco, Evola specifica che iniziazione, cito, vuol dire cominciare, iniziare qualcosa o iniziare qualcuno a qualcosa, e spiega come a suo avviso vi siano due possibilità fondamentali rispetto all’iniziazione. Da un lato un’apertura ad un piano diverso dalla coscienza puramente umana e individuale, che viene condotta solitamente attraverso l’insegnamento di un maestro all’interno di una catena tradizionale, quindi in un contesto di, per così dire, ortodossia esoterica.

 

Questa è un’iniziazione reale che richiede la trascendenza da parte dell’individuo e di se stesso attraverso l’inserimento in una tradizione. Ma Evola pare ammettere anche di forme di iniziazione al di fuori di questa catena, che definisce come iniziazione allo stato selvaggio, e che ad esempio riferisce, in altre sue riflessioni, all’amico Guido de Giorgio, sarebbero delle iniziazioni che si realizzano in casi eccezionali in individui straordinari, per così dire in forma spontanea, quando un’esperienza radicale dell’esistenza porta in sé un’apertura a orizzonti spirituali nuovi. Ecco dunque che quando Evola parla del sesso nel dominio delle iniziazioni della magia intende riferirsi a come pratiche che mettono in campo l’utilizzo concreto del sesso, quindi di rapporti sessuali, poi vedremo in che senso, possono rivestire un ruolo importante all’interno della crescita spirituale dell’individuo sia nel contesto, in contesti plurali iniziatici, sia in contesti magici.

 

Ecco questo è un po’ direi l’orizzonte teorico che caratterizza l’intero capito, quindi il lato più forse operativo della metafisica del sesso in cui, e questo anche è importante precisarlo come abbiamo detto più volte, Eros è trattato sempre al di fuori di qualsiasi criterio valutativo di tipo morale, moralistico soprattutto, come una forma di energia cosmogonica che pulsa da forma, da ritmo alla realtà e di cui il mago o l’iniziato devono imparare a servirsi attraverso tecniche specifiche che in alcuni casi, come vedremo, prevedono forme anche di ascesi, di castità, quindi di trattenimento, per così dire, dell’energia sessuale e in altri casi invece forme di esercizio, di liberazione e di pratica attiva della stessa. Questo è molto importante appunto per inquadrare da un punto di vista teorico e metodologico le riflessioni di Evola. Proprio nella prima pagina del capitolo 6 c’è un paragrafo in cui Evola specifica il tema che stavo indicando, spiega infatti in relazione al tema della castità come questo precetto non debba essere inteso in senso esoterico in termini moralistici, non si tratta di evitare un peccato, per usare il linguaggio monoteistico che qui Evola contesta, ma piuttosto nel riconoscere la forza del sesso che, cito, è la radice stessa dell’individuo vivente e si illude chi crede di poterla realmente sopprimere.

 

L’alternativa che si pone di fronte alla forza del sesso è questa, affermarla o trasformarla. Quando non si sia in grado di operare la trasmutazione, dal punto di vista spirituale la repressione è sconsigliabile. Essa può condurre a contrasti interni paralizzanti, a dissipazioni di energia, a pericolose trasposizioni.

 

La seconda possibilità invece è la trasmutazione e ciò a cui si riferisce il precetto ascetico-iniziatico della castità e della continenza. Qui non si tratta di escludere l’energia del sesso ma di rinunciare all’uso e alla dissipazione di essa nelle ordinarie relazioni carnali e procreative. Il suo potenziale va conservato e applicato su un piano diverso.

 

Sul discorso è fondamentale, la spiego da un punto di vista psicologico, il discorso di continenza e astinenza. Astinenza, di come parla Evola, la psicanalisi ha affrontato non solo la psicanalisi nel senso più stretto del termine, ma la psicologia in generale, ma anche San Paolo a proposito dell’astinenza, affrontò con quella famosa frase che viene estrapolata, meglio che vi sposate piuttosto che ardere. Da questo punto di vista è una spiegazione del cristianesimo primitivo, dove la differenza tra continenza e astinenza è fondamentale, perché astenersi significa comprimere l’energia sessuale e fa sì che l’essere umano diventi nefrotico, tanto per l’uomo quanto per la donna, a prescindere dal discorso del seme.

 

Mentre la continenza, che era l’encrateia di cui parla anche Foucault nel suo famoso e saggio sul sesso, è tutt’altra cosa, che come noi l’abbiamo visto in maniera diciamo laterale, perché poi lui lo esprimerà sicuramente nel testo della Yoga della Potenza, è ben altra cosa, perché la continenza è quella dell’utilizzo, come vedremo poi magari in dettaglio, dell’energia della forza del seme che ascende, che sublima, che risale la colonna vertebrale e che fuoriesce energeticamente dalla parte del cranio, da questo punto di vista sopra. Quindi quello che volevo puntualizzare subito è la differenza tra astinenza e continenza, che è quello di cui stai parlando fondamentalmente. Grazie per il contributo, perché mi sembra una traduzione molto efficace del discorso vogliano in termini forse più di carattere psicologico, ma è proprio questo il discorso che Evo la propone.

 

Il punto fondamentale è il riconoscimento della forza metafisica e cosmogonica dell’eros e quindi la necessità da parte dell’uomo di istituire un rapporto costruttivo di carattere trasfigurativo con esso, quindi o un’affermazione dice Evola della sessualità in maniera attiva, diretta, o una sua trasformazione che non si basi però su forme di repressione che altrimenti creano, questo lo riconosce anche Evola che pure non era particolarmente conciliante con alcuni discorsi psicanalitici, nevrosi e problemi di carattere psicologico. Quindi emerge in questo capitolo un’altra possibile declinazione della metafisica del sesso, non più soltanto il riconoscimento della funzione esoterico-spirituale di eros da un punto di vista potremmo dire fenomenologico, descrittivo in termini di comprensione metafisica, ma una sua concreta funzione operativa secondo varie tradizioni religiose. Ed ecco che in tutte le sezioni successive di questo sesto capitolo Evola declina il riconoscimento di questa funzione energetica del sesso all’interno di diverse tradizioni.

 

Ora la prima che viene trattata è il cosiddetto kundalini yoga che viene associato da Evola nel capitolo in cui ne parla ad alcune pratiche del taoismo cinese. Sullo yoga e il tantrismo Evola tornerà fra l’altro in un’altra sezione di questo stesso capitolo per approfondire il lato più propriamente di via della mano sinistra di questa pratica, mentre nella prima sezione parla più in generale di kundalini yoga spiegandone le basi fondamentali e chiarendo il fatto che in realtà nel tantrismo il dominio dello yoga, che è quello principale legato alle tecniche respiratorie e alla meditazione, viene distinto dalle pratiche sessuali più estreme, radicali e riservate a pochi, che sono del tutto coerenti con la struttura generale dello yoga e di questa via, ma non sono appannaggio di tutti. Qui Evola lancia evidentemente una stoccata contro un certo riduzionismo tipicamente occidentale del tantrismo alla pura sfera della pratica sessuale, quando invece questa è un’arte complessa e sottile riservata a chi è particolarmente progredito in questa disciplina.

 

Allo yoga Evola ha già dedicato, quando esce Metafisica del Sesso, due testi di fondamentale importanza, L’Uomo come Potenza del 1926, in cui Evola, che è molto giovane, siamo appunto negli anni venti, compendia le sue prime ricerche esoteriche, trattandole con un linguaggio vigoroso dai tratti ancora nietzschiani, avanguardisti, molto radicali, in cui parla di questa via filosofica di carattere shivaico, ma anche dionisiaco, in cui l’uomo può conseguire la potenza, e poi nel più raffinato da un punto di vista storico-religioso, frutto di altri vent’anni di ricerche, Lo Yoga della Potenza del 1949, in cui Evola si pone invece più nei panni di storico delle religioni, con un po’ di perdita di quel lirismo, di quel pathos così affascinante del testo degli anni venti, ma con maggiore rigore filologico e accademico, e approfondisce in maniera esaustiva proprio la scuola dello yoga tantrico. Quello che emerge in questo capitolo, in sintesi, è la centralità tanto nello yoga quanto nel taoismo del riconoscimento della forza degli eros come dominio energetico, della possibilità di elaborare sulla base della polarità sessuale fra maschile e femminile, attivo e passivo, delle tecniche legate anche alla respirazione, che permettono di reintegrare questi poli energetici e quindi far progredire l’uomo. La polarità è legata alle divinità Shiva e Shakti, che rappresentano il polo maschile femminile, nel taoismo vengono legate a celebri Yin e Yang, che pure rappresentano il principio femminile, lo Yin e quello maschile, lo Yang.

 

Quindi dicevamo Shiva Shakti, Yin e Yang. Ecco, per sostare un attimo nella metafora, cioè più che metafora, nella struttura concettuale del taoismo cinese, io ve la spiego come la condizione dell’uomo ordinario sia quella di un essere nel quale vi è una sorta di perdita del centro, per usare un’espressione che è anche fra l’altro il titolo di un bel libro di Hans Sedlmayr, in cui il principio femminile Yin ha soggettato il principio maschile Yang, costringendolo a orientarsi verso l’esterno. Questa direzione verso l’esterno deve essere dunque controbilanciata, combattuta, per una reintegrazione in cui invece l’energia possa essere fatta ripiegare su se stessa e si riesca, e vi la cito proprio un’espressione taoista, a far circolare o cristallizzare la luce.

 

Le pratiche che permettono questo tipo di realizzazione partono dalla dimensione pneumatica, respiratoria, proprio come il pranayama all’interno dello yoga tantrico, ma poi, come in realtà Evola spiegherà meglio in un capitolo successivo, quindi seguendo l’ordine dei capitoli ci arriveremo anche noi successivamente, hanno anche una sfumatura e un’applicazione di tipo sessuale. Quello che poi è interessante menzionare è il fatto che Evola sostenga che l’energia della sessualità può essere sempre convertita nelle sue varie forme in energia spirituale perché spiega, e qui lo cito, il padroneggiamento di ogni impulso, anche di un impulso semplicemente fisico, avente una certa intensità, libera una più alta e sottile energia. Quindi, secondo Evola, c’è proprio una meccanica di tipo sessuale che, parlando del mondo indiano, e in particolare citando quest’autore moderno Shivananda Sarasvati, può essere concettualizzata attraverso il termine Ojas, che significa, spiega Evola, energia spirituale, nel quale l’energia fisica, che è un’energia dinamica, può essere appunto trasmutata.

 

Evola parla della possibilità che la dimensione della Shakti, quindi della materia connessa al principio dell’illusorietà, del femminile, sempre in senso archetipico ovviamente, possa essere convertita, trasfigurata, nell’Ojas, che così diventa Ojas Shakti, cioè questa unità, per così dire, in cui materia e spirito sono insieme. Proseguendo nella trattazione, non so se volevi aggiungere qualcosa. No, vabbè, quello che mi interessava era che gli Ojas, come abbiamo detto un po’ prima, non avevo mai sentito.

 

Così come invece lui poi parla di altre forze, no? Di altre forze, chiamiamole forze, io secondo me, entità, che era appunto la Viriya, la parte anche quell’altra del fuoco, no? Dell’Ojas, che erano più conosciute, mentre l’Ojas, come dicevamo, è abbastanza rara da ritrovare, per questo era interessante. Evola qui la distingue, come giustamente dicevi, dalla Viriya, spiega che Ojas significa più tecnicamente una forza sottile che può essere prodotta dal sesso, ma non solo, che riguarda in generale il controllo e la trasfigurazione degli impulsi elementari dell’uomo. Mentre Viriya, secondo Evola, nella sua lettura dei testi indiani, intende più specificamente la viriltà spirituale, non tanto con riferimento al maschio concreto, ma proprio come controllo, in questo senso sempre archetipico maschile, dominio dell’energia sessuale.

 

In particolare, nei testi indiani, la Viriya è messa in relazione col seme maschile, tanto che nella terminologia della mistica hindu spiega Evola, il termine può riferirsi talvolta anche proprio al seme in sé, e ci si riferisce in questo caso alla capacità, attraverso appunto il dominio e il controllo di questa secrezione maschile, di sfruttare poi questa energia, anche diciamo muovendola in modo non spontaneo, per così dire, innaturale, come poi vedremo quando Evola ne parla esplicitamente nel capitolo sull’utilizzo del sesso nel tantrismo, che troviamo più avanti. La Viriya è proprio la facoltà che permette all’uomo di contenere e ritenere il seme e di spostarlo nei canali sottili per favorire i processi di illuminazione. Quindi andiamo nel paragrafo successivo, le tecniche di trasmutazione endogena nel Kundalini Yoga e nel Taoismo.

 

Scusa, faccio una parola scherzosa, come per dire, qua arriviamo veramente? Cominciamo a fare? Questa è la parte che abbiamo visto prima, che dicevo appunto dello Yoga e del Taoismo. Adesso volevo brevemente introdurre il capitolo successivo che è sul sesso nella Kabbalah, nei Misteri Eleusini. Ancora sempre tematiche estremamente complesse che qui ci limitiamo evidentemente a sintetizzare e accennare nella visione Evoliana.

 

Qui Evola parla di questi due temi che non mi pare trovino un’associazione né da un punto di vista storico-culturale né tematico. Probabilmente ha scelto di parlarne nello stesso capitolo per ragioni più editoriali. In primo luogo parla del ruolo del sesso nell’esoterismo ebraico.

 

Questo è molto interessante perché è nota la generica avversione moralistica del monoteismo ebraico nei confronti di una sessualità compiuta in ambito extra-morale. Tuttavia Evola nota, facendo riferimento a una serie di testi e di saggi di grande interesse, come nell’ambito dell’esoterismo ebraico, particolare all’interno della cosiddetta Kabbalah, influenzata dalla dottrina chassidica, che siano delle testimonianze relative a un approccio diverso a questa tematica. Qui infatti emergono tecniche usate intenzionalmente per ottenere una rottura statica, mistica, iniziatica all’unione sessuale.

 

Una forma di vera e propria magia sessuale, come poi verrà canonizzata in correnti più moderne. Evola cita ad esempio questo detto talmudico molto potente, tre cose hanno in sé qualcosa dell’aldilà, il sole, il sabba e l’unione sessuale. L’unione sessuale viene quindi qui riconosciuta come capace di portare l’uomo al di là della vita materiale.

 

O ancora, chi non ha preso una donna è come se fosse solo una metà, un aforismo che sembra un po’ ricordare alcuni aspetti del mito platonico dell’androgine trattato nel simposio. E qua continua dicendo, se però uomo e donna si uniscono, se diventano uno corpo e anima, allora l’essere umano viene chiamato uno e il santo, che egli sia benedetto, prende di moda in quest’uno e genera per lui uno spirito santo. Tu sai meglio di me che comunque a livello talmudico ci sono discussioni interminabili.

 

Però è anche vero, volevo fare proprio una postilla, che tra le religioni monoteiste l’ebraismo è l’unico che stabilisce che la donna e l’uomo devono avere piacere nel momento in cui devono concepire. Quindi da questo punto di vista, al di là del fatto che sicuramente Evola non si applica sul discorso del congiungimento uomo e donna per il concepimento, è una discussione che abbiamo fatto già dal primo capitolo, però è anche vero che la religione ebraica a livello monoteistico si cura del piacere. Del piacere dell’uomo e della donna, per cui anche nel concepimento l’embrione, quindi poi il bambino, il feto, deve essere concepito nell’ambito del piacere e della soddisfazione.

 

Quindi da questo punto di vista sicuramente, per quanto possa essere, come si dice, riduttivo e limitato, perché riguarda comunque la coppia in questo senso, quindi una coppia affettivamente che debba essere sposata nell’ambito canonico, però c’è una componente necessaria a livello di congiunzione in questo senso, quindi questa è una cosa importante da sottolineare. Sicuramente interessante, grazie per il contributo. Oltre però che citare questi testi sacri, in cui il tema rimane ancora un pochino teorico, ancorché si parla proprio esplicitamente di un’unione sessuale, ma appunto evocando un po’ questo mito dell’unione fra maschile e femminile, Evo la ritiene di poter trovare tracce di vere e proprie pratiche di magia sessuale in alcune correnti segrete del cabalismo, e ne cita una in particolare, che è la cosiddetta setta dei Sabbatiani, legata al mistico radicale Jakob Frank, scusate perché era di area tedesca, il quale rappresenta una delle forme più estreme di misticismo ebraico, a dei tratti fortemente apocalittici, che sono stati contestati da molti autori legati all’ortodossia ebraica per la dimensione scatologica, a tratti quasi nichelistica, nell’insegnamento di Frank che postulava l’imminente fine dei tempi e la necessità di un contatto diretto con lo spirito.

 

E’ interessante però in questo contesto, in questo discorso, che il mistero messianico del risveglio viene alimentato anche da pratiche sessuali. Evola come a questo insegnamento si associ il motivo specificamente sessuale, in quanto che la forza mistica del Messia viene collocata in una donna, e si afferma che il mistero del risveglio e della salvezza si compie attraverso l’unione sessuale con una donna. Frank insegnava appunto, qui Evola cita ancora, vi dico che tutti gli ebrei si trovano in una grande sventura perché attendono la venuta del Salvatore e non quella della donna.

 

Donna che nel sistema kabbalistico è rinvenuta da Frank nella figura della Shekinah, che in effetti è riconosciuto come un principio femminile, ma che qui viene ipotizzato possa trovare incarnazione anche nella donna concreta. Quindi questa donna come porta regale, per così dire, verso Dio, è quella Shekinah che si incarna nella donna concreta con cui l’uomo può unirsi proprio per oltrepassare il proprio stato di condizione normale. Io ho fatto una piccola ricerca sulla Shekinah, che è la parte femminile di Yehovah, che è poi stata eliminata dal momento in cui abbiamo avuto accesso al patriarcato.

 

Quindi da questo punto di vista lui è andato a recuperare questa parte femminile, che tra l’altro noi come cattolici non abbiamo. Noi non abbiamo una contemplazione della Shekinah, mentre loro ce l’hanno questa parte femminile. Quindi è interessante perché continuano ad averla.

 

Al di là del discorso del modico, gli ebrei da questo punto di vista non hanno un discorso di eresia, per loro non esiste l’eresia. In realtà tutti quelli che sono rabbini aggiungono la loro interpretazione, quindi nessuno di loro può dire quello che dico io è giusto, quello che dico io è sbagliato. Quindi vengono solo aggiunte sempre di più le varie interpretazioni.

 

Questa è un’altra connotazione della religione ebraica. Per cui la Shekinah, che a tutti gli effetti è portata come la parte femminile di Dio, dimostra il discorso dell’androgenia da questo punto di vista. Questo anche per sfatare un poco, io sto parlando da un punto di vista esoterico, quindi kabbalistico nel senso più ampio del termine.

 

Per sfatare il discorso che per quanto l’ebraismo possa essere di matrice patriarcale, ricordiamoci che la matrilinealità dell’ebraismo è fondamentale, perché se in una coppia la madre è ebrea, i figli sono ebrei, se il padre è di una religione diversa. Questo è sempre da sottolineare per evitare di entrare a volte nei luoghi comuni. Scusa se faccio questi incisi, però è importante.

 

Per cui per loro la Shekinah è una cosa che esiste, che viene contemplata, anche se non in maniera assoluta. L’interessante è questo nella religione ebraica. Evola qui sottolinea questa apertura al ruolo del principio femminile all’interno di queste correnti e mostra comparatisticamente come vi siano elementi di stretta affinità tra alcune correnti radicali del già citato tantrismo, questo gruppo di esoteristi cabbalisti, e poi menziona anche un contesto di esoterismo occidentale a sfondo cristiano ai fratelli del libero spirito, questo passaggio molto evocativo dove scrive come fra i tantrici e fra i fratelli del libero spirito medievali anche in queste correnti ebraiche facenti uso della donna e del sesso ricorre il tema della impeccabilità dello svegliato con riferimento alla dottrina cabbalistica circa quel principio dell’essere umano che non può essere punito qualunque cosa gli faccia perché se lo fosse sarebbe come se Dio punisse se stesso.

 

Questa idea di quello che in India era chiamato il jiva mukta, cioè liberato in vita, che ha raggiunto uno stato extraumano già nel mondo terreno e che quindi proprio attraverso la rottura qui c’è un eco dell’interesse vogliano per le cosiddette vie della mano sinistra, dei codici morali comuni, non compie peccato ma realizza quella volontà cosmica di cui è emanazione. Cosa che invece se compiuta da un uomo senza questo grado spirituale sarebbe effettivamente un danno per la propria stessa crescita. Quindi qui torna quel discorso evoliano che essendo Eros un’energia questa va gestita e uomini diversi, a gradi spirituali diversi, devono rapportarsi in modo distinto a questa energia che quindi in alcuni casi eccezionali può essere anche come qui immaginato nel Sabbatismo utilizzata in modo estremamente radicale anche amorale dove in altri casi pratiche di continenza e di gestione morale di questa energia possono anche portare comunque a un grado di crescita personale per l’uomo diciamo un grado spirituale inferiore.

 

Successivamente in questo stesso capitolo Evola prosegue parlando invece di una tradizione molto diversa quella dei Misteri Eleusini di cui Susanna è una grande esperta ed elettrice.

 

Sto studiando, sto studiando, cominciamo!

 

Su questo tema devo dire Evola è piuttosto succinto anche credo per onestà intellettuale vista la difficoltà in realtà di reperire fonti su questo argomento molto lontano da un punto di vista storico e su cui abbiamo pochi materiali quindi Evola non entra nei dettagli perché diciamo evidentemente non gli erano noti probabilmente a pochissimi. Chi sa come mai? Questa è una bella domanda! Ma chi sa come mai? Scusa se ti sto facendo ma chi sa come mai ha fatto questa associazione? Questa sarebbe interessante da poter sapere.

 

Come mai ha fatto questa associazione tra il tantrismo e gli Eleusini? Allora diciamo che a me forse stupisce ancora di più fra i Misteri Eleusini proprio nel capitolo specifico e il misticismo ebraico. Sono tradizioni molto diverse per geografia, storia orientamento. Mi vengono in mente due ipotesi.

 

La prima è più banale ed è di tipo editoriale dovendo confezionare un libro su tanti temi probabilmente altri capitoli più densi e associato a queste due tradizioni molto antiche su cui comunque si sa poco. Invece per fare un’ipotesi un po’ più diciamo filosofica forse l’elemento che torna un po’ in entrambe è il riferimento a questo tipo di spiritualità del femminile perché da un lato per quanto riguarda il Sabbatismo Evola riflette per lo più su questo principio della Shekinah e per quanto riguarda i Misteri Eleusini riconosce il carattere simbolico rituale delle hierogamie che venivano in essi praticati ma poi approfondisce soprattutto la centralità dell’archetipo femminile all’interno di essi quindi il ruolo di Demetra, Dea dei Misteri Eleusini che viene facile peraltro collegare al tipo demetrico che Evola se vi ricordate aveva trattato quando parlava degli archetipi del femminile e che già lì aveva legato alla figura della Grande Madre che aveva fatto la differenza tra l’afroditico e il demetrico quindi Afrodita che faceva capo all’eros in sé e il demetrico che invece è più un discorso materno.

 

 

Come dicevo è difficile, io ammetto di non essere uno specialista di questa tradizione, può essere che sia stato scoperto qualcosa che non mi è noto ma sicuramente è difficile identificare specifici riti sessuali praticati al suo interno visto il carattere segreto e antichissimo di questi riti però Evola ipotizza e cito il passaggio in cui lo spiega proprio per il carattere simbolico dei riti che propiziavano la fertilità, la nascita legata al ciclo delle stagioni e per l’importanza attribuita alla Grande Madre vi fossero delle pratiche di tipo ierogamico e sessuale nei misteri Eleusini. Dice Evola è possibile che nel segno del mistero della Grande Dea anche l’antichità mediterranea abbia conosciuto la dottrina segreta dell’iniziazione sessuale e che quanto noi sappiamo dei misteri Eleusini sia stato di essa solo una trasposizione sul piano cultuale e spirituale senza più una messa in opera effettiva del sesso con l’impiego invece di altre tecniche iniziatiche misteriche cioè è come a dire che, ma Evola stesso la presenta come un’ipotesi di lavoro, non è da escludersi che originariamente i veri misteri Eleusini fossero proprio pratiche di magia sessuale in cui il potere del femminile aveva un ruolo decisivo e che poi, come spesso avviene, sono state ritualizzate e culturalizzate per cui si è perso in realtà questo carattere operativo concreto e è rimasto il simbolismo legato alla fertilità, alla fecondità alla generazione della terra come madre quindi è come se si sia costruito un impianto simbolico metaforico su delle pratiche vive che è un’ipotesi.

 

 

Sicuramente nel momento in cui c’è stato il passaggio dal, chiamiamolo matriarcato al patriarcato e quindi dal discorso della prostituzione sacra mettiamolo così come termine, perché ci piace a noi occidentali queste fantasie sicuramente c’è stata una sorta di decadenza perché quando già noi definiamo prostituzione sacra tanto per gli uomini quanto per le donne, attenzione perché l’altro giorno sentivo addirittura un documentario dove di prostituzione sacra si parlava anche al maschile nella Sacra Bibbia in questo senso, no? Cosa succede? C’è una sorta di decadenza dal momento in cui questa traduzione ha a che fare con il ragionamento che facciamo noi sulla sessualità che è riduttivo, che la sessualità energetica, la sessualità sacra si parla genitalità, non so se mi sto spiegando questo discorso l’abbiamo fatto altre volte quindi in realtà il termine prostituzione sacra già è un termine negativo, sbagliato, no?

 

Perché in realtà quando parliamo di Orge e lui parla di questo si parla sempre a livello energetico, sessuale perché il ragionamento era diverso e quindi è chiaro che la donna come sacerdotessa come iniziata, come corpo in questo senso come sua funzione ierogamica, come dicevi tu non era oggettivata, questa è la differenza cioè veniva utilizzata soltanto per un discorso energetico perché aveva questo contatto con la divinità il problema è sempre lo stesso anche per quanto riguarda l’omosessualità ne abbiamo parlato mi sembra in una delle puntate sia per i greci sia per i popoli precedenti siamo noi che diamo questa etichetta dall’ottocento in poi i famosi sessuologi che hanno iniziato a parlare di queste cose nella loro forma perversa perché in realtà è più perversa la parte scientifica che è la parte spirituale hanno dato questa serie di etichette in realtà nel corpo degli uomini nel corpo delle donne per quanto riguarda queste pratiche era oggettivato erano soltanto degli strumenti fisici per raggiungere questa parte spirituale dell’energia non volevo essere più specifica ecco che qui Evola crea allora il passaggio al capitolo successivo che forse però a questo punto possiamo trattare in un momento futuro diciamo che va bene così anche penso che i nostri spettatori e spettatrici i nostri ascoltatori già dicevo che qui crea appunto il passaggio poi alle pratiche sessuali tantriche nella misura in cui ipotizza che proprio per scoprire una serie di pratiche che secondo Evola anche in occidente come mostrano i misteri Eleusini come sembrano far ipotizzare fossero praticate per ragioni di interruzione di quella tradizione sono scomparse e quindi invece una visita filosofico-culturale esoterica all’Oriente ci permette attraverso l’Oriente dove queste tradizioni sono ancora più vive o comunque più recenti di controluce scorgere anche quella che è la nostra eredità storica di europei e occidentali assolutamente sì quindi rimandiamo la continuazione del sesto capitolo che mi sembra sempre più interessante perché in pratica è come se fossimo entrati diciamo nelle sfumature di tutto ciò che già aveva identificato Evola e per quanto mi riguarda ogni volta è una scoperta cioè una lettura che crea sempre più che delle risposte delle domande non so se sei d’accordo Luca cioè veramente è un questo saggio è uno specifico trattando così tanti percorsi dall’antichità alla contemporaneità è davvero un affresco caleidoscopico su questa tematica che ha il merito di poi instradare gli studiosi sull’eventuale approfondimento di singole tradizioni o percorsi storici la cosa bella è che noi diamo sempre un lato come si dice strutturato nel senso che andiamo a leggere insieme questi capitoli ma nello stesso tempo ci lasciamo come stiamo facendo in ogni puntata la possibilità di stupirci da questo punto di vista di stupirci ogni volta nel rileggere insieme come facciamo dal vivo e di renderci conto sempre di queste nozioni tra virgolette che approfondiscono in maniera esaustiva questo argomento.

Tags: Julius EvolaLuca Siniscalcometafisica del sesso

Ariticoli Correlati

Ztim Ztum Bang: Nicola Bizzi e i Culti Misterici di Pompei nel testo di Nino Burrascano
Mysteria

Ztim Ztum Bang: Nicola Bizzi e i Culti Misterici di Pompei nel testo di Nino Burrascano

Ztim Ztum Bang: Nicola Bizzi e i Culti Misterici di Pompei nel testo di Nino Burrascano Nicola Bizzi, editore...

di Susanna Basile
Gennaio 20, 2026
Docutalk: Odissea, la Geografia dei Poemi Omerici
Mysteria

Docutalk: Odissea, la Geografia dei Poemi Omerici

Sin dall'antichità, la geografia descritta nei poemi omerici ha rappresentato motivo di dibattito e incertezze. Le corrispondenze tra le...

di Susanna Basile
Gennaio 10, 2026
Docutalk: Odissea, la filosofia di Omero, gli omeridi, Porfirio e Plotino
Mysteria

Docutalk: Odissea, la filosofia di Omero, gli omeridi, Porfirio e Plotino

Omero viene descritto come un maestro di vita e di verità, un uomo cieco e errante vissuto intorno al...

di Susanna Basile
Gennaio 10, 2026
Ztim Ztum Bang:  Marco Enrico De Graya, “Templari e Cattedrali”
Mysteria

Ztim Ztum Bang: Marco Enrico De Graya, “Templari e Cattedrali”

Marco Enrico De Graya: I Templari erano differenti dagli altri cavalieri, un po' come noi, no, che siamo un...

di Susanna Basile
Gennaio 10, 2026
Prossimo articolo
Ztim Ztum Bang: Paolo Filonzi e l’introduzione alle storie degli “Dei contro”

Ztim Ztum Bang: Paolo Filonzi e l’introduzione alle storie degli “Dei contro”

Please login to join discussion
  • Chi siamo
  • Video
  • Cookie Policy (UE)
  • Privacy Policy
  • Note legali
  • LeCulture
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy (UE)
  • Note legali

© 2021-2024 Le Culture - Mensile di cultura di Naos edizioni APS - reg. Tribunale di Catania n. 2/2024 Iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 35966 - P. IVA NO

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Risultati
Vedi tutti i risultati
  • Attualità
  • LifeStyle
  • Arte
    • Arti visive
    • Musicologia
  • Psicologia
  • Mente, corpo e spirito
  • Cultura
    • Mysteria
    • La Boa di Plutarco
  • Food Style
    • Sapori e Saperi
    • La Ricetta
  • Idee
    • Hi Tech

© 2021-2024 Le Culture - Mensile di cultura di Naos edizioni APS - reg. Tribunale di Catania n. 2/2024 Iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione al numero 35966 - P. IVA NO