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Home Cultura Mysteria

Ztim Ztum Bang: Paolo Filonzi e Zeus il re degli dei Olimpici nel saggio “Gli Dei contro”

Paolo Filonzi autore del saggio Gli Dei contro edito da Aurora Boreale Edizioni di Nicola Bizzi: “Analizzando la figura di Zeus, una figura comunque pre cristiana, che racchiude in sé tutti i pregi e difetti che ho come spesso ripeto nel mio libro Dei Contro, questa c'è da fare sempre questa specificazione, Zeus, non è il nome proprio della persona, del Dio, ma è un riferito a cielo, è il proto-indo-europeo Deus, oppure all'indo-europeo Deus, che più in generale, contenendo nella sua nozione la parola di luce, si riferisce ad un essere lucente, di splendore. E solo più tardi alla figura divina greca si è voluto legare l'appellativo Zeus col nome del padre di tutti quanti gli dèi, diventandone poi l'attributo principale”.

Susanna Basile di Susanna Basile
Dicembre 20, 2025
in Mysteria
Tempo di lettura: 8 minuti
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Paolo Filonzi autore del saggio Gli Dei contro edito da Aurora Boreale Edizioni di Nicola Bizzi:

“Analizzando la figura di Zeus, una figura comunque pre cristiana, che racchiude in sé tutti i pregi e difetti che ho come spesso ripeto nel mio libro Dei Contro, questa c’è da fare sempre questa specificazione, Zeus, non è il nome proprio della persona, del Dio, ma è un riferito a cielo, è il proto-indo-europeo Deus, oppure all’indo-europeo Deus, che più in generale, contenendo nella sua nozione la parola di luce, si riferisce ad un essere lucente, di splendore. E solo più tardi alla figura divina greca si è voluto legare l’appellativo Zeus col nome del padre di tutti quanti gli dèi, diventandone poi l’attributo principale”.

 

 

Perché dobbiamo ricordare, cosa che abbiamo detto anche all’altra puntata, che anche le divinità muoiono e spesso nella mitologia corrono il rischio di restare uccisi in varie lotte. Io adesso sto creando, organizzando un mio prossimo testo che riguarda le dodici fatiche di Eracle e in alcuni episodi lui combatte spesso con Ares e ferisce addirittura la sua matrigna Hera, colpendola con la freccia. Quindi comunque questi dei non erano immortali, come ho detto prima.

 

Però proprio perché eterne, questo è forse il termine più adatto, quindi un dettaglio di una lunga esistenza, loro sono riusciti ad avvicinare quella perfezione che noi ricerchiamo affannosamente, avendo avuto per millenni la possibilità e la fortuna di commettere errori senza però essere mai stati giudicati da qualcuno, perché loro hanno questa superiorità quasi intoccabile. Ma siamo proprio sicuri che queste divinità abbiano compreso davvero la morale universale dettata dalle leggi cosmiche? Oppure tutto questo è effimera filosofia astratta, non attribuibile a esseri erroneamente creduti giusti, incorruttibili, infallibili, ma in realtà invidiosi, rancorosi e opportunisti. Ti devo fare una domanda veloce, perché mi è venuto in mente questo.

 

Cioè noi abbiamo una visione tutto sommato antropomorfica degli Dei greci, che non è una versione così esatta, mentre poi il Dio unico, il Dio cristiano, è un Dio invece perfetto, meraviglioso e fantastico, non tanto quello del Vecchio Testamento quanto quello del Nuovo Testamento. Quindi la domanda, in questi termini, non è che siamo passati da quelli che, come dici tu, erano rancorosi, invidiosi, gelosi, e poi a questo invece meraviglioso e fantastico? Guarda, questa qui è una situazione di comodo, perché devi pensare che il politeismo comunque era forse un po’ più specifico, perché ogni cosa aveva la sua divinità. Quindi se tu volevi, che ne so, un buon raccolto andavi a venerare una certa divinità.

 

Se volevi, che ne andavi in guerra e vincevi il nemico, dovevi venerare un altro tipo di divinità. Quando queste qui sono state tutte raggruppate nel monoteismo, paradossalmente tutte queste necessità sono state, diciamo, superficialmente fatte da questo Dio, perché non riusciva a soddisfare tutti quelli che si rivolgevano a Lui. Invece il politeismo, avendo delle divinità specifiche, era molto più facile ottenerle, perché quelle erano precise per quella richiesta.

 

Come ha fatto il cristianesimo ad avviare questa cosa qui? Con la divina provvidenza, nel senso aiutati che Dio ti aiuta. Cioè tu intanto fai il tuo che poi Dio verrà incontro alle tue esigenze. Ma questa è un po’ una situazione di comodo e quindi diciamo che la divinità… io preferisco il politeismo al monoteismo, questa è la mia opinione personale.

 

Un’altra domanda ti volevo fare, proprio perché sei stato tu a dire che ogni cosa ha comunque avuto sempre un Dio o una Dea. Ma c’è una differenza però a livello di potere, in questo senso? Perché ci sono dei Dei più importanti, dei Dei meno importanti? Senza entrare nel merito dei semi-Dei, per carità. Parlo proprio di ordine di importanza, da questo punto di vista.

 

Quindi Zeus penso che fosse nella scalata, quindi quello più importante. Sì, il Signore dell’Olimpo, certo. Però per esempio un Dio come si dice… mi ricordo anche Corrias che parlava degli Dei della latrina. Quindi come riuscivano in questo caso sia i Greci che i Romani a fare questo distinguo? Perché noi oggi ce ne rendiamo conto, però loro mentre praticavano questi vari tipi di Dei, come riuscivano a stabilire quali fossero i limiti?

 

Non lo so, questa è la domanda in questi termini. Allora, di solito è stato delineato un pantheon divino con delle divinità ben precise che erano comunque maggiori rispetto alle altre, ma lo facevano vedere con la loro importanza. Quando per esempio si presentava, adesso prendiamo il più alto, Zeus, comunque veniva riconosciuto come precisa divinità, capace di essere una persona, un Dio, importantissimo rispetto agli altri.

 

Ma c’era anche una sudditanza, proprio si vedeva nella gestione delle opere, dei rapporti con le altre divinità, lo si notava subito questa cosa qui. Zeus naturalmente poi con i suoi pari, Poseidone, Era, Atena e questi qui, gli altri naturalmente si occupavano di cose minori, erano come una gerarchia, come dici tu, se c’è il Presidente della Repubblica che poi si rivolge al Presidente della Regione, al Presidente del Comune eccetera eccetera, al Sindaco. Comunque c’era una gerarchia delineata proprio sulla carta, possiamo dire, ma le persone si rivolgevano, oltre che alle divinità superiori, si rivolgevano spesso anche a quelle più piccole, come hai detto tu, i beati o quelli che poi sono diventati i santi del cristianesimo.

 

Perché uno sì, ok, si rivolge a Dio come preghiera assoluta, però ha nel suo comodino la cartina del Santo ed è quello a cui si rivolge per primo, per poi arrivare alla generalizzazione con Dio. E questo è lo stesso discorso della divinità greca, latina eccetera eccetera. No vabbè, era solo questo, poi stavi continuando su Zeus.

 

Allora, con la premessa che ho fatto prima, analizzando la figura di Zeus, una figura comunque pre cristiana, che racchiude in sé tutti i pregi e difetti che ho come spesso ripeto nel mio libro Dei Contro, questa c’è da fare sempre questa specificazione, Zeus non vuol dire, non è il nome proprio della persona, del Dio, ma è un riferito a cielo, è il proto-indo-europeo Deus, oppure all’indo-europeo Deus, che più in generale, contenendo nella sua nozione la parola di luce, si riferisce ad un essere lucente, di splendore. E solo più tardi alla figura divina greca si è voluto legare l’appellativo Zeus col nome del padre di tutti quanti gli Dei, diventandone poi l’attributo principale. Qual è la genesi di Zeus? Allora, la tradizione vuole che egli salì al trono olimpico dopo aver sconfitto suo padre Crono e aver liberato i suoi fratelli, ingoiati dallo stesso padre per timore che qualcuno di loro avesse voluto in futuro sfidarlo per il titolo di divinità assoluta.

 

Lui venne salvato dalla madre che lo scambiò con una pietra, da far poi ingoiare appunto a Crono. Una volta essere diventato il signore indiscusso di tutti gli Dei, quindi aver sconfitto, una volta diventato grande e forte, il padre Crono, ha inglobato la maggior parte delle caratteristiche delle altre divinità autoctone presenti nei vari territori di derivazione poi allena. E infine stabilitosi ufficialmente in territorio greco portando con sé tutto il panteon divino olimpico, quindi tutti i fratelli, le sorelle eccetera eccetera.

 

Diciamo così, sembrerebbe essersi diciamo accaparrato quella zona dopo averla conquistata sconfiggendo il padre Crono. Una volta che si è diciamo sistemato, stabilito, sembrerebbe che si è lasciato più volte sedurre dal fascino delle creature femminili, siano esse dèi che mortali. Anche qualche maschietto ogni tanto.

 

Ogni tanto anche qualche cosa perché i greci comunque erano diciamo non disdegnavano questa… Guarda il termine più giusto è pansessuale. Pansessuale sì. Perché sennò bisessuale, omosessuale, è limitativo perché se tu consideri che Danae è stata fertilizzata dalla pioggia, se non è pansessuale.

 

Allora sappiamo infatti dai miti che lì dietro a Genesi ha moltissimi dèi e naturalmente semi dèi, la quale la narrativa greca è colma, infatti abbiamo tantissimi esempi di divinità nate da mortali come Alcmena che ha generato il semi dio Eracle, la sua sposa ufficiale però Era che comunque la tradisce molte volte e anche volentieri, la stessa Era che però è innamoratissima e è sempre gelosa e diciamo perseguita le sue amanti e i figli illegittimi di questi amanti, si unì con Mnemosine generando Le muse, sposò Temi generando le Ore che sarebbero le guardiane delle porte del cielo dell’Olimpo, con la mortale Alcmena generato Eracle, con Demetra genera Persefone, dopo alcune peripezie riuscì ad unirsi con la dea Nemesi generando Elena di Sparta, anche se però un’altra tradizione vuole che lui si unì con Leda, la moglie di Tindaro, per generare la futura Elena di Troia, Elena di Sparta poi rapita da… Questa però, per esempio, quest’altra versione che io stamattina leggevo per poter portare avanti la trasmissione è quella che mi affascina di più, no? Perché poi come dici tu, infatti dici bene a proposito del fatto che bisogna fare una scelta perché sennò altrimenti si diventa…

 

Sì, sì, sì, la genealogia di queste figli illegittime varia e veramente non ci si capisce niente Ma poi diventa un catalogo noioso, un catalogo noioso, però dico fra i due, io a livello sempre intuitivo, perché solo quello ci può salvare, non è che già non siamo sicuri di quello che diciamo, figuriamoci poi nel scegliere le versioni, è interessante perché c’è quel lato di cui una volta abbiamo discusso, mi sembra, nelle nostre infinite discussioni sul discorso che Elena in realtà non è mai stata rapita da Paride, che si trovava in Egitto per essere iniziata, così come nell’Odissea all’inizio quando Telemaco va a trovare prima Nestore e poi va a trovare Menelao, Menelao racconta di essere stato venti giorni a faro l’isola egiziana di fronte E di averla vista lì Giusto Esatto Come dici tu E allora Elena, che è un personaggio molto interessante anche nella serie tv, sto facendo un inciso perché ci sta, ed è molto magica, come figura, come persona, è più interessante che sia stata la sorella di Castore e Polluce, perché?

Perché essendo due dioscuri sono due dei ctoni che dimorano proprio sottoterra, che servono per mettersi in contatto con l’aldiquà infatti questa cosa qui della magia mi ha fatto ricordare una cosa, quando c’è sull’Odissea la vicenda del cavallo di Troia, lei di notte si avvicina a questo cavallo e a un certo punto riesce a imitare le voci di tutti gli Achei nascosti dentro il cavallo, le voci delle mogli di tutti gli guerrieri nascosti nel cavallo e le implorava di scendere perché era pericoloso andare a conquistare Troia, quindi questa sorta di magia è insita in Elena perché riusciva appunto a imitare le voci dei mogli di tutti i guerrieri, quindi è una sorta di maga, comunque una semidea insomma.

 

Per questo sto dicendo secondo me, il lavoro anche che stiamo facendo noi, che apparentemente non stiamo presentando nel libro, cioè stiamo utilizzando il tuo libro, la tua ricerca come spunto, nella nostra tra virgolette follia intuitiva, ecco in questo senso, da bambini, come se fossimo noi bambini che ci meravigliamo, per questo riusciamo ad attingere a questo libro. Esatto, esatto, è proprio quello infatti, lo spirito del libro è quello lì, di cercare qualche spunto per poi ragionarci sopra e tirare fuori un’ipotesi nuova, una teoria nuova, valida o non valida, poi bisognerà scoprirlo in futuro.

 

Certo, poi ci hanno avuto anche la disgrazia qua di avere come sorella Clitennestra, e insomma. No, che poi è la sorella gemella, infatti quando sento dire che Elena è la donna più bella del mondo, ma avendola come sorella gemella, anche Clitennestra era la donna più bella del mondo, erano due. Non lo sappiamo, qua c’erano quattro, l’Eda comunque era una insomma molto diciamo così, un recipiente, molto ricettiva da questo punto di vista.

 

Non sappiamo però se erano omozigoti, poteva essere che assomigliate, giusto, e quindi può essere che quella è venuta bella e quella è venuta, diciamo, cessa. Meno bella, diciamo. Perché Castor e Polluce, quando le rappresentano, chiaramente è sempre un discorso immaginario, non vengono rappresentati uguali da questo punto di vista, anche perché mi sembra che uno fosse più anche più robusto, più consistente, l’altro fosse più delicato, più mingherlino, un po’ come capita in questo caso anche ai gemelli che sono diciamo molto molto vicini e molto uniti.

 

Ma io pensavo al discorso del futuro, visto che noi abbiamo avuto questa possibilità tra Clitennestra e Elena, sicuramente Clitennestra non aveva preso le virtù magiche che poteva avere. No, quello no. Giusto? Sì, quello no, quella era la moglie di Agamennone che poi che si vendicò della morte di Ifigenia perché per poter conquistare, per poter salpare alla volta di Troia, purtroppo Agamennone è ucciso, sacrificò la sua figlia, che però sembrerebbe alla fine essere stata salvata da Artemide che proprio nel momento in cui veniva uccisa la elevò e se la portò con sé nel suo tempio, facendola diventare una sacerdotessa.

Tags: Aurora Boreale edizioniNicola Bizzipaolo filonzi

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