Marco Enrico De Graya: I Templari erano differenti dagli altri cavalieri, un po’ come noi, no, che siamo un po’ differenti dagli altri, avevano qualche cosa di diverso, i Cavalieri di Malta, i Cavalieri Teutonici, erano sì degli Ordini, però prendevano gli ordini, gioco di parole, dal nobile dell’epoca piuttosto che dal re, piuttosto che facevano addirittura delle crociate qui in Europa. Mentre invece i templari hanno fatto una vita a parte, non come dei reietti perché per fortuna loro avevano, avevano grandi disponibilità finanziarie, anche nelle crociate erano differenti dagli altri perché erano quasi praticamente quasi gli unici che avevano dei contatti con i cosiddetti saraceni e da questi acquisirono moltissime informazioni che addirittura di cambiarono probabilmente anche il corso della storia. Ma andiamo all’origine, come sono nati i templari?
Buonasera, spettatori e spettatrici, questo è Ztin Ztum Bang, io sono Susanna Basile e sono contentissima perché ho corteggiato a lungo Marco Enrico De Graya, conosciuto al compleanno di Facciamo Finta Che, e finalmente ce l’abbiamo qui, e fra tutte le sue ricerche come grande ricercatore e studioso, quello che ci ha, come si suol dire, pruriginato, mettiamola così, ci ha fatto venire proprio la pruderie, quella francese, è stato il testo Templari e cattedrali, la storia dei segreti ritrovati, edizione Facciamo Finta Che, perché è un libro che va fuori degli schemi completamente, quindi non è solo le solite menate sui templari che insomma poi alla fine diventano, come tutte le cose che hanno a che fare in qualche modo con la croce, ma anche con la religione, basta che c’è una croce nel mezzo signore, c’è la banalità, c’è la croce e banalità, ecco bravo. Quindi l’abbiamo invitato e chiederemo appunto a lui di venirci a raccontare il libro in tante puntate, con tutte le sue elucubrazioni, Marco puoi dire quello che vuoi, quindi non hai, c’è chiaramente, però c’è nel senso che anche se sono cose che non abbiamo le fonti, no, perché ogni tanto io mi trovo a discutere con i famosi archeologi, no, famosi archeologi storici alle fonti, ma tu che ne sai, se neanche l’altro, fino all’altro ieri possibilmente ti hanno pure imbrogliato, quindi le fonti, di che stiamo parlando, quindi puoi dire quello che ti pare, lo invitiamo a iniziare a raccontarci la sua storia, la storia che riguarda appunto i templari, come nascono, che cos’erano questi templari, quindi…
Volentieri, è un argomento Susanna, questo che mi appassiona da sempre, no, perché questi cavalieri che erano differenti dagli altri cavalieri, un po’ come noi, no, che siamo un po’ differenti dagli altri, avevano qualche cosa di diverso, avevano qualche cosa di diverso perché, che ne so, i Cavalieri di Malta, i cavalieri teutonici, erano sì degli ordini, no, però prendevano gli ordini, scusa, gioco di parole, dal nobile dell’epoca piuttosto che dal re, piuttosto che facevano addirittura delle crociate qui in Europa, facevano stragi di quello che ti pare. Mentre invece i templari hanno fatto una vita a parte, un po’ come, non dei reietti perché per fortuna loro avevano, adesso vedremo anche il motivo, avevano grandi disponibilità finanziarie, ma soprattutto d’onore, no, nel senso che noi dobbiamo cercare di immaginarci un mondo che è completamente diverso da quello che conosciamo noi oggi, no, cioè un mondo dove la parola del Signore di certe terre valeva più di 100 contratti iscritti, no, per dire, perché era così, funzionava in quella maniera.
E quindi questi templari affascinavano perché riuscivano a fare delle cose che gli altri ordini cavallereschi non facevano, ad esempio proteggevano i mercanti piuttosto che davano alloggio ai poveri, insomma ne hanno fatte di tutti i colori, oltre naturalmente combattere nelle crociate, ma anche nelle crociate erano differenti dagli altri perché erano quasi praticamente quasi gli unici che aveva dei contatti con i cosiddetti saraceni e da questi acquisirono moltissime informazioni che addirittura di cambiarono probabilmente anche il corso della storia. Ma andiamo all’origine, come sono nati i templari?
Dicevo, per poter comprendere un fenomeno come questo bisogna andare a cercare quantomeno di entrare nella mentalità dell’epoca. Quindi siamo nel XII secolo, 1100 per intenderci, anzi prima ancora, prima ancora, prima del 1100, ecco, l’Europa era suddivisa in tantissimi stati e staterelli, il più grande di tutti, più popoloso era la Francia, ma non riusciva nemmeno a controllare i suoi nobili, il re di Francia, perché? Perché allora mancavano le strade, ogni forma di tecnologia, tutto quello che ti immagini.
Ragione per cui il controllo avveniva attraverso i nobili locali e attraverso la chiesa. Come funzionava la vita nell’epoca? A parte parlo non della povera gente, parliamo di quelli che in qualche maniera governavano. Le varie famiglie che avevano, chiamiamole nobiliari, e che avevano qualche titolo, loro per tradizione, per regola, lasciavano tutto al primo genito maschio.
Al secondo genito veniva indirizzata la strada per la carriera ecclesiastica normalmente, e dal terzo genito, ahimè, tanta fortuna, se ti va bene cerca di andare in giro a fare il cavaliere per qualcuno, a combattere per qualcuno. Era talmente radicata la questione che noi la ritroviamo persino, faccio sempre questo esempio, nella storia del gatto con gli stivali. Il primo genito eredita il castello, il secondo il mulino che gli doveva servire per vivere e il terzo gli danno un gatto, per fortuna che era più furbo il gatto di tutti gli altri messi insieme.
Però quello succedeva perché al secondo viene data un’opportunità, cioè il mulino, per il fatto che se fosse morto primo genito lui sarebbe dovuto subentrare e quindi entrare lui a governare la famiglia, le terre soprattutto. Ebbene, in questo periodo l’Europa, e dico, ripeto, soprattutto la Francia, che era la nazione più popolosa dell’Europa dell’epoca, vi erano moltissimi di questi cavalieri che, senza titolo, senza terra, quasi senza speranza, se non per andare a fare la guerra per il conte o per il marchese, si trovavano un po’ allo sbaraglio. E succede che, per motivo che l’impero bizantino, erede di Roma eccetera, si trova attaccato dai turchi, vengono a chiedere aiuto al pontefice, chiedendo, grazie alla sua grande autorità, se riusciva a convincere i nobili europei a mandare un esercito in soccorso di Roma, come chiamavano loro Bisanzio, la seconda Roma, la Roma di Costantino.
Ecco che i suoi consiglieri colgono un’occasione di quelle che capitano solamente una volta nella vita. Facciamo un piccolo passo indietro. Quando Costantino istituì il cattolicesimo, che è tutt’altra cosa confronto al cristianesimo o la predicazione del cristianesimo di Gesù, lui crea questa nuova religione su consigli persino dello Shah di Persia, cioè di una religione unica, cattolikos, da greco, che significa per tutti, o comunque che dovrebbe comprendere tutti.
Questo lui voleva unificare l’impero romano e quindi basarlo su tre colonne, l’esercito, la burocrazia e in questo caso la religione, che non era mai stata vista come strumento statale fino a quel giorno. Per carità c’erano i riti, quelli che l’imperatore faceva, gli antenati o gli dei dell’Olimpo ogni tanto, ma la religione che poi erano riti non era neanche una religione come la intendiamo noi. Invece Costantino istituì una vera e propria religio, cioè un qualche cosa che legava tutti quanti.
Così come era stato diviso fra impero romano d’Occidente e d’Oriente, così come c’erano le varie diocesi che sarebbero le province eccetera, lui pensa anche di strutturare in quella maniera la religione per avere una forma piramidale di controllo che partiva dall’imperatore e arrivava fino al sacerdote di paese. Per fare questo lui parte, lui abitava a Costantinopoli, quindi parte dall’Oriente e crea le quattro patriarcati d’Oriente, quindi Costantinopoli, Antiochia, Gerusalemme e Alessandria d’Egitto. Poi ne doveva fare quattro in Occidente, una sicuramente era Roma, per la Gallia e la Germania ci sarebbe stato Lione, per la penisola Iberica c’era Cordova, per tutta l’Africa diciamo Marocco, Algeria, Tunisia invece era Cartagine.
Ma lui morì improvvisamente durante delle manovre militari e quindi non riuscì a creare ufficialmente i quattro patriarcati occidentali, ragione per cui vi erano già istituiti i quattro orientali. Roma si accampò insomma il diritto di essere lei patriarcato, gli altri non avevano la forza, figuratevi ci fu il Vescovo di Grado piuttosto che quello di Aquileia, che si presero il titolo di patriarca, che poi quello di Aquileia fu poi portato a Venezia, ancora oggi c’è il titolo di patriarca, però in realtà i patriarcati non erano stati istituiti. Sta di fatto che quindi, in qualche maniera attorno al 1100, la predominanza teologica di Roma era un po’ su tutto l’Occidente.
Quindi il papa, il patriarca di Roma, pensò di sfruttare la debolezza dell’impero romano d’Oriente per poter andare a conquistare i patriarcati d’Oriente, che erano ortodossi, mettere un proprio fedele Vescovo e quindi poter controllare tutta la religione di tutto il bacino del Mediterraneo e anche dell’Europa. Quindi convocò il re di Francia, vari nobili eccetera, perché il re di Borgogna, il re dell’Aquitania, erano potenti almeno quanto il re di Francia, e chiese di formare un esercito. Qui, grazie alla predicazione di Frati, di quello che vi pare, successe quello che non era pensabile fino a poco tempo prima, ossia non solo una massa di diseredati a cui era stato promesso il paradiso se morivano in guerra, e quindi i contadini che abbandonavano la terra, disoccupati, ogni forma di povera gente che prese la croce, ossia si fece cucire una croce sull’abito, non pensiamo che avessero tutti la tunica bianca, con la croce e tutt’altro, erano vestiti tipo San Francesco, ecco, mediamente, con gli strumenti della campagna, chi la falce, chi il tridente, chi l’arma che riusciva ad avere, si presentarono a Genova, a Venezia, a Bari e via discorrente per prendere le navi per andare nelle crociate, non nelle crociate che dovevano servire per scacciare gli infedeli che avevano conquistato la terra santa, la terra che aveva visto i Natali di nostro Signore Gesù Cristo.
Ora, povera gente, loro non potevano nemmeno immaginare che erano secoli che i saraceni avevano conquistato quella terra, era dal 640, più o meno, che avevano conquistato Gerusalemme eccetera, ma nessuno glielo aveva detto e nessuno glielo diceva e quindi loro pensavano che i saraceni erano appena arrivati. A comandare o perlomeno a guidare questa massa enorme di persone che furono la fortuna di Venezia e di Genova, se è chiaro, si presentarono questa moltitudine di cavalieri, in maggioranza francesi. Certo c’erano dei fiamminghi, c’erano dei tedeschi, c’erano degli olandesi, c’erano degli italiani e inglesi, ma non tanti.
Allora posso dirvi, Siciliani no, perché i siciliani gli arabi ce li avevano a casa, quindi li avevano ancora, quelli dicevano vabbè, vabbè, quelli sì ma poi in Sicilia c’era c’era ancora ben forte la baronia normanna, quindi loro non avevano, i normanni avevano una testa diversa, loro sarebbero andati no, se avessero avuto grandi speranze di conquiste, ma andare a combattere per una pietraia come era la terra di Cana, forse loro non interessava particolarmente. Sa di fatto che questa massa totalmente disorganizzata, sia chiaro, perché poi oltretutto vigeva l’ordine militare medievale, in cui succedeva questo particolare molto strano, che poi fu cambiato nei secoli successivi, ossia il militare, sia la fanteria, chiamiamola così, che i cavalieri, non facevano riferimento a un comandante in capo dell’esercito, ma facevano riferimento esclusivamente al proprio nobile. Questi, anche durante la battaglia, avesse deciso per i motivi più diversi di ritirarsi o di combattere in maniera differente, che ne so, attaccare alla destra invece di attaccare frontalmente, quello che ti pare.
Loro eseguivano questi ordini, però questo fu un grosso problema dalla terza crociata in avanti, quando incominciarono ad esserci anche gli inglesi e i tedeschi in mezzo, perché ognuno faceva quello che voleva. Mentre invece nella prima e la seconda crociata, essendo la stragrande maggioranza francesi, bene o male riuscirono a portare avanti i compiti, tenendo poi anche presente che c’era la facilitazione della lingua. Nel centro e nord della Francia parlavano il francese Hoc, mentre nel sud della Francia il francese Il.
E’ chiaro che dall’altra parte i dialetti tedeschi, il dialetto irlandese, sarebbe stato un caos. Ma siccome loro erano della maggioranza, si capivano, le cose andarono bene. Arrivarono giù, conquistarono Gerusalemme con massacri inenarrabili e poi incominciarono a conquistare le varie terre e immediatamente prese sopravento la mentalità medievale europea.
Quindi venne fatto re di Gerusalemme, questi si venne a sposare con una europea che divenne la regina, venne formata la corte, però man mano che conquistavano delle altre terre venivano formati ducati, principati, conte e via discorrendo, andando a ricreare un pezzo di Europa in Medio Oriente, tra lo stupore degli abitanti locali peraltro. Però costruirono anche castelli, costruirono strade, insomma la loro parte l’hanno fatta. Ma ora noi andiamo a parlare invece di quel gruppo, una parte di quel gruppo di militari che rimase invece a Gerusalemme, perché il re con la sua corte non è che poteva vivere da solo con tutti gli altri che andavano a fare la guerra, i saraceni potevano arrivare a qualunque momento e doveva avere una guardia e questa guardia doveva come si dice la parola montare la guardia di giorni e di notte sulle mura di Gerusalemme, far la guardia al palazzo e via discorrendo e quindi aveva tutta una serie di cavalieri.
La sua fortuna Baldovino IV fu quella di organizzare, ma proprio per questione di lingua, una guardia di cavalieri che arrivassero più o meno dalle stesse terre proprio perché si capissero, cioè ancora oggi se parliamo in dialetto non dico dal piemontese siciliano ma dal piemontese di Torino al piemontese di Asti ci sono delle grossissime differenze. Figurati all’epoca cosa poteva succedere ed ecco quindi che questi cavalieri passarono i giorni, le settimane, i mesi nella noia passando da una taverna all’altra perché attendevano questo nemico che in realtà non arrivava mai, i saraceni avevano ben altri problemi piuttosto che attaccare Gerusalemme, ma vennero a sapere che vi era un mercato che era fiorentissimo, ossia il mercato delle reliquie e adesso qui dobbiamo toglierci qualche sassolino dalle scarpe. Il mercato delle reliquie fu fiorentissimo grazie all’ignoranza, ignoranza ma non per volontà propria, per il fatto che non erano istruiti intendo dire, ma neanche i vescovi ma neanche i nobili, cioè i pochi che avevano cultura quella se la tenevano e pensavano di sfruttare gli altri.
Cosa succedeva? Che continuamente venivano trovate delle reliquie dove il sacerdote o il vescovo in base all’importanza delle reliquie la riconosceva come vera e chi l’aveva trovata poi poteva venire in Europa a venderla e a chi la vendeva la vendeva al monastero, la vendeva al vescovo, la vendeva al parco o a un nobile che poteva permettersi di pagarla. Facciamo degli esempi molto chiari, in Europa ancora oggi ci sono migliaia di spine della corona di nostro signore Gesù Cristo, ci sono 27 che vanno dalla valle del Reno al nord della Germania al sud della Gran Bretagna, io non so quel povero bambino se aveva un idra al posto, comunque sta di fatto che tutti conservati e quello è bello, a distanza di 1100 anni messi in vasetti. E le ali dell’angelo? Anche quelle? Le ali sono tante, ma bisogna vedere quale è l’angelo dell’annunciazione.
Poi le schegge della croce. La schegge della croce e la mamma di Costantino, la famosa Sant’Elena. Lei trovò addirittura la scritta Ingri, il cartello con la scritta Ingri, in tre lingue, fu trovata in latino, in greco e in ebraico.
E comunque pensiamo soltanto alle schegge della croce, ce ne sono tantissimi in Europa che messi assieme potresti costruire altro che l’albero della cuccagna piuttosto che la croce stessa. Come avveniva la faccenda? Perché è arrivato il sacerdote che aveva preso la mancia, si inginocchiava e gridava che la riconosceva, che era veramente una schegge. Purtroppo questa povera gente dell’epoca ignorante credeva che fosse una schegge e chi l’aveva trovata e aveva pagato il sacerdote se la metteva in tasca assieme ad altre, magari due spine, due cose e poi quando veniva in Europa le vendeva e sarebbe vissuto parecchio tempo senza lavorare.
Sta di fatto che i nostri cavalieri fra una bevuta di vino che arrivava dal Caucaso piuttosto che qualche liquoraccio locale pensarono di mettersi a cercare delle reliquie, perché magari trovi qualche cosa e potrebbe succedere che fai fortuna, visto che non potevano andare a combattere e conquistare delle terre, che poi voleva dire un villaggio di cinque case di cammellieri, il signore di un villaggio. Quindi chiesero il permesso perché sentirono raccontare che sotto la versione precedente, comunque adesso è stata rifatta ma c’è ancora, la moschea di Alaxa, che è la moschea costruita sulla spianata del tempio, alla cima del monte Sion, da una parte c’è il muro del pianto che fu costruito dai romani come tempio di Giove, però loro raccontano che sono i resti del tempio di Salomone, dall’altra parte della piazza invece c’è la moschea di Alaxa, ebbene sotto la moschea di Alaxa si narrava che c’erano le scuderie, c’erano le stalle di Salomone, quindi loro dissero se lì c’è stato Salomone andiamo a cercare, che ne so, troviamo l’arpa di Salomone, chissà che cosa troviamo e quindi diventiamo ricchi. Gli diedero il permesso e il re diceva l’importante è che garantite le guardie, quando siete liberi andate a scavare, e così venne formata una compagnia di amici che giurarono su un bicchiere di vino che se sarebbero aiutati avrebbero diviso i ritrovamenti, i guadagni delle reliquie, e incominciarono ad andare a scavare in quelle che erano ritenute le stalle di Salomone, le scuderie di Salomone, che naturalmente essendo nel tuffo sottoterra non sono mai state stalle, perché chiunque ci può insegnare che tu porti un cavallo lì dentro, questo muore in brevissimo tempo, specie se lo porti dentro sudato, figurati, il cavallo deve stare in una zona arieggiata, figurati, sottoterra, dove sudi a non fare niente, e scava che ti scava a un certo momento, e qui purtroppo le fonti sono quelle che sono, sappiamo che venne trovato qualche cosa, che cosa non lo sappiamo, però subito i nostri cavalieri capirono che era qualcosa di importante, era qualcosa di importante perché era un qualcosa che loro non avevano mai visto.
Ora, noi dobbiamo fare un ragionamento, se era un qualcosa che loro non riuscivano nemmeno a capire che cos’era, ma che era un qualcosa che ritenevano molto importante, evidentemente era un qualcosa di scritto, poteva essere sopra del papiro, difficile perché il papiro si sarebbe distrutto nei secoli lì sotto, quindi siccome anche la tradizione massonica ancora oggi parla di tavole quando qualcuno deve spiegare un qualche cosa ai confratelli, è plausibile ritenere che abbiano trovato delle tavole, delle tavolette di legno come si faceva anche un tempo in cui era inciso, era tracciato, era scritto qualche cosa sopra, ma loro non riuscivano a capire di che cosa si trattasse, provarono a chiedere un buon giro, niente non c’era nessuno che lo capiva. Ora, in che lingua fosse scritto è difficile dirlo, se era scritto in ebraico loro l’avrebbero capito perché ebrei a Gerusalemme ce n’erano, era scritto in greco e qualche greco l’avrebbero trovato, se era scritto in latino bastava chiedere al sacerdote e te l’avrebbe letto, quindi era scritto in qualche lingua con dei caratteri che loro non riuscivano a comprendere. Ritennero, almeno questo lo penso io in base alle poche notizie che si hanno in merito, che dovevano essere anche delle immagini, tra di fatto che uno dei cavalieri disse ma io ho un nipote che queste cose le capisce, ah e chi è tuo nipote? E’ Bernardo di Chiaravalle, lui era il fratello della mamma di Bernardo di Chiaravalle, ora se lui non fosse stato lì e a fare la guerra, la storia sarebbe stata diversa perché magari i templari non sarebbero nati, magari sarebbe successo qualcosa, invece l’uomo giusto al posto giusto, al momento giusto, quando si dice la fortuna.
Allora decisero di venire in Europa e di portare tutta questa mercanzia trovata, che noi non sappiamo se erano 10, 20, 30, 53, non ne abbiamo idea, ma non ce n’erano solamente 4 o 5, ce ne dovevano essere parecchie, poi vedremo i risultati di ciò che è avvenuto. Tra di fatto che chiesero il permesso, tanto navi di Genova e di Venezia che andavano e venivano, anche di Marsiglia, ce n’erano continuamente, caricarono le loro macerie, le avranno impacchettate dentro degli stracci, dentro delle casse, va a sapere che cosa hanno fatto e sono andati a Marsiglia. Qui attraverso dei carri, siccome la fiducia è sempre la prima maestra di tutte le avventure, andarono tutti e 9, perché sai, è meglio, è meglio, perché se 5 rimangono qua, poi dopo gli dici, ma no, era niente, però intanto si facevano costruire il castello, quindi è meglio andare su tutti e 5. Risalirono alla Valle del Rodano, quindi arrivarono nel nord della Francia, andarono a Cluny e presero subito udienza da Bernardo di Chiaravalle, perché era arrivato lo zio, e gli fecero vedere questi oggetti misteriosi che io ritengo dovessero essere delle tavole.
Lui riunì i saggi monaci cistercensi, che ricordiamo all’epoca erano i più saggi che c’erano in circolazione, proprio come studiosi, il loro compito era proprio quello di scrivere e riscrivere i libri, voi vi ricordate Il nome della rosa, quello facevano i monaci cistercensi, e quindi questi si ritrovarono e capirono che in effetti era un qualche cosa di molto importante, però era un qualche cosa che loro forse non erano in grado di gestire, e questo lo sappiamo per certo, vennero chiamati due architetti che con le loro piccole gilde, cioè queste organizzazioni, queste comunioni di scalpellini, falegnami, carpintieri, fabbri, tutto quello che vi potete immaginare, vennero mandati nel sud della Francia, nel delfinato, sia dal lato francese delle nostre Alpi, a provare a costruire due chiesette con questi particolari che avevano imparato. Mi spiego perché non le hanno fatte da loro, oltre alla Borgogna, nello Champagne, nelle Fiandre eccetera, perché le terre sono quelle, perché se la cosa fosse fallita avrebbero fatto brutta figura. Allora tu la vai a costruire lontana, se poi la faccenda non funziona…




