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Home Cultura Mysteria

Ztim Ztum Bang: Marco Enrico De Graya e i Misteri dell’iniziazione dei Templari

il libro Templari e Cattedrali edizione Facciamo Finta Che con Gianluca Lamberti

Febbraio 7, 2026
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    Susanna Basile Susanna Basile
    Tempo di lettura: 9 minuti

    Ztim Ztum Bang: Marco Enrico De Graya e i Misteri dell’iniziazione dei Templari

    Siamo con lui, abbiamo già iniziato questo percorso dei templari e cattedrali, libro che è stato pubblicato da Facciamo Finta Che con la prefazione di Enrico Perrucchetti e la collaborazione di Gianluca Lamberti.

     

    Il libro di Marco Enrico De Graya ci piace tantissimo perché è molto colloquiale, molto diretto, usa pochissimi preamboli e ci racconta delle cose pratiche che è difficilissimo nel campo dei templari perché tutto si mantiene su quella alea, iniziazione, grande opera eccetera eccetera. Soprattutto quello che mi fa impazzire, te lo dico e poi ti do la parola, è il discorso della gemanzia, della ghematria di tutte queste cose qua che non riesco poi a trovare un uso pratico. Siccome sono essenzialmente pratica, per quanto donna mistica, ho necessità di avere degli ancoraggi, si dice così in psicologia.

     

    Pitagorica, sei pitagorica.

    Esatto, sono pitagorica. Pitagorica però che i numeri mi servono per capire, non per fare aria fritta.

     

    Lui ci ha promesso che ci racconterà delle iniziazioni dei templari e quindi gli do la parola e sono felice di averlo qui. Benissimo, intanto grazie Susanna, buona serata, buongiorno, in base all’ora che ci vedranno tutti gli amici ascoltatori. Quindi proseguiamo il discorso sui templari, templari su cui sono state scritte moltissime cose, cose vere, cose false, cose aggiustate, mettiamola così, cose presunte e via discorrendo.

     

    Noi invece vogliamo andare su, come dici te giustamente, anch’io sono molto pratico, figlio di un ingegnere, quindi non poteva essere diversamente. Dobbiamo avere dei documenti, dobbiamo avere qualche cosa in mano di misurabile e di ripetibile per poter affermare qualche cosa. Quindi ecco che abbiamo visto la volta scorsa un po’ come è nata, anche se velocemente però, come sono nati i templari e parleremo poi del loro sviluppo, della loro ricchezza, tutto quanto, mentre invece questa sera ci soffermeremo un attimo sulla questione dell’iniziazione.

     

    Ora l’iniziazione dei templari, ragazzi, è una delle cose più misteriose che ci sono in circolazione, ma per un motivo molto semplice, perché purtroppo durante i processi che vennero fatti è un po’ con la tortura, un po’ con la delazione per invidia, un po’ tutto quello che volete, ahimè sono venute fuori delle cose che era difficile credere. Poi sembrava di essere nel film Il nome della rosa, Gatto Nero, Gallo Nero, cioè qualunque cosa, incontri con il demonio, l’adorazione di baffometto, qualunque cosa, mentre invece per fortuna abbiamo un paio di documenti che vengono citati e ci sono degli stralci nel libro in cui qualche informazione reale ce l’abbiamo. Come facciamo ad averla? Bisogna spiegare un attimino che cosa avvenne quando il Papa, trovandosi ad Avignone senza soldi, Papa Francese fra l’altro, riuscì a convincere Filippo il Bello a impossessarsi del grande tesoro dei Templari e quindi avvenne questa grande caccia alle streghe che dalla Francia si sarebbe dovuta diffondere in tutta Europa, mentre invece per fortuna, per i Templari soprattutto, nell’impero, quindi in Germania, Austria, Svizzera eccetera, la cosa sostanzialmente non avvenne, mentre in Inghilterra la questione venne sostanzialmente ignorata, non ne parliamo in Scozia, che divenne qualcosa al contrario, divenne terra di rifugio, mentre invece anche in Spagna, in Portogallo, i gruppi Templari cambiarono nome e quindi riuscirono a trovare rifugio anche in quelle terre.

     

    In Italia la situazione era un po’ diversa, voi lo sapete com’era la situazione storica dell’Italia, il nord apparteneva all’impero, mentre invece il sud c’era il regno di Napoli e quindi nell’area dei re di Spagna eccetera. I re di Spagna non si preoccuparono più di tanto della situazione, mentre invece per fortuna, per i Templari naturalmente, a Ravenna c’era un antipapa e un po’ per rispetto nei confronti del papa, un po’ per volontà propria, forse aveva delle conoscenze o degli interessi, non lo sappiamo, difese i Templari e quindi ecco che la grande caccia alle streghe avvenne soprattutto nel regno di Francia, un po’ qui in Piemonte perché gravitava nell’orbita francese, mentre invece l’Italia rimase abbastanza al di fuori di queste faccende. I processi avvennero come avvenivano i processi all’epoca, vi era il vescovo locale, una serie di chierici attorno, armigeri forniti dal nobile locale e quindi venivano interrogati con la minaccia di tortura e con tutto quello che volete, i poveri Templari che in alcuni casi ahimè erano disposti pur di salvare la pelle a confessare qualunque cosa.

     

    Ma noi dobbiamo vedere e capire che vi erano due livelli di iniziazione, questa è la cosa principale. Aspetta, prima di continuare ti volevo fare una domanda, tu l’altra volta hai fatto una distinzione tra i Cavalieri di Malta e gli Spitalieri, anche loro avevano un’iniziazione? Tutti gli ordini cavallereschi avevano un’iniziazione cavalleresca che non era differente da quella, io l’ho anche illustrata nel libro, era una cosa abbastanza barocca, il barocco è arrivato molto dopo, però era un’iniziazione di tipo cavalleresco, questo valeva per i Teutonici, valeva per tutti gli ordini cavallereschi, in cui il maestro, così si chiamava, locale, faceva, nominava, faceva diventare cavaliere chi aveva chiesto di poter entrare degli Spitalieri nei Cavalieri di Malta piuttosto che quelli di San Giovanni, quello che volete. Questo avveniva anche per i Templari, però i Templari erano suddivisi in caste, perché non tutti i Templari erano cavalieri, anzi la maggior parte non erano cavalieri, perché avevamo sì i cavalieri su in alto e adesso vedremo l’origine di questi cavalieri, poi c’era la massa che erano armigeri di vario genere, che potevano essere figli di contadini piuttosto che figli di artigiani o commercianti e cose del genere, quindi senza la possibilità di essere nobili e quindi cavalieri.

     

    Poi vi era invece nella parte più bassa anche una servitù che venivano comunque nominati evidentemente con un rituale più semplificato come Templari ed erano il Maniscalco, il Falegname, il Fabro, quelli che facevano questi lavori e voi sapete che i cavalieri Templari dalla Scozia alla Sicilia, dal Portogallo alla Polonia avevano tutta una serie di proprietà immobiliari che loro normalmente trasformavano in una sorta di piccolo castello che però somigliava vagamente magari un convento eccetera eccetera, che era autonomo, autosufficiente, quindi vi erano tutti i tipi di lavoratori all’interno e qui vi erano pochi cavalieri all’interno, perché? Perché i cavalieri in realtà avevano un’origine che era specifica nella società medievale. Voi sapete che nella società medievale vi era una divisione in caste che era la nobiltà e il clero, l’alto clero e al di sotto vi era il basso clero, vi era quindi la fascia dei commercianti, dei mercanti, degli artigiani, poi sotto i liberi contadini, poi sotto ancora i servi della gleba e non viene mai ricordato, ma c’erano anche gli schiavi, anche se non tanti, però in Europa vi erano delle persone, sovente erano i cosiddetti saraceni catturati o che arrivavano dall’est e cose che venivano comperati e messi a fare i lavori, i lavori più pesanti, questo valeva soprattutto in Spagna e in Portogallo, ma anche in Italia o in Francia vi erano di queste condizioni. Quindi, l’abbiamo accennato l’altra volta, ma Giova ricordarlo per poter seguire bene il discorso, la nobiltà era tale perché ancora al tempo dei templari sostanzialmente la nobiltà era solamente nobiltà di spada, successivamente è anche diventata nobiltà di terra e poi anche nobiltà palatina, che cosa significa? Nobiltà palatina è molto semplice, erano delle persone che il nobile, il re li rendeva nobili, normalmente non era un titolo che era ereditabile perché lavoravano a palazzo con dei mestieri importanti e quindi avevano questa prerogativa di essere il signore di, anche se magari non avevano nemmeno una casa in quella in quella località.

     

    Invece la nobiltà terriera era quella nobiltà che noi ritroviamo ad esempio in Veneto, ad esempio in molte zone della Francia, dove dei mercanti e proprietari terrieri riescono con i loro commerci a ingrandire le loro proprietà terriere mettendo assieme delle proprietà che erano maggiori di quelle del nobile locale. Quindi a volte il nobile locale si trovava in difficoltà economica, doveva pagare le guardie, doveva pagare la sua piccola corte eccetera eccetera e quindi vendeva un titolo. Ecco quindi che vi erano i signori di, oppure i cavalieri di, oppure anche conti nominati quindi da un livello maggiore, da un marchese, da un duca, cose del genere, che acquisivano questo titolo ma in realtà non erano nobiltà di spada.

     

    Qual è la nobiltà di spada? La nobiltà di spada era quella che vantava le proprie origini familiari in quelle caste militari che in varie epoche avevano dominato dei vasti territori in Europa. Ad esempio la nobiltà di spada in Italia poteva essere ad esempio in Sicilia e Meridione i discendenti delle famiglie normanne, nel nord dei Longobardi e in parte anche dei Goti, in Francia magari dei Franchi piuttosto che dei Borgognoni, degli Alamanni e via discorrendo, perché erano o perlomeno vantavano la discendenza da queste caste militari che quindi avevano acquisito il titolo grazie alla spada, grazie al fatto che i loro antenati avevano combattuto per il re che aveva conquistato quelle terre. Ecco quindi che questi antenati avendo combattuto, parliamo ad esempio della conquista dell’Inghilterra, i normanni arrivano in Inghilterra, sconfiggono gli anglosassoni che governavano, prima prendono loro il potere, lo acquisiscono completamente, addirittura il nuovo re d’Inghilterra, Guglielmo Conquistatore, mette arcivesco a York e a Canterbury piuttosto che in altre località i suoi parenti, che magari fino al giorno prima non aveva mai pensato di fare vescovo, che poi in realtà ne dicevano messa né altro, nel senso che erano i famosi vescovi conti, nominati come c’erano nel Trentino o altrove.

     

    Questa nobiltà si è perpetuata ma in Inghilterra poi è sparita, è stata sostituita, quella che c’è in Inghilterra oggi è quasi tutta nobiltà di origine terriera, i grandi commercianti del 600 e del 700 che hanno addirittura acquistato i castelli, le proprietà ma anche i titoli, ce ne sono pochissimi che possono vantare ancora origini precedenti. Quindi dicevo, prendiamo l’esempio della Francia che è la nostra patria dei Templari, ecco che dicevamo l’altra volta, ma questo valeva anche per l’Italia, per la Germania, via discorrendo, ogni piccola nobiltà, famiglia nobiliare al primo genito aspettava il patrimonio, il titolo e il dovere di portare avanti la famiglia in senso lato. Ad esempio come in Sicilia i baroni, i baroni sono tutti, perlomeno dovrebbero essere tutti di origine normanna, che hanno perpetuato questa tradizione.

     

    Quindi il primo genito acquisisce tutto, al secondo genito viene dato qualche cosa per potersi mantenere in un certo minimo di agio, perché? Perché domani che succedesse qualche cosa al primo genito, che ne so, muore in guerra, non riesce ad avere figli, qualunque cosa viene avvelenato, viene ucciso dal marito, dalla madre, poteva succedere qualunque cosa. Eravamo in tempi che forse erano leggermente più brillanti dei nostri, sotto certi punti di vista. E quindi il secondo genito doveva subentrare e quindi doveva mantenere.

     

    Normalmente il secondo genito, giusto per mantenerlo, veniva indirizzato alla carriera ecclesiastica in modo tale che se ne stesse tranquillo, che non corresse il rischio di essere ucciso, anche se a volte succedeva, eccetera. Dal terzo genito in avanti, le figlie naturalmente erano destinate al matrimonio, sovente di convenienza, ma il terzo genito invece gli si batteva una pacca sulle spalle, tanti auguri, vedi un po’ che cosa riesce a fare. La situazione è raccontata bene nella favola del gatto con gli stivali, il primo genito prende tutto, il secondo prende il mulino e al terzo gli danno un gatto.

     

    Per fortuna che il gatto era più furbo di tutti gli altri messi insieme e quindi lui riesce poi a fare carriera e diventare quello che è diventato. E questa era la situazione. Quindi che cosa succedeva nei Templari? Che molti di questi nobili di terzo, quarto, quinta generazione, di livello, cercavano la fortuna, a fare i cavalieri, perché ne so io, il Marchese Dio, il Conte Dio, eccetera, eccetera, ma altri invece si indirizzavano forse per la speranza di queste avventure, di cappa e spada, di quello che ti pare, quindi di conquistarsi magari un domani o forse sposando la principessa o quello che ti pare, o conquistare un castello.

     

    Certo, bisogna anche immettersi nell’ora immaginaria, perché noi da fuori, torniamo al discorso che abbiamo fatto l’altra volta, cercate di capire… La mentalità. Uno la storia non la capisce, se tu la vedi e la leggi con gli occhi di oggi, non la riesci nemmeno a comprendere. Bisogna cercare di capirla con la mentalità e gli occhi dell’epoca.

     

    E quindi ecco che molti si andavano ad arruolare o chiedevano di entrare nei Templari. Allora, qui c’era la prima discriminante. La prima discriminante non è che venivano presi tutti, no? Veniva fatta… tanto ci volevano le patenti scritte, patenti era una sorta di carta d’identità dell’epoca, in cui diceva figlio di… oppure figlio illegittimo di… perché fate attenzione, quello che oggi viene utilizzato come titolo insulto, bastardo, nel Medioevo, parliamo dell’epoca, era una cosa normale, cioè significava semplicemente che non era figlio legittimo.

     

    Però suo padre era pur sempre il conte, il marchese, quello che ti pare. Quindi, anche se la madre non era la nobildonna, ma era anche solo la cameriera, la servetta, oppure era un’altra nobildonna, una monaca, quello che ti pare. Lui comunque era figlio di tizio e quindi aveva sulle sue patenti, no? Marcantonio, lunga spada, figlio bastardo di… no? Quello che mi pare che uno degli sforza che prese il comando era un illegittimo, se non sbaglio.

     

    Ma ce ne erano tantissimi, ce ne erano tantissimi. Siamo parlando a livello nobile, proprio alto. Sì, anche ad altissimo livello, sì, perché era, non dico che fosse normale, però succedeva quello, perché qual era il grande problema di questi nobili? Era quello di avere sufficienti figli, perché all’epoca la mortalità infantile era anche molto alta, sufficienti figli da portare avanti la casata.

     

    Un’altra serie di bastardi illegittimi sono tutti i figli di Borgia. Per forza di cose, per forza di cose, certo. Lì veniva già un po’ più complicato dire figlio di papa, no? Però era così, no? Cesare Borgia, mica che si vergognasse ad andare in giro, no? Tutti lo sapevano, no? E Lucrezia, non ne parliamo.

     

    E via discorrendo. Quindi, dicevo, Carlo Magno, si torna indietro di qualche centinaio d’anni, ma Carlo Magno aveva l’ossessione di morire lasciando dei figli. A lui non interessava se erano legittimi o illegittimi.

     

    Lui fece un po’ come Enrico Ottavo. Si sposò parecchie volte. Lui non ne fece mai uccidere nessuna delle mogli.

     

    Purtroppo morì di malattia o di parto. Però si sposò molte volte e le due donne che amo di più non furono mai le loro mogli, no? Perché lui era già sposato con qualcun’altra, eccetera, eccetera. Però la sua ossessione era quella di avere tanti figli maschi.

     

    Bene, ritorniamo a noi. Quindi facciamo finta che per ipotesi il cavaliere, che fosse bastardo o non bastardo, ma si presentava in una comenda, quindi in una di queste specie di monasteri, Castello dei Templari, e chiedeva di poter aderire, poter entrare e diventare cavaliere. Doveva presentare quindi le patenti.

     

    Vedevano che era effettivamente di stirpe nobile e a quel punto venivano fatte delle indagini per vedere se lui era degno di entrare nei Templari. Perché? Perché era il problema dell’extraterritorialità ed era un grosso problema per i Templari accettare qualcuno che poi ti avrebbe creato dei problemi. L’abbiamo detto l’altra volta, bisogna ricordarlo.

     

    I Templari erano una sorta di Stato nello Stato, nel senso che loro, grazie a Bernardo di Chiaravalle, erano riusciti ad ottenere questa formula di autorizzazione, di permesso, che loro non dipendevano da nessun nobile, perché normalmente, chi ne so, costruivi il castello in Borgogna e in qualche maniera dipendevi dal duca di Borgogna. Questo era evidente. Oppure lo costruivi vicino e dipendevi dal vescovo di Ivrea o quello di Vercelli.

     

    Mentre invece i Templari avevano questa sorta di extraterritorialità. Loro dipendevano solamente, in linea teorica, dal Papa, ma in realtà dal loro Gran Maestro e quindi loro non potevano essere processati né dal clero né dai nobili. Se qualcuno di loro avesse combinato qualche misfatto, cosa che poteva succedere benissimo, vai in una locanda, bevi, lo dicevano, bevi come un Templare o mangia come un Templare.

     

    Allora mangiavano almeno due volte alla settimana la carne, giusto? Sì, quello era obbligatorio per i Cavalieri, perché dovevano esercitarsi nella caccia a cavallo, per forza di cose, perché dovevano essere allenati alla guerra e via discorrendo. E quindi tu accetti uno che ti arriva dalla Spagna, dal Portogallo, e chiede di entrare, tu lo accetti, poi vieni a sapere dopo che questo in realtà aveva ucciso suo fratello, suo padre, lo zio, un amico, quello che ti pare. A quel punto te lo devi tenere perché entri a far parte del Corpo dei Cavalieri ed era l’iniziazione, era una forma di battesimo, nel senso che una volta fatto non te lo puoi più levare.

     

    Allora a quel punto, se si veniva a sapere, lo imbarcavi e lo mandavi a Cipro, in Terra Santa, lo mandavi in Armenia, a qualche parte in Primalena, sperando che ci rimettesse le penne. Insomma, c’è scritto anche sulla Bibbia che Nora e Davide fece così per eliminare il marito di Bezzerbergo. Povera uria, era un sistema anche quello.

     

    Quindi, a quel punto, parentesi, c’erano, l’abbiamo accennato prima, piccole iniziazioni di tipo cavalleresco però semplificate per, che ne so, il Falegname, il Fabbro, lo Stalliere, quello che ti pare, ma anche per la fanteria. Ma perché la facevano queste piccole iniziazioni? Per affiliarli fondamentalmente? Il fatto che sì, perché all’epoca era molto sentito. Cioè, un nobile o un armigero che veniva, in qualche maniera, battezzato in forma laica da un nobile, lui si sentiva entrare a far parte della sua grande famiglia.

     

    Lui avrebbe dato la vita per il nobile, ma il nobile l’avrebbe protetto, in qualunque maniera. Perché la mentalità era differente da questa, cerchiamo di capirlo. Però una sorta di piccola mafia, teoricamente, nel senso di organizzazione.

     

    Se vogliamo, sì, però in senso buono. Poi, per carità, ci sarà stato anche il nobile di chissà dove, secoli dopo, pensiamo all’epoca del Manzoni, che arruolava i bravi, che erano tutti tagliagole, scappati da chissà dove. Lui certo li proteggeva, ma questi andavano in giro a minacciare il parroco.

     

    La mia non era una sfumatura di pregiudizio, assolutamente, perché poi voglio vedere io se mi trovavo in quel periodo. Il problema era la fame, la peste, i saraceni che sbarcavano. Era un mondo un po’ diverso.

     

    E quindi, dicevamo, il nostro cavaliere, fatte le indagini, sentito il vescovo del suo territorio, sentì magari la lettera addirittura del padre, eccetera. Il padre, magari, perché avere un templare in famiglia era non solo segno di orgoglio, ma era anche segno di potere. Perché nel caso il piccolo nobile avesse avuto da dire qualche cosa con il nobilotto del castello a fianco.

     

    Richiamava il proprio figlio, questo si presentava con altri due o tre templari assieme, andava a bussare con la spada. Ricordati dove abiti. Io non solo abito a Catania, ma abito nel centro storico detto San Cristoforo.

     

    Quindi diciamo che io vivo nella zona Bronx, come si vuol dire Catania. Funziona così, nel senso che comunque c’è l’amico, il cugino, il parente, e funziona così. Ma la cosa mi fa ridere.

     

    Magari l’avete ereditato dai normanni. Tu prendi i Santi Paoli che portavano la giustizia a Palermo eccetera. I Santi Paoli è un cognome di altra natura.

     

    No, no, no, ma non era il cognome. Si trovavano appunto nella chiesa di Beati Paoli e giuravano, avevano il cappuccio, che normalmente era dei nobili, che poi andavano a portare giustizia a chi non poteva avere giustizia diversamente. Quindi erano anche nati una sorta di zorro alla siciliana, se vogliamo dare un termine.

     

    A quel punto bisognava procedere con l’iniziazione e abbiamo detto che la prima iniziazione per tutti i cavalieri e per qualcuno della fanteria che reputavano poi meritevole, che l’avrebbero poi fatto diventare cavaliere, successivamente era un’iniziazione di tipo laico. Quindi con tutta la prosopopea del medioevo, con le invocazioni, c’è, è riportato. Lunghissima, saranno due pagine, non ne vedevi la fine.

     

    Innanzitutto dovevi fare il giorno di digiuno, poi passavi la notte in ginocchio in chiesa a pregare. Poi bisogna anche vedere, perché voglio te provare a passare la notte in ginocchio.

    Category: Mysteria
    Tags: marco enrico de graya
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