Brodo di Libri: l’ingratitudine secondo i Fratelli Karamazov di Dostoevskij
La rubrica sottolinea come un autore che si appresta a scrivere un libro è attento come chi prepara una pietanza.
Spesso una parola nel suo significato letterale, un immagine o un ricordo, attivano l’inizio di una storia .
L’obiettivo della rubrica è così quello di declinare brevemente la sequenza ottenuta collegando una parola chiave ad un proverbio siciliano e poi ad un libro con la sottolineatura della citazione in cui più evidente è la rappresentazione dell’azione o del sentimento descritto dalla parola.
Parola chiave: INGRATITUDINE
[dal lat. ingratitudo -dĭnis, der. di ingratus «ingrato»]. – Qualità di chi è ingrato, come disposizione naturale a dimenticare e a non ricambiare, neppure con il sentimento, il beneficio ricevuto.
Il proverbio
“Cu’ di sceccu ni fa mulu, lu primu cauciu è lu so”
Chi fa diventare un asino un mulo si becca il primo calcio.
Sottolinea l’importanza di scegliere con attenzione le azioni o le decisioni poiché le conseguenze possono essere negative.
Ma è anche la rappresentazione in vernacolo siciliano delle conseguenze del comportamento dell’ingrato che divenuto mulo dimentica i benefici ricevuti e alla prima occasione importante scalcia il suo benefattore.
Libro consigliato I FRATELLI KARAMAZOV di Fëdor Dostoevskij
Il romanzo narra le vicende della famiglia Karamazov, in particolare dei tre fratelli: Dmitrij, Ivan e Aleksej, e del loro padre, Fëdor Pavlovič Karamazov, un uomo dissoluto e moralmente corrotto.
Fëdor ha avuto tre figli da due mogli: la prima, Adelaida Mjusova, abbandona Fëdor e il loro figlio Dmitrij; la seconda, Sofia Ivanovna, muore giovane, lasciando Ivan e Aleksej.
Un quarto figlio, Smerdjakov, nasce da una relazione illegittima e viene trattato come un servo.
La trama si concentra sul conflitto tra i fratelli e il loro padre, culminando nell’omicidio nel padre.
Dmitrij viene accusato di questo parricidio, poiché sia lui che il padre si innamorano della stessa donna, Grusenka.
Freud lo annovera nella triade dei tre libri più importanti su questo argomento insieme all’Amleto e all’Edipo. E dichiara che i Karamazov è stato uno dei libri più importanti di tutti i tempi.
L’amante
Grusenka è una donna che entrambi i fratelli Dmitrij e Ivan amano ma la loro relazione è complicata da conflitti e rivalità. Grusenka è descritta come una donna sordida e manipolabile che farebbe di tutto per ottenere amore e denaro. E’ una donna molto forte, ribelle ed aggressiva, che sembra prendersi gioco di entrambi.
Dmitrij segue disperatamente Grushenka, cercando di coglierla in flagrante col padre.
Ivan teme addirittura che Dmitrij possa arrivare al punto di uccidere il padre, per via del denaro e di quella donna.
Una sera, mentre Dmitrij è con Grushenka, arrivano dei poliziotti che gli comunicano che suo padre è stato ucciso. E Dmitrij, in quanto principale sospettato, viene arrestato.
L’ingratitudine
Quella verso il padre culmina nel parricidio ma questo sentimento in realtà riguarda anche i conflitti e le rivalità fra i fratelli.
La storia si sviluppa attraverso un processo che esplora temi di giustizia, amore e moralità.
Racconta di un dramma morale, in cui non tutti i figli beneficiano della stessa attenzione dei genitori, in cui si viene abbandonati da piccoli e si è costretti ad un’amara esistenza.
La figura di Fëdor incarna quella del padre padrone, e nel romanzo è presente l’eterna lotta tra il dubbio e la ragione, e quindi tra il bene e il male.
Citazione:
Alla fine del romanzo il diavolo che parla con Ivan, uno dei fratelli in preda ad una febbre cerebrale, ammette di non avere il libero arbitrio e in un dialogo con se stesso conclude:
No tu devi vivere mancando te non si avrebbero accadimenti di sorta mentre è necessario che accadimenti vi siano .
E così indurendomi il cuore presto servizio affinché accadimenti vi siano e fornisco l’irragionevole a richiesta.
Gli uomini prendono tutta questa commedia per una cosa seria nonostante il loro incontestabile ingegno.
In questo appunto è la loro tragedia.
Si essi soffrono indubbiamente ma in compenso vivono in maniera reale non finta giacché soffrire significa vivere.
Commento:
I fratelli Karamazov, diretto da Sandro Bolchi e ridotto per lo schermo da Diego Fabbri, fu trasmesso in sette puntate dal 16 novembre al 28 dicembre del 1969. Lo sceneggiato ebbe una media di 15 milioni di spettatori a puntata e il libro di Dostoevskij divenne un best seller. Ricchissimo il cast che comprendeva Corrado Pani, Umberto Orsini, Lea Massari, Salvo Randone, Carla Gravina.
Dove vederlo
https://www.raiplay.it/programmi/ifratellikaramazov-losceneggiato
I Karamazov sono la sintesi del pensiero di Dostoevskij e del suo rapporto con la religione.
Dimitrij il fratello maggiore viene processato e dichiarato colpevole per una colpa che probabilmente non è sua.
Una giuria popolare lo riconosce colpevole di parricidio anche se nel romanzo, nella storia dei fratelli e dei sentimenti di ciascuno nei confronti del padre, si ravvisano elementi che lo possono far considerare innocente.
La domanda di fondo del romanzo vera e propria ossessione di Dostoevskij è :
La colpa di chi è? che cos’è? .
La risposta a questa domanda rimane mai data e rappresenta la ricerca dello spazio che è possibile dare nella vita di ciascuno al libero arbitrio, una richiesta spasmodica della conferma di una religione e della fede, della presenza di un Dio nella vita dei protagonisti le cui esistenze vengono bistrattate e messe alla gogna senza che riescano a capire il perché.
Dostoevskij come il lettore e come i protagonisti del romanzo chiederanno il senso di queste esistenze senza avere risposte ed anche il lettore alla fine del romanzo si prova a chiedere se sia giusto avere il libero arbitrio, se sia giusto definire la propria personalità in maniera autonoma andando contro alla figura paterna, che è anche la divinità intesa come Padre, volendo se necessario uccidere quel padre per trovare se stessi.





