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Home Arte Arti visive

Possagno (TV): Museo Gypsotheca Antonio Canova

LE MOSTRE, GLI EVENTI, LE INIZIATIVE SPECIALI PER IL 2026

Redazione di Redazione
Marzo 1, 2026
in Arti visive
Tempo di lettura: 3 minuti
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Il Museo Gypsotheca Antonio Canova a Possagno (TV) si conferma tra le istituzioni culturali più dinamiche e propositive del panorama culturale italiano.

 

 

Punto di riferimento imprescindibile per gli studi canoviani, il Museo propone anche per il 2026 un articolato programma interdisciplinare di mostre, appuntamenti, attività educative e progetti speciali, espressione di un’offerta ampia, accessibile e capace di dialogare con pubblici diversi.

 

 

 

“Il 2026 conferma un programma di alto profilo, costruito con ambizione e senso di responsabilità – afferma Moira Mascotto, direttrice del Museo Gypsotheca Antonio Canova. È il risultato di un lavoro corale tra Consiglio di Amministrazione della Fondazione Canova, Comune di Possagno, collaboratori, staff e stakeholder: una rete che condivide visione e competenze per generare valore culturale e rafforzare il ruolo del Museo a livello nazionale e internazionale”.

 

 

 

Il 2026 si apre nel segno di Carlo Scarpa, tra le figure più autorevoli dell’architettura e dell’allestimento del Novecento, di cui il Museo Canova conserva testimonianze significative.

Fino al 2 giugno 2026, prosegue la mostra Carlo Scarpa e le arti alla Biennale. Opere e vetri dalla Collezione Gemin, che documenta il legame tra l’architetto veneziano e le arti nel contesto della Biennale di Venezia: un sodalizio determinante nella sua vicenda professionale, capace di orientarne la ricerca progettuale e artistica.

 

 

La mostra, curata da Mario Gemin e Orietta Lanzarini, riunisce dipinti, disegni e sculture di artisti di rilievo quali Gustav Klimt, Paul Klee, Giorgio Morandi, Arturo Martini, Alberto Viani, Osvaldo Licini, insieme a una selezione di vetri realizzati da Carlo Scarpa per Cappellin e Venini, disegni autografi, e tre sculture già esposte alla Biennale del 1968, provenienti dalla collezione dell’architetto trevigiano Luciano Gemin, suo allievo e collaboratore.

 

 

 

A inizio aprile si terrà un importante appuntamento per il Museo: la riapertura dell’Ala Scarpa, interessata da un intervento di restauro su una porzione dell’ampliamento progettato dall’architetto veneziano, volto a garantire la conservazione nel tempo di uno degli spazi architettonici più significativi del Museo.

L’operazione è stata realizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Belluno, Padova e Treviso, in collaborazione con il Comune di Possagno e l’Università Iuav di Venezia, grazie a un finanziamento straordinario del Ministero della Cultura – Direzione Generale ABAP.

 

 

 

Uno dei compiti fondamentali del Museo Canova è la tutela e la valorizzazione del patrimonio canoviano confermando il ruolo del complesso museale di Possagno come centro di eccellenza nello studio e nella conservazione dell’opera canoviana.

Anche nel 2026, infatti, sono previsti interventi su opere di Canova. Tra queste, spicca il restauro dell’Amorino (Principe Henryk Lubomirski), uno dei modelli in gesso più significativi della collezione, realizzato nel 1785 come studio per la celebre versione marmorea oggi conservata in Polonia nel castello Lubomirski a Łańcut, che ritrae il giovane principe nelle sembianze di Eros.

 

 

Il progetto, in collaborazione con il Comune di Treviso, prevede – secondo criteri di minima invasività e reversibilità – indagini diagnostiche, analisi chimiche, pulitura e consolidamento, con particolare attenzione alla stabilità strutturale e alla salvaguardia dei materiali.

 

 

 

A questo, si aggiunge il recupero di tre modelli in cera rossa su ardesia, progetti canoviani riferibili al monumento funerario dedicato all’ammiraglio Horatio Nelson, progettato tra il 1806 e il 1808. I piccoli bassorilievi – allegorie della nascita, morte e glorificazione dell’eroe inglese – che corrispondono ai rilievi presenti sul sarcofago del modello in gesso conservato a Possagno, saranno oggetto di consolidamento e messa in sicurezza, con l’obiettivo di restituire la loro piena leggibilità.

Questa operazione conferma l’attenzione anche verso la tutela di opere meno note ma di altissimo valore artistico e documentario, fondamentali per comprendere il metodo di lavoro e la cultura figurativa dell’artista.

Per sostenere il restauro, il Museo avvierà nelle prossime settimane una raccolta fondi in collaborazione con Italia Patria della Bellezza.

 

 

 

Il principale appuntamento espositivo è in programma dal 1° novembre 2026 al 28 marzo 2027 con la mostra Antonio Canova e il Monumento a Horatio Nelson.

Curata dal prof. Paolo Mariuz, eminente storico dell’arte e Membro del Comitato Scientifico della Fondazione Canova, l’esposizione offrirà una ricostruzione rigorosa e filologicamente fondata del processo creativo messo in atto da Canova e permetterà di seguire l’evoluzione dell’idea monumentale, dalle prime fasi progettuali ai materiali esecutivi intermedi attraverso prestiti provenienti da istituzioni private e pubbliche, nazionali e internazionali.

La sezione principale sarà riservata al progetto del monumento e consentirà di visualizzare il metodo di lavoro dell’artista attraverso i suoi diversi passaggi operativi.

Una sezione di approfondimento analizzerà il contesto ideativo e culturale del progetto, mettendolo in relazione con altre opere del maestro quali il Napoleone come Marte pacificatore, il Monumento equestre di Napoleone e l’Ettore, per evidenziare i legami tra la riflessione sull’eroe contemporaneo e la tradizione epica e mitologica.

 

 

L’ultima parte sarà dedicata alla figura storica di Nelson e alla memoria della sua celebrazione monumentale, con l’esposizione di un suo significativo ritratto e dell’incisione del Monumento funerario realizzato da John Flaxman e collocato nella Cattedrale di St. Paul a Londra nel 1818, offrendo così un confronto tra due diverse interpretazioni europee del monumento celebrativo.

Il progetto espositivo si configura come un’indagine scientifica di alto profilo, capace di coniugare rigore filologico, approfondimento storico-artistico e forte valore divulgativo. Attraverso una ricostruzione puntuale del percorso creativo e un confronto internazionale di grande significato, la mostra offrirà una nuova e autorevole lettura del Monumento a Horatio Nelson, inserendolo pienamente nella più ampia riflessione di Canova sull’eroe moderno e sulla sua trasfigurazione in immagine universale.

 

 

 

Guardare alle nuove generazioni e coinvolgere i ragazzi e le ragazze nelle varie attività rappresenta uno degli ambiti cui l’Ente rivolge più attenzione.

A tal proposito, il Museo Canova offre una proposta didattica mirata a interessare un pubblico di visitatori sempre più allargato – gruppi, singoli, scuole e famiglie – che si traduce in laboratori, attività in giardino e molto altro.

Non mancherà l’attenzione a percorsi tematici completi che permetteranno di scoprire la collezione anche attraverso l’esplorazione tattile o che prevedono l’intervento d’interpreti LIS – Lingua dei Segni Italiana.

Per tutto l’anno, il Museo ospiterà diversi appuntamenti, come conferenze di approfondimento delle esposizioni temporanee, concerti, spettacoli di danza, visite guidate serali alla collezione alla luce delle candele e la partecipazione a eventi europei come la Notte dei Musei.

Prenderà inoltre avvio una rassegna teatrale di durata quinquennale, articolata in un appuntamento annuale, che ripercorrerà i momenti più significativi della vita di Canova. Ogni edizione, realizzata in collaborazione con l’Associazione La Chiave di Sophia, offrirà una rilettura interpretativa contemporanea, capace di mettere in dialogo la sua vicenda umana e artistica con le sensibilità del presente.

 

 

 

Le iniziative del 2026 si completano con la giornata di restituzione del progetto di welfare culturale Bellezza che cura: arte e salute in dialogo, sviluppato nel 2025 con il contributo della Regione Veneto e in collaborazione con Ulss 2, Ufficio Scolastico Provinciale e realtà amministrative e sociali del territorio. L’incontro offrirà l’occasione per condividere i risultati del percorso sperimentale – che ha coinvolto tavoli multidisciplinari e attività rivolte in particolare a giovani in situazioni di fragilità – e per riflettere sul ruolo della cultura come strumento di benessere, inclusione e crescita, ponendo le basi per futuri sviluppi nella programmazione dell’Ente.

 

Tags: Antonio CanovaMuseo GypsothecaPossagno
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