In occasione di ArteFiera, il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna ha aperto fino al 28 febbraio le sue porte a un nuovo capitolo dei percorsi artistici che da anni ne definiscono l’identità culturale. La mostra personale di Roberto Miglietta “Dal filo al ferro. Alchimie sostenibili” pensata appositamente per gli spazi del cinque stelle lusso bolognese, dà vita a un dialogo tra arte contemporanea, ospitalità d’eccellenza e sostenibilità: valori che da sempre caratterizzano la visione culturale dell’hotel. Per questo è stata scelta la personale di Roberto Miglietta, che col suo lavoro di recupero creativo rappresenta e combina nella sua ricerca artistica tutti questi aspetti. Lo stesso artista è stato inoltre coinvolto nella giuria del Premio Sustainability Art “Giorgio Morandi”. Cuore della serata è la presentazione dell’opera vincitrice della terza edizione del Premio Sustainability Art “Giorgio Morandi”, premio istituito dal Grand Hotel Majestic “già Baglioni” e dal Gruppo Duetorrihotels, in collaborazione con Fondazione Morandi e Ape Confedilizia Bologna, con la direzione artistica di BOOMing Contemporary Art Show. L’opera entra a far parte della collezione permanente degli artisti vincitori, esposta lungo la Strada Romana, l’esclusiva gallery interna all’hotel.
La mostra: Roberto Miglietta “Dal filo al ferro. Alchimie sostenibili”
“Dal filo al ferro. Alchimie sostenibili” racconta il percorso di Roberto Miglietta, artista e imprenditore creativo guidato da una profonda passione per il bello, per la manualità e per il valore etico del fare. Forte di oltre trent’anni di esperienza nel mondo del ricamo e della manifattura tessile (in qualità di proprietario e direttore artistico dell’ex Ricamificio Clausura S.r.l.), Miglietta trasforma materiali come fossero stoffa. Lavora con il ferro, l’ottone, il legno, la polvere di caffè, il vetro, il marmo, i tessuti, le rocce. Ma è il legno d’ulivo l’ospite d’onore: ricavato dagli alberi colpiti dall’infezione endemica di Xylella Fastidiosa nel Salento, l’ulivo viene intagliato, dipinto e trasformato in statua, tavolo, scultura, dettaglio di un vestito, corpo dei soggetti raffigurati. Superfici cesellate e altorilievi evocano abiti, corpi e architetture della moda, conservando la memoria dell’artigianato e traducendola in un linguaggio contemporaneo.
Il progetto di Roberto Miglietta nasce dal desiderio di dare una seconda vita alle grandi carcasse d’ulivo, a quel legno ancora vivo di alberi che hanno attraversato secoli. Alla base di ogni dipinto, scultura e tavolo realizzato dall’artista, resiste l’eterno desiderio di ingannare la morte, restituendo alle antiche forme vegetali il loro legittimo posto nel mondo. Lavorare con il legno significa piantare la materia ancora viva sui pannelli e innaffiarla con pittura, polvere di caffè e giochi di luce: dare all’ulivo un’ossatura di ferro, uno scheletro affinché possa mantenersi ancora dritto su se stesso, senza piegarsi allo scadere del tempo.






